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Milano. “Il professionista dell’aiuto per l’anziano fragile in famiglia”: convegno alla Società Umanitaria

(mi-lorenteggio.com) Milano, 31 marzo 2022 – Giovedì 31 marzo la Società Umanitaria, con la sua Scuola Superiore ad Ordinamento Universitario di Mediazione Linguistica “P.M. Loria”, ha organizzato, insieme all’Associazione APS Centro Studi Cure Domiciliari, il convegno “Il professionista dell’aiuto per l’anziano fragile in famiglia”, per discutere insieme alle Istituzioni e a professionisti del settore del duplice problema della fragilità dei tanti anziani che vivono soli o in famiglia e della necessità di ridisegnare ruolo e competenze delle «badanti».

Il quadro generale del problema è stato ben riassunto dal medico di base Alberto Cozzi, intervenuto al Convegno: “Nel 2019 – dati ISTAT – 1 italiano su 4 aveva più di 65 anni e si calcola che nel 2050 il rapporto salirà a 1 a 3. L’87% degli ultra settantacinquenni ha malattie cronico-degenerative, il 67% di questi hanno la compresenza di 2 o più patologie e l’8% di essi è confinato in casa. Sui 2 milioni di over 85 presenti in Italia, riusciamo ad assisterne a domicilio con il Servizio Sanitario Nazionale solo 3 su 100”.

“Davanti a questo scenario e nel solco di una lunga tradizione – ha dichiarato il Presidente della Società Umanitaria Alberto Jannuzzelli – “La Società Umanitaria, sempre pronta ad anticipare, sperimentare e risolvere i problemi sociali del proprio tempo, ha deciso di proporre un corso di formazione altamente qualificante per passare dalla figura del «badante» a quella del «professionista dell’aiuto», che possa supportare adeguatamente gli anziani in famiglia a fianco ad un sistema socio-sanitario da rimodellare, affinché sia in grado di garantire sempre più un’adeguata erogazione dei propri servizi a domicilio”.  Questa prima edizione del corso, in partenza a maggio, sarà a totale carico dell’Umanitaria che coprirà le spese dei partecipanti che verranno selezionati tramite colloqui, attingendo al Fondo Solidarietà istituito dall’Ente durante la prima fase della pandemia e pensato per affrontare i momenti di crisi”.

Lamberto Bertolè, Assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano ha confermato che nel nostro Paese “L’aumento della popolazione anziana si accompagna ad un altro dato: quello della crescente solitudine. Gli anziani sono sempre più soli, per diverse cause, che vanno, ad esempio, dalla separazione col coniuge alla lontananza dai figli che spesso vivono lontano. In un contesto simile bisogna farsi carico del problema, integrando le classiche soluzioni, con sperimentazioni nuove ed il modello proposto dall’Umanitaria va in questa direzione, sommandosi alle tante iniziative che anche il Comune di Milano promuove con il Forum del Welfare”.

Cristina Tajani, Consigliera del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ha sottolineato la duplice utilità di avviare un nuovo processo formativo nell’ambito dell’assistenza domiciliare, non solo per farsi carico del problema sociale degli anziani, ma anche per “rispondere ad una reale esigenza del mercato del lavoro, in un quadro di crisi turbolenta nel campo sanitario, che ha evidenziato un forte aumento delle richieste di professionisti qualificati nell’assistenza alle persone. L’attività formativa proposta si colloca dunque in un segmento cruciale del mercato del lavoro che sarà ampiamente sostenuto anche dalle politiche del recovery Plan”.

Sulla stessa linea Alessandra Locatelli, Assessora alla Famiglia, Solidarietà Sociale, Disabilità e Pari Opportunità della Regione Lombardia, che ha rimarcato come “negli ultimi anni si sia intensificata la richiesta di assistenza domiciliare degli anziani e che la messa a sistema di un modello di professionalizzazione delle badanti risponde al duplice scopo di rendere dignitosa la vita sia per gli anziani assistiti che per le lavoratrici e i lavoratori del settore”.

Il geriatra Vito Noto, Presidente APS Centro Studi Cure Domiciliari, precursore dell’assistenza domiciliare in Italia e partner di Società Umanitaria nell’iniziativa, delinea uno scenario in cui “alle badanti si chiede contemporaneamente di essere inserviente, donna delle pulizie, cameriera, in un contesto lavorativo spesso privo di riconoscimenti, esposto a rischi di caporalato e mobbing” e rimarca “la necessità di porre un cambio di rotta che può arrivare

grazie ad un progetto formativo serio e qualificato che dia competenze di assistenza sanitaria basilare, conoscenza di alcune delle patologie più frequenti negli anziani, principi nutrizionali, capacità di monitoraggio dei disturbi cognitivi, principi di psicologia delle relazioni interpersonali e intergenerazionali, senza chiaramente sfociare nel ruolo del medico o dell’infermiere, ma dando consapevolezza alla badante di quanto il suo ruolo sia importante nella catena dell’assistenza geriatrica”.

Daniele Gallo, Direttore della Scuola Superiore ad Ordinamento Universitario di mediazione linguistica “P.M. Loria” della Società Umanitaria, ha infine posto in evidenza il valore aggiunto della mediazione linguistica nel percorso di formazione della figura del «care giver». “Ben sappiamo che l’assistente a domicilio non è solo un estraneo alla famiglia, ma è spesso straniero: a fianco alle competenze tecnico-assistenziali è dunque necessario agevolare l’incontro culturale tra assistente ed assistito. Formare professionisti in questo settore, nell’ottica del mediatore, significa innanzi tutto semplificare la comunicazione linguistica e culturale in una comunità, in questo caso una famiglia, contribuendo a creare dinamiche serene, affinché si instauri un rapporto di fiducia e coinvolgimento personale”.

Il corso di alta formazione per i “Professionisti dell’Aiuto” partirà il 27 maggio ed è strutturato in 200 ore di lezioni, suddivise tra didattica frontale in presenza, seminari e workshop e si svolgerà in 14 fine settimana. La partecipazione alla prima edizione sarà gratuita previo colloquio motivazionale dei candidati.

Per informazioni

02.57968366 – ssml.pmloria@umanitaria.it

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