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Proverbio: Luglio poltrone porta la zucca col melone

Coefficienti di merito per una corretta valutazione di un immobile

Ultimo aggiornamento il 30 Maggio 2022 – 18:30

(mi-lorenteggio.com) Milano, 30 maggio 2022 – La compravendita di un immobile comporta una serie di step, ciascuno con la propria importanza. Non si può affrontarli in modo approssimativo correndo il rischio che qualcosa vada storto, motivo per cui ogni passaggio necessita di attenzione. Uno degli step fondamentali è relativo alla valutazione dell’immobile, che deve basarsi sull’analisi di diversi fattori.

Affidarsi ad un’agenzia immobiliare competente garantisce una valutazione immobiliare obiettiva, che prescinde dalla componente emotiva che è presente in chi deve vendere l’immobile. Questa può far sì che si ceda il passo alla mancanza di oggettività, fornendo una scorretta valutazione dell’abitazione.

I criteri di valutazione sono molto più rigorosi e rispondono ad una logica ben precisa. In gergo tecnico sono chiamati coefficienti di merito, espressione che ben identifica il concetto di valore di un immobile. Ma scendiamo nel dettaglio.

La formula che restituisce il valore di mercato dell’immobile vede la moltiplicazione di tre valori: superficie commerciale, quotazione al metro quadro e coefficienti di merito. La prima è un parametro di mercato oggettivo, la seconda fa riferimento ai valori dell’OMI.

Per avere una visuale più comprensibile di quello che va ben oltre una formula matematica, si può leggere l’approfondimento sulla valutazione di una casa proposta da Dove.it, l’agenzia immobiliare online che si affida alla tecnologia e ai migliori agenti sul territorio per garantire ai propri clienti una corretta valutazione dell’immobile e venderlo online al miglior prezzo e nel minor tempo possibile. 

La valutazione non è univoca ma fluttuante nella misura in cui esistono i coefficienti di merito interni che possono far lievitare o, per contro, abbassare di molto il valore, e dunque il prezzo, di un immobile. A titolo esemplificativo, un appartamento in periferia avrà un valore decisamente diverso rispetto a una villa ultramoderna in pieno centro. Una corretta valutazione immobiliare prende dunque in considerazione tipologia, metratura, destinazione d’uso e, più genericamente, tutte le qualità distintive.

I coefficienti di merito esterno sono la città di riferimento, la distanza dal centro e la vicinanza ai servizi e mezzi di trasporto.

Più numerosi e complessi sono i coefficienti di merito interni, che spaziano dallo stato locativo alla riqualificazione energetica.
Lo stato locativo identifica la presenza o meno di un contratto di locazione; un appartamento libero ha un valore più alto.
Il piano, la luminosità, la vista e l’esposizione sono tre fattori che influiscono sul valore di un immobile.
L’apprezzamento maggiore viene riscosso da abitazioni dal terzo in piano in su, solo però in presenza di ascensore, da quelle che beneficiano di illuminazione naturale per gran parte della giornata e da quelle che godono di panorami degni di nota.
Lo stato conservativo, il riscaldamento e la classe energetica giocano un ruolo altrettanto importante.
Un immobile situato in una struttura costruita diversi anni addietro è valutato migliore rispetto ad un altro ubicato in un edificio più recente, a patto però che lo stato conservativo sia ottimale.
Lo stesso vale per un’abitazione dotata di riscaldamento autonomo, ben più apprezzato di quelle dipendenti da un impianto centralizzato.
Per aumentare, infine, il valore economico di un immobile si possono attuare dei lavori di riqualificazione energetica, sfruttando una delle tante agevolazioni fiscali offerte dal Bonus Casa.

L. M.


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