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 Al via il progetto che concorre alla eradicazione dell’epatite C promosso dall’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano

(mi-lorenteggio.com) Milano, 29 marzo 2022 – Si chiama “Non solo Covid:HCV Free – Percorsi di screening per l’Epatite C” il progetto che concorre alla eradicazione dell’epatite C promosso dall’ASST Santi Paolo e Carlo di Milano.

L’infezione da virus C rappresenta una forma morbosa molto insidiosaper la facilità di contagio anche casuale tra soggetti inconsapevoli. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) considera l’epatite virale una minaccia per la salute pubblica e suggerisce la sua eliminazione entro il 2030, riducendo in questo modo le nuove infezioni del 90% e la mortalità del 65%.In Italia, le campagne di screening e trattamento dell’HCV, dopo una forte accelerazione nel 2018 e 2019, hanno subito l’impatto negativo del COVID, con notevole riduzione dei trattamenti nel 2020.

Non solo Covid:HCV Freepersegue l’obiettivo di effettuare uno screening per la ricerca del virus dell’epatite C in tutti i pazienti che accedono ai CentriPsico Sociali CPS.

L’epatite cronica da HCV non dà sintomi,ma è la principale causa di cirrosi e cancro del fegato in Italia.

Si calcola che nel nostro Paese tra l’1% e 1,5% circa della popolazione ne sia affetta.

In Lombardia oltre alle 50.000 persone che sono già state trattate con successo, molti casi rimangono non diagnosticati.Stime dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) ritengono che in Lombardia ci siano circa 22.000 persone affette da epatite C non a conoscenza della loro malattia.

“Questo progetto ci permette di fare un’attività di screening su una vasta platea di pazienti che potrebbero essere entrati in contatto con il virus dell’epatite C, senza neppure saperlo. Di fatto, grazie a quest’iniziativa, potremo fare prevenzione, anticipando eventuali conseguenze negative derivanti dall’infezione da Epatite C” dice Matteo Stocco, Direttore Generale della ASST Santi Paolo e Carlo.

Per raggiungere l’obiettivo, la ASST intende organizzare dei percorsi che, a partire dallo screening per identificare la positività dell’anticorpo abHCV, conducano alla presa in carico dei pazienti positivi, avviandoli alle cure e all’eliminazione del virus.

“In caso di positività del test anticorpale, si avvierà la determinazione della viremia, che verrà testata nei laboratori dell’Ospedale San Paolo. Laddove si riscontrerà una positività del virus C nel sangue, il paziente, dopo essere stato sottoposto agli esami di routine,verrà inviato agli ambulatori competenti ed inizierà la terapia con i nuovi antivirali. Oggi, fortunatamente, sono disponibili curecon farmaci che, somministrati per via orale per 8-12 settimane, portano alla guarigione in oltre del 95% dei casi”dice Nicola Orfeo, Direttore Sanitario della ASST Santi Paolo e Carlo.

Redazione

Il progetto, che ha ricevuto la sponsorizzazione non condizionante di GileadSciences S.r.l., vede il coordinamento scientifico del dottor Roberto Ranieri, Dirigente Sanità Penitenziaria Regione Lombardia.

“L’obiettivo del progetto– spiega Roberto Ranieri – è rilevare le infezioni da virus dell’epatite C ancora non diagnosticate, migliorare la possibilità di una diagnosi precoce, avviare i pazienti al trattamento, evitando le complicanze di una malattia epatica avanzata e delle manifestazioni extraepatiche, oltre che interrompere la circolazione del virus, impedendo nuove infezioni. Rientrano nei destinatari dello screening le persone seguite dai Centri di Salute Mentale indipendentemente dall’anno di nascita e dalla nazionalità”.

I pazienti con infezione da HCV hanno una prevalenza di malattie psichiatriche intorno al 17%, da quattro a nove volte più alta rispetto alla popolazione generale.

Manifestazioni neuropsichiatriche sono state descritte in pazienti con infezione cronica da HCV, in particolare depressione e ansia in circa un terzo dei pazienti.

Le caratteristiche dei Centri di Salute Mentale risultano favorenti per lo screening ed il trattamento dell’HCV.

L’attività di screening partirà dal prossimo 29 marzo presso il CPS di via Ovada a Milano, per coinvolgere successivamente gli altri CPS dell’Aziend

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