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I Comuni della Valle Camonica fanno rete per il sociale

(mi-lorenteggio.com) 9 maggio 2022. Con il Piano regionale Lab-Impact che ha coinvolto 35 reti, ANCI Lombardia e Fondazione ISMU, l’Azienda Territoriale per i Servizi alla Persona di Valle Camonica (capofila di rete), in sinergia con le realtà locali del terzo settore e con la cittadinanza in generale, ha progettato diverse azioni ed iniziative per il territorio camuno come la Consulta per stranieri e gruppi di mutuo aiuto. Ha inoltre avviato un’azione di sensibilizzazione per la creazione di una rete informale per l’accoglienza dei minori.

L’azione progettuale si inserisce nel territorio della Valle Camonica, costituita da 41 Comuni, interamente compresi in zona montana, per un totale di circa 104.000 abitanti, dove la popolazione straniera costituisce un gruppo eterogeneo, formato sia da immigrazione storica sia più recente, ed in costante movimento.

“La progettazione del Lab’Impact ci ha permesso di coltivare nella comunità il senso di appartenenza e di sviluppare tematiche come la solidarietà, la mutualità e la responsabilizzazione condivisa dei bisogni. Grazie alla collaborazione con la cooperativa K-Pax è stato possibile istituire la Consulta Stranieri che riunisce le rappresentanze delle diverse comunità straniere di Valle Camonica e cittadini italiani, e promuove la partecipazione attiva dei cittadini stranieri al fine di raccogliere i bisogni inespressi e trovare nuove risposte” spiega Gloria Bellini, coordinatrice del progetto per l’Azienda Territoriale per i Servizi alla Persona di Valle Camonica.

Accanto alla Consulta, sono stati creati gruppi di mutuo aiuto tra donne straniere per implementare nuove relazioni interpersonali e incentivare il protagonismo della donna straniera così da potersi riconoscere come portatrice di competenze e cardine della propria realtà familiare e comunitaria.

Sempre nell’ambito del progetto è stato realizzato, il sito internet www.integrarsiinvallecamonica.it a disposizione della cittadinanza che raggruppa i servizi sanitari, sociali socio-sanitari presenti sul territorio. Mentre, in collaborazione con la Cooperativa K-pax, è stato possibile implementare il servizio di mediazione culturale e linguistica come strumento strategico trasversale a tutte le azioni proposte.

E poi la sensibilizzazione sulla tematica dell’accoglienza dei minori. “Con un’azione finalizzata alla sensibilizzazione sui temi dell’accoglienza temporanea di minori, abbiamo cercato di arricchire la banca dati del servizio affidi per poter dare risposte adeguate ai bisogni di minori stranieri e delle loro famiglie”.

Grazie alla collaborazione con la Cooperativa Arcobaleno, con alcune scuole primarie e secondarie di primo grado, sono stati inoltre strutturati laboratori teatrali lavorando su temi come la migrazione, l’accoglienza, l’integrazione, l’uguaglianza, utilizzando canali di comunicazione alternativi e sfruttando i mezzi del teatro e dei cantastorie.

Per la dottoressa Bellini l’attivazione della comunità è il denominatore comune che caratterizza le azioni del progetto, compito dei servizi è riscoprirsi come motore di cambiamento e di nuove evoluzioni. “Il nostro territorio vanta collaborazioni e contatti informali, pertanto l’attivazione di dialoghi con la cittadinanza, associazioni, parrocchie, gruppi culturali e terzo settore è stata sicuramente un punto di forza nella progettazione poiché ha potuto avviare in tempi veloci contatti e collaborazioni fruttuose. I Comuni, primi interlocutori dei cittadini e contesto più prossimo ai bisogni degli stessi, sono inevitabilmente coinvolti nelle sollecitazioni necessarie per introdurre e coltivare un nuovo metodo di lavoro e di gestione dei servizi e delle prese in carico, caratterizzato dalla corresponsabilità e dall’implementazione delle reti territoriali”.

Progetto sviluppato nell’ambito del Piano regionale Lab-Impact (Integrazione dei Migranti con Politiche e Azioni Coprogettate sul Territorio) del Fondo Asilo, Migrazione e Integrazione 2014-2020 (FAMI).

V.A.

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