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Città Metropolitana di Milano, un 8 marzo tra parità di genere e conciliazione di pratiche casa-lavoro

Ultimo aggiornamento il 8 Marzo 2022 – 12:13

«Non è vero che dobbiamo scegliere tra la carriera e la famiglia. Conosco gli
ostacoli che le donne affrontano. Ma dobbiamo pretendere un accesso equo al
mondo del lavoro e poter allo
stesso tempo crescere i nostri bambini».

(Ursula Von der Leyen, presidente della Commissione europea, all’apertura del Women20, il vertice delle donne per la parità del 2021)

(mi-lorenteggio.com) Milano, 7 marzo 2022. La parità di genere passa per l’adozione di pratiche positive nell’attività quotidiana della Pubblica Amministrazione. La Città metropolitana di Milano festeggia l’8 marzo 2022, Giornata internazionale della donna, con una serie di conquiste concrete e con buone pratiche quotidiane messe in atto all’interno della sua macchina organizzativa.
Una prospettiva inclusiva, fondata sulla parità di genere, ma soprattutto sul mettere in
campo misure e opportunità concrete per attuarla, che parte dal lavoro del CUG (Comitato
unico di garanzia) nella promozione del Piano Azioni Positive.

Un Piano che l’Amministrazione della Città metropolitana di Milano ha voluto tradurre in
scelte concrete in termini di conciliazione dei tempi casa-lavoro, smart-working,
benessere lavorativo
. Un importante lavoro culturale, che ha portato all’interno dell’ente
una mentalità nuova, aperta ai cambiamenti e alle sfide della società attuale, oltre che pronta ad intercettare i bisogni dei suoi lavoratori e lavoratrici.

Michela Palestra, vice sindaco

I numeri

Sono i numeri a rendere l’idea di questa rivoluzione culturale attuata nel tempo dalla Città
Metropolitana di Milano: i dati rilevati al 31 dicembre 2021, infatti, dicono che il 56% del
personale è costituito da donne. A livello dirigenziale la percentuale sfiora il 40%: sono 9 le
dirigenti contro 14 colleghi uomini.
Più sale la categoria e il livello di istruzione richiesto per l’accesso alle prove concorsuali,
più aumenta la presenza femminile, a prescindere dalla fascia d’età: tra gli under 30, infatti,
il 51% è donna, nella fascia 30-40 anni la percentuale sale al 54%, addirittura al 60% tra i
41 e i 60 anni, per poi assestarsi al 56% tra i 51 e i 60 e al 50% per chi ha più di 60 anni.
600 le donne che lavorano per l’ente, contro i 473 uomini. Tra i quadri, la percentuale
femminile si avvicina al 60%; le donne partecipano anche più attivamente alla formazione
(56%).
Numeri importanti, soprattutto se consideriamo che dal 2021 Palazzo Isimbardi ha aperto
una serie di nuove opportunità lavorative: tra i numerosi neo assunti c’è una sostanziale Città metropolitana di Milano parità di genere. Nella categoria under 30, per le categorie C e D, le neoassunte sono il 51%. Del resto la Città metropolitana di Milano si dimostra un ente appetibile dal punto di vista lavorativo, grazie alle politiche di conciliazione dei tempi casa-lavoro, attuate già prima della pandemia e implementate con successo durante l’emergenza.


Smart working: un’opportunità consolidata

La Città Metropolitana di Milano è stata tra i primi enti pubblici ad avviare, già prima
dell’emergenza sanitaria, sperimentazioni di smart working, proprio con l’obiettivo di
vagliare nuove opportunità a beneficio dei dipendenti in un’ottica di miglior gestione dei
tempi casa-lavoro.
Una prospettiva inclusiva, volta ad offrire, a prescindere della propria condizione famigliare,
le medesime chance di carriera ed affermazione professionale al proprio personale. L’ente
non è così stato colto impreparato quando, a marzo 2020, il lockdown ha di fatto costretto a svolgere la normale attività lavorativa da casa: il lavoro degli uffici, infatti, non si è mai
fermato, con un’attuazione emergenziale del lavoro agile e, infine, con l’adozione del POLA
(Piano Organizzativo del Lavoro Agile) che regolamenta lo smart working ordinario che
ripartirà a emergenza terminata, attraverso la firma di contratti individuali. Un’opportunità subito colta dai lavoratori e dalle lavoratrici dell’ente, come dimostrano i
numeri raccolti nel Piano Azioni Positive: al 31 dicembre 2021 sono 882 i dipendenti che
hanno aderito a questa possibilità, di cui il 61% sono donne.
Al momento si stanno chiudendo le adesioni allo smart working contrattualizzato, che
assicurerà da 4 a 10 giorni al mese gestibili da casa. Una piccola eccellenza, questa, che
vede la Città metropolitana di Milano come faro per molte Amministrazioni locali della
delineazione della road map verso una nuova concezione del modo di lavorare, di gestire
spazi, tempi e responsabilità anche nella Pubblica Amministrazione.

Lavoro agile, e-work ma anche istituti di flessibilità e attenzione alla sicurezza e al
benessere del personale
: così l’ente va concretamente incontro alle esigenze dei suoi
dipendenti, favorendo condizioni concrete per l’accesso paritario ad opportunità di carriera
tra uomini e donne.
Non solo: il continuo e attento lavoro dell’ente nella definizione di obiettivi e buone pratiche
(è appena stato adottato il Piano Azioni Positive 2022-2024) agisce quale stimolo importante alla presa di coscienza collettiva del valore del cambiamento, fatto proprio e attuato dalla stessa Amministrazione.

Lo Sportello Ascolto

Tra le azioni messe in atto per supportare il personale e favorirne il benessere, rientra anche
lo Sportello d’Ascolto, costituito nel 2016: uno spazio dedicato (nella sede di via Vivaio 1
e gestito da una psicologa interna) ha accompagnato e sostenuto complessivamente 55
dipendenti, di cui 43 donne.
Dal 2019 è stato aperto uno spazio anche in via Soderini e dal 2020, durante il lockdown,
ha proseguito la sua attività online. Solo ne corso del 2021 sono stati seguiti 16 dipendenti
e sono stati organizzati 136 colloqui. L’attività consulenziale della psicologa ha ottenuto
positivo riscontro, considerato anche il momento di difficoltà e solitudine dovuto alla
pandemia, che ha accentuato nuovi e più incisivi bisogni.
Le consulenze hanno riguardato le relazioni professionali, ma anche gli ambiti personali, o
entrambi gli aspetti.

La Città metropolitana di Milano guarda alla Giornata internazionale della donna come ad
un’occasione di riflessione su ciò che ancora si può fare lungo la strada della parità e
dell’inclusione. Evidenzia i traguardi raggiunti, ma guarda con impegno a nuovi e futuri
obiettivi, ponendosi anche, nel suo ruolo di ente di area vasta, come cabina di regia per gli
enti locali che desiderino intraprendere o implementare buone pratiche al loro interno –
afferma la
vicesindaca Michela PalestraCon convinzione ed orgoglio le deleghe
metropolitane sono state equamente ripartite tra donne e uomini. Non è solo una questione
di numeri, ma anche di azioni concrete, attuate nella quotidianità, che ci rendono orgogliosi
del percorso intrapreso: opportunità di carriera equamente offerte, smart working
istituzionalizzato in un Piano definito e concertato, strumenti di conciliazione che permettono
alle lavoratrici di non dover scegliere tra famiglia e lavoro. È questo l’augurio più grande che,
oggi, possiamo fare a tutte le donne: poter essere ciò che desiderano, senza dover
sacrificare figli o carriera o venir giudicate”.

Un pensiero, oggi, non può che andare che al popolo ucraino e “a tutte le donne vittime della
guerra, che con coraggio e resilienza stanno affrontando una tragedia umanitaria che non
può e non deve lasciarci indifferenti
– conclude la vicensindaca – La nostra solidarietà va a
chi fugge dalle bombe per mettere in salvo la propria famiglia e a chi resta per difendere la
propria casa e la propria terra. La Città metropolitana di Milano è pronta a fare la sua parte
in termini di accoglienza e aiuto concreto”.

Così commenta il consigliere delegato al personale Francesco Vassallo: “La ripresa del
nostro Paese passa inevitabilmente dall’innovazione e dalla riforma della Pubblica
Amministrazione. In tal senso l’obiettivo che ci siamo posti in questi anni come Città
metropolitana è stato quello di coniugare l’erogazione di servizi di qualità per cittadini ed
imprese al benessere dei nostri dipendenti. I cambiamenti all’interno del mondo del lavoro
e le trasformazioni sociali, accelerati dall’emergenza sanitaria in corso, hanno reso sempre
più difficile conciliare i tempi del lavoro con quelli della vita familiare. Cresce il numero di
lavoratori, donne e uomini, con responsabilità di cura non più solo dei figli, ma di persone
anziane o con disabilità. In tale contesto, l’adozione fin dal 2018 dello smart working ha
contribuito a far superare molti pregiudizi, ed è stata l’occasione per migliorare le
competenze digitali e ripensare molti processi organizzativi. Voglio ringraziare – conclude
Vassallo – i dipendenti e le dipendenti della Città metropolitana per l’impegno profuso in
questa complessa fase di rivoluzione dell’organizzazione lavorativa, nel garantire i servizi
anche durante la fase più acuta della pandemia, dimostrando concretamente la vicinanza
alla cittadinanza”.

In occasione della Giornata internazionale della donna, martedì 8 marzo, la Città
metropolitana di Milano inaugura Mivedo (www.cittametropolitana.mi.it/mivedo), la nuova
piattaforma video dell’ente, che esordisce con una campagna di comunicazione dal titolo
#bastapregiudizi. Consigliere e consiglieri, vicesindaca, dipendenti, direttrici e direttori
dell’ente hanno prestato la propria immagine per dire basta agli stereotipi di genere.

V.A.

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