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In Duomo l’Arcivescovo ha celebrato la passione di Gesù: l’omelia

Ultimo aggiornamento il 15 Aprile 2022 – 23:10

(mi-lorenteggio.com) Milano, 15 aprile 2022 – «In pieno giorno, il buio! In piena civiltà, la barbarie! In piena ripresa, la rovina! In piena Europa, la guerra! In piena intelligenza, l’assurdità! Si fece buio su tutta la terra. È una raccolta di notizie della cronaca odierna. Ma è anche un modo di testimoniare l’evento del I secolo cristiano»: con questo evidente riferimento alla guerra in corso in Ucraina, l’Arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini, ha aperto la sua omelia durante la celebrazione della Passione e Deposizione del Signore, in Duomo.

Dopo avere vissuto un toccante momento nel carcere di Opera, dove nel primo pomeriggio ha celebrato la Via Crucis insieme ad alcuni detenuti, l’Arcivescovo ha presieduto in Duomo la tradizionale funzione del Passio, naturale continuazione dei riti del Giovedì Santo e loro compimento, con l’annuncio della morte di Cristo in croce.

Prendendo spunto dal Vangelo che racconta la Passione di Gesù, l’Arcivescovo ha svolto alcune riflessioni sulla «politica inconcludente» di Pilato («la pressione popolare, la crisi del consenso, l’umore incontrollabile delle folle spaventano il buon senso, incrinano il potere, contrastano un esercizio buono del potere»), sulla violenza dei soldati del governatore («la crudeltà che umilia e tortura è una vergogna per l’umanità»), sulle «passioni della folla» e sulla «degenerazione della religione, nella pratica religiosa sclerotizzata in un sistema di potere, in una ideologia», mons. Delpini ha concluso: «Viviamo questo prolungarsi della storia, su una terra che geme e si spaventa di questo buio. (…) E in questo buio della storia, già ascoltiamo la promessa, già crediamo alla voce amica e affidabile (di Gesù): “continuerò a essere luce!”».

Secondo le indicazioni della Conferenza episcopale italiana, anche durante la funzione in Duomo è stata aggiunta, alle consuete intenzioni della “Preghiera universale”, un’orazione pensata in particolare per il conflitto in corso. Questo il testo della preghiera: «Preghiamo per i popoli dilaniati dalle atrocità delle guerre. Le loro lacrime e il sangue delle vittime non siano sparsi invano, ma affrettino un’era di pace che scaturisce dalle piaghe gloriose di Cristo Gesù»

Venerdì santo nella Passione del Signore

Vespri – omelia

Milano, Duomo – 15 aprile 2022

Continuerò a essere luce!

  1. Si fece buio su tutta la terra.

In pieno giorno, il buio! In piena civiltà, la barbarie! In piena ripresa, la rovina! In piena Europa, la guerra! In piena intelligenza, l’assurdità! Si fece buio su tutta la terra. È una raccolta di notizie della cronaca odierna.

Ma è anche un modo di testimoniare l’evento del I secolo cristiano. È anche un modo di parlare del secolo XX. È anche un modo di raccontare il secolo XVIII.

L’illusione di essere originali, illuminati, artefici di un’epoca di pace, di ragionevolezza, di solidarietà, di benessere è finita da un pezzo.

  • Attraversare le tenebre e tenere accesa la luce.

Gesù, luce del mondo, attraversa le tenebre e continua ad essere luce. “Continuerò ad essere luce!” dice Gesù a coloro che tengono fisso lo sguardo su di lui.

La tenebra è su tutta la terra, invade anche la politica inconcludente, la politica rinunciataria di Pilato. “Non voglio parlar male di ogni politica, ma continuerò ad essere luce! La pressione popolare, la crisi del consenso, l’umore incontrollabile delle folle spaventano il buon senso, incrinano il potere, contrastano un esercizio buono del potere. Entra la tenebra nei palazzi del potere. Continuerò ad essere luce, a testimoniare la via della regalità che si fa servizio, della fortezza che sta dalla parte della giustizia, dei deboli, della sapienza che dice la verità, del rischio che si deve correre per la coerenza. Continuerò ad essere luce!”.

La tenebra abita nella truppa violenta dei soldati del governatore. “Non voglio parlar male di ogni esercito e di ogni militare. Ma continuerò ad essere luce! Il potere dell’uomo sull’uomo acceca la mente e scatena le passioni più ignobili. La crudeltà che umilia e tortura è una vergogna per l’umanità e coloro che la compiono ne sono forse segnati e tormentati per tutta la vita che siano militari in guerra o sicari della malavita o bande di fanatici. Ma io continuerò ad essere luce, a suggerire il rispetto per sé stessi e il rispetto per i deboli, a commuoversi davanti all’ingiusto soffrire, a consolare le vittime e chiamare i carnefici a conversione. Non disperate! Convertitevi! Rimediate al male compiuto! Continuerò ad essere luce!”.

La tenebra abita nelle passioni della folla, nel contagio incontenibile di emozioni incontrollabili, di notizie manipolate che diventano convinzioni indiscutibili. “Non voglio parlar male di ogni radunarsi di folle. Ma continuerò ad essere luce! Le folle sono esposte all’inganno, alla sommossa, alla trasgressione. Nella folla il grido di pochi, agguerriti asserviti a un risentimento o a una paura o a un interesse perverso, diventa il grido di voci innumerevoli che spaventano e travolgono. Continuerò ad essere luce per trasformare la folla in popolo che si batte il petto, in un popolo di persone libere, abitate da una sapienza e da una modestia per cui possono essere operatori di pace. Continuerò ad essere luce!”

La tenebra abita nella degenerazione della religione, nella pratica religiosa sclerotizzata in un sistema di potere, in una ideologia. “Non voglio parlar male di ogni religione! Ma continuerò ad essere luce! La religione, il tempio e i capi dei sacerdoti sono esposti alla tentazione di cercare in Dio l’alleato delle loro ambizioni, la conferma delle loro convinzioni, lo strumento del loro potere. Continuerò ad essere luce per squarciare il velo del tempio e rivelare la verità di Dio, Padre misericordioso e pietoso, e smentire chi non dice cose rette a proposito di Dio, che vuole che tutti siano salvati e giungano alla conoscenza della verità. Continuerò ad essere luce!”.

Le tenebre abitano su tutta la terra e il loro incontrastato dominio è negli inferi. “Anche negli inferi sono mandato, anche negli inferi, continuerò ad essere luce, per spezzare le rocce e aprire i sepolcri e risuscitare i morti. Continuerò ad essere luce per aprire a coloro che la morte tiene prigionieri la via della salvezza; per avvolgere della gloria ogni vita che accolga l’annuncio della salvezza, ogni libertà che si apre all’incontro. Continuerò ad essere luce!”.

A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra fino alle tre del pomeriggio: viviamo questo prolungarsi della storia, su una terra che geme e si spaventa di questo buio. Forse così si può intendere la nostra vita, un intervallo nel buio, invocando le tre del pomeriggio: che qualche cosa scuota infine il mondo e si manifesti il Santo dei Santi e ogni prigione di morte sia demolita dal grido che invoca “Dio mio, Dio mio!”.

E in questo buio della storia, già ascoltiamo la promessa, già crediamo alla voce amica e affidabile: continuerò a essere luce!

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