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Proverbio: Luglio poltrone porta la zucca col melone

Alla scoperta dei rossi di Valtellina con il Valtellina Wine Trekking

Ultimo aggiornamento il 22 Giugno 2022 – 12:56

Milano, 22 giugno 2022 – L’abbinamento tra vino e sport va di moda in Valtellina. Lo scorso maggio il Giro d’Italia ha dedicato una tappa al vino più famoso della valle, “Sforzato Wine Stage”, con i ciclisti che si sono sfidati in mezzo ai vigneti, il primo giugno si sono aperte le iscrizioni per il Valtellina Wine Trail che andrà in scena a novembre, mentre la il consorzio della Strada del Vino e dei Sapori della Valtellina lancia il “Valtellina Wine Trekking”, ovvero undici percorsi da fare a piedi tra le montagne ed i vigneti della Valtellina approfittando della bella stagione. I vini della Valtellina stanno vivendo un boom e la promozione di eventi legati allo sport è solo la punta dell’iceberg.

Adagiati tra le alte vette alpine vicino alla città di Sondrio, i ripidi vigneti di montagna della Valtellina producono vino da millenni. Gli antichi cronisti romani Virgilio e Plinio lodavano i vini della zona, così come Leonardo da Vinci nel suo Codice Atlantico del XVI secolo, dove osservava: “La Valtellina, circondata da montagne alte e terribili, fa vini potenti e assai”. Il vitigno Nebbiolo è il grande protagonista su questi pendii vertiginosi e rappresenta attualmente il 90% degli 820 ettari vitati. Piantato prevalentemente in vigneti terrazzati con muretti a secco, il Nebbiolo prospera nelle condizioni di crescita uniche della zona. I terrazzamenti proteggono i vigneti d’alta quota dai forti venti e dai temporali delle Alpi Retiche, mentre l’uva beneficia delle miti brezze del Lago di Como che si trova nelle vicinanze e dell’esposizione a sud, fattori che si sommano a una lunga stagione vegetativa che genera complessità aromatica mentre i terreni rocciosi conferiscono eleganza e sensazioni minerali.

Il risultato sono vini rossi aggraziati e profumati, naturalmente più chiari e con livelli alcolici inferiori rispetto a Barolo e Barbaresco, ma caratterizzati da profondità, finezza e una gran longevità. Questi vini esprimono il loro pedigree varietale, offrendo sensazioni seducenti di rosa, bacca rossa, canfora e cuoio, nonché accenti di erbe alpine, acidità brillante, tannini tesi ma raffinati e note minerali sapide. L’enoteca online Svino.it è il portale d’accesso ideale per andare alla scoperta dei migliori vini rossi della Valtellina, elaborati da produttori che si stanno facendo conoscere in tutta Italia, come l’Azienda Agricola Pizzo Coca.

La Valtellina possiede quattro diverse denominazioni. Il Rosso di Valtellina DOC è un vino fresco, piacevole e fatto per essere degustato giovane. Può essere prodotto in tutta la provincia di Sondrio con un invecchiamento minimo di sei mesi prima della commercializzazione per evidenziare il fruttato e la vitalità giovanile del vino. L’IGT Alpi Retiche è una denominazione flessibile che comprende vini bianchi, rossi, rosati, passiti e spumanti ottenuti da uve autoctone e internazionali. Le altre due denominazioni sono DOCG e sono chiaramente le più importanti. Stiamo parlando del Valtellina Superiore e dello Sforzato di Valtellina. Così come il Rosso di Valtellina, anche questi vini per disciplinare devono essere prodotti con almeno il 90% di uve Nebbiolo, che localmente prende il nome di Chiavennasca.

Il Valtellina Superiore DOCG è il vino di punta in quanto a volume e quello che meglio rispecchia lo spirito di viticoltura eroica della valle. Le uve vengono coltivate in vigneti terrazzati, scoscesi e rocciosi, aggrappati ai versanti retici e quasi tutto il lavoro viene svolto in maniera manuale dai vignaioli. Il Valtellina Superiore è anche l’unica denominazione autorizzata a utilizzare cinque distinte sottozone che sottolineano ulteriormente l’identità del vino legata al terroir: Maroggia, Grumello, Inferno, Valgella e Sassella, quest’ultima la più celebrata dagli enologi.

Infine, lo Sforzato, conosciuto anche come Sfursat di Valtellina, viene elaborato con uve appassite ed ha molto in comune con il celebre Amarone della Valpolicella a cominciare dal fatto che si tratta di un vino passito secco, creato con questa tecnica particolare. Il risultato sono vini rossi muscolosi, vellutati, strutturati e molto più alcolici rispetto agli altri vini della Valtellina. La produzione ridotta, con solo circa 235.000 bottiglie messe in commercio nel 2021, lo rende anche un vino particolarmente ambito dai collezionisti.

L. M.

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