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Proverbio: Luglio poltrone porta la zucca col melone

Milano – Violenza in città

Ultimo aggiornamento il 21 Febbraio 2022 – 16:10

Monica Forte (gruppo misto): “L’emergenza non si potrà combattere solo con l’arrivo di nuovi agenti in città. Occorre domandarci che cosa stia accadendo nella società e lavorare sulla prevenzione ed educazione dei giovani, limitando al massimo i fenomeni di esclusione sociale”

(mi-lorenteggio.com) Milano, 21 febbraio 2022. In merito all’aumento di aggressioni, liti e rapine in città, è intervenuta Monica Forte, presidente della commissione Antimafia Lombardia:

“Affrontare il problema mediante un «tavolo sicurezza» in Prefettura è la doverosa risposta alla fase emergenziale in ottica soprattutto di tutela dell’incolumità dei Cittadini, esigenza inemendabile e per la cui prontezza mi unisco ai ringraziamenti al Prefetto di Milano. Appare chiaro, tuttavia, che questo genere di risposta interviene sugli effetti e non aiuterà, invece, a lavorare sulle cause di questi problemi. Militarizzare la Città può e deve essere una misura d’urgenza, a cui dovrà però accompagnarsi un lavoro di analisi profondo volto a comprendere i perché di queste manifestazioni di violenza e le nuove forme con cui si manifesta l’esclusione sociale. La Politica è chiamata a porsi alla guida di questo percorso e deve certamente evitare di caricare sul sistema di pubblica sicurezza tutti gli oneri di gestione di questa nuova emergenza. Sono molte e diverse le criticità che si sommano: dal senso di impunità, al venir meno progressivo di riferimenti solidi, agli effetti secondari della pandemia e delle discendenti misure di riduzione della socialità fino ad arrivare alla vertiginosa mancanza di prospettive e di proiezioni sul futuro. Bisogna lavorare con i giovani, ascoltare il loro disagio e capire le ragioni profonde della loro frustrazione, coinvolgendo in questo percorso tutte le agenzie formative che saremo capaci di interpellare”.

“Occorre un dialogo quanto più allargato possibile, coinvolgendo anzitutto scuole, famiglie, associazioni ed esperti, oltre che le rappresentanze del sistema socio-sanitario che si occupa dei minori ed in particolare le divisioni di neuropsichiatria infantile, recentemente irrobustite a seguito di una vera e propria esplosione delle richieste di accesso”. Continua Forte: “Una parte non trascurabile di questi episodi vedono protagonisti italiani di seconda e terza generazione; anche su questo, ci siamo chiesti perché? Abbiamo fatto e stiamo facendo abbastanza per l’integrazione o stiamo commettendo lo stesso errore che si è fatto nelle grandi città francesi, ghettizando interi segmenti di popolazione in periferie dell’esistenza? Ecco, io credo sia necessario che le Istituzioni e la politica, oltre ad aumentare la presenza delle forze dell’ordine, debbano impegnarsi per dialogare con la città, imparando ad ascoltare di più e non solo le istanze dei propri mondi di riferimento e rispondendo alle necessità di quelle parti urbane troppo spesso dimenticate”.

V.A.

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