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ARISLA ADERISCE AL ‘RARE DISEASE DAY’ CON LA CAMPAGNA SOCIAL #RICERCAÈFIDUCIA

Ultimo aggiornamento il 21 Febbraio 2022 – 17:32

(mi-lorenteggio.com) Milano, 21 febbraio 2022 – AriSLA – Fondazione Italiana di ricerca per la SLA lancia oggi la campagna social #ricercaèfiducia per rinnovare la sua adesione alla ‘Giornata delle Malattie Rare’, che si celebra dal 2008 l’ultimo giorno di febbraio per porre l’attenzione sui bisogni delle persone con patologie rare, sui loro familiari e sulla necessità di supportare la ricerca quale strumento fondamentale per migliorare la vita di queste persone.

IL PRESIDENTE MELAZZINI: ‘IN QUESTA GIORNATA RIBADIAMO L’IMPORTANZA DI SOSTENERE LA RICERCA’ – “Anche quest’anno rinnoviamo la nostra convinta adesione a questa importante Giornata di sensibilizzazione – sostiene il Presidente di Fondazione AriSLA, Mario Melazzini, che inaugura oggi la campagna social con un suo post – che ci offre l’opportunità di ribadire l’importanza di sostenere il lavoro dei ricercatori: la fiducia dei pazienti riposta in loro rappresenta lo strumento motivante nella loro quotidiana attività, mirata al raggiungimento di obiettivi concreti. L’impegno di AriSLA è di dare continuità alla ricerca scientifica d’eccellenza, mantenendo lo sguardo attento ai bisogni del paziente”.

CAMPAGNA #RICERCAÈFIDUCIA– Nella campagna social #ricercaèfiducia, AriSLA ha coinvolto gli ultimi ricercatori finanziati, selezionati con il Bando AriSLA 2021. Nei post (disponibili in questa pagina), i ricercatori mostrano una mano colorata, in linea con la campagna a livello mondiale, e testimoniano la vicinanza ai pazienti, ritenendo che il proprio lavoro abbia ‘un valore sociale perché permette di aggiungere nuovi tasselli che, messi a disposizione della comunità scientifica, possono contribuire a sconfiggere malattie incurabili’. E’ proprio ‘l’immensa fiducia riposta dai malati SLA nei ricercatori a spingerli a fare sempre meglio’, a ‘non arrendersi di fronte ai risultati disattesi’ e fare in modo che tale fiducia sia ricambiata. Gli studiosi confermano che c’è un ‘grande fermento scientifico sul fronte SLA’, c’è una ‘voglia estrema di fare passi avanti e di lavorare uniti’, con la consapevolezza che lo sforzo comune possa ‘contribuire in modo significativo a trovare una terapia efficace’. Nei post, che saranno pubblicati sui profili Facebook e Twitter di Fondazione AriSLA da oggi a lunedì 28 febbraio, è possibile leggere anche una breve descrizione dei progetti di ricerca appena partiti e finanziati da AriSLA. Si tratta di sette nuovi studi che intendono approfondire diverse aree di studio, alcune poco esplorate, e individuare nuove modalità di intervento terapeutico.

“Il ‘Rare Disease Day’ è un’occasione importante che ci permette di raccontare la sensibilità e vicinanza della comunità scientifica italiana a chi combatte contro malattie difficili e complesse come la SLA. Una battaglia che si deve combattere su più fronti – afferma il Responsabile scientifico di AriSLA, Anna Ambrosini –. E uno di questi è certamente attraverso il sostegno alla ricerca, strumento con cui ottenere risultati concreti e soprattutto sicuri per i pazienti. Bisogna continuare a credere e a dare fiducia all’operato dei ricercatori, che ringraziamo per avere aderito alla campagna”.

RICERCATORI COINVOLTI. Alla campagna hanno aderito Savina Apolloni del Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Roma Tor Vergata; Manuela Basso del Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata (CIBIO), Università degli Studi di Trento; Valentina Bonetto dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS di Milano; Andrea Calvo dell’AOU Città della Salute e della Scienza di Torino e Dipartimento di Neuroscienze ‘Rita Levi Montalcini’, Università degli Studi di Torino; Mauro Cozzolino dell’Istituto di Farmacologia Traslazionale, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Roma; Nadia D’Ambrosi del Dipartimento di Biologia, Università degli Studi di Roma Tor Vergata; Alice Migazzi del Dipartimento di Biologia Cellulare, Computazionale e Integrata (CIBIO), Università degli Studi di Trento. Hanno inoltre partecipato tre ricercatori afferenti all’Università degli Studi di Padova: Michela Rigoni del Dipartimento di Scienze Biomediche, Francesco Rinaldi del Dipartimento di Matematica ‘Tullio Levi-Civita’ ed Elena Ziviani del Dipartimento di Biologia.

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