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Lombardia. Arrestate 11 persone per corruzione e appalti truccati in cinque comuni

Ultimo aggiornamento il 3 Maggio 2022 – 11:06

(mi-lorenteggio.com) I finanzieri del Comando Provinciale di Milano, coordinati dalla Procura della Repubblica di Milano, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. di Milano nei confronti di 11 soggetti, 3 in carcere e 8 agli arresti domiciliari, accusati a vario titolo di corruzione negli appalti per l’affidamento dei servizi di ristorazione collettiva presso scuole e istituti per anziani, e di pulizie presso uffici pubblici. In particolare, il 1° Nucleo Operativo Metropolitano di Milano ha ricostruito un complesso e capillare sistema corruttivo, sviluppato da alcuni indagati, attraverso il quale, secondo le risultanze delle indagini svolte, nell’arco di un anno, sono stati assegnati con modalità illecite, 11 contratti di fornitura, per un valore complessivo di 39 milioni di euro da parte di diversi enti locali dell’hinterland milanese e lombardi (comuni di Buccinasco, Cornaredo, Mediglia, Ranica, Flero) a favore delle imprese alle quali erano direttamente collegati, o di altre disposte a pagare una “tangente” compresa fra l’1 e il 2 % del prezzo posto a base d’asta della gara.

La collaudata prassi corruttiva muoveva dall’acquisizione, a pagamento, di informazioni privilegiate presso figure compiacenti operanti all’interno delle commissioni giudicatrici e/o delle diverse stazioni appaltanti che servivano ad impostare bandi di gara personalizzati, congegnati su misura per l’azienda da favorire. Dagli accertamenti svolti dalle Fiamme Gialle milanesi è emerso come il pagamento della “tangente” avvenisse attraverso la devoluzione di valore o di somme di denaro in forma rateizzata per tutta la durata della fornitura. I finanzieri hanno, infatti, documentato, fra le altre cose, le fasi della consegna di una bicicletta professionale da corsa, del valore commerciale di 3.000 euro, a favore di un pubblico dipendente corrotto per l’aggiudicazione di una gara del valore di 300.000 euro.

Con la stessa attenzione gli investigatori hanno ricostruito il meccanismo attuato dagli indagati per garantirsi l’adempimento dell’accordo illecito da parte degli aggiudicatari delle gare: nella sostanza, questi facevano attribuire a persone compiacenti, e disponibili ad assecondare ogni loro richiesta, incarichi di consulenza per il controllo qualità all’interno della catena di somministrazione dei pasti. In tal modo, qualora l’azienda favorita avesse ritardato la consegna delle somme pattuite sarebbero intervenuti con l’irrogazione di sanzioni pecuniarie contrattualmente previste, giungendo fino alla risoluzione del rapporto di fornitura, nel caso in cui il flusso di denaro illecito si fosse interrotto. Nel corso dell’operazione, oltre alle misure restrittive, è stata data esecuzione a 23 decreti di perquisizione locale e personale nei confronti di tutti gli indagati, nonché a ordini di esibizione e consegna di documentazione nei confronti dei Comuni e delle società coinvolte. Si procede anche nei confronti di cinque società primarie nel settore della ristorazione ai sensi del decreto legislativo n. 231/2001.

L’impegno della Guardia di Finanza nel contrasto dei fenomeni di inquinamento nel settore degli appalti pubblici, che emargina le imprese oneste ed altera le regole della sana competizione tra gli operatori economici, contribuisce a rilanciare l’economia, affermare la meritocrazia e garantire a tutti migliori condizioni di vita. Si rappresenta che il procedimento penale è in fase di indagine preliminare e che, per il principio di presunzione di innocenza, la responsabilità delle persone sottoposte ad indagini sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.

Redazione

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