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MILANO METEO. BRERA OSSERVATORIO CENTENARIO, LA MISURA DEL CLIMA CHE CAMBIA

(mi-lorenteggio.com) Milano, 8 settembre – Si è svolta oggi, nella Cupola Fiore in via Brera 28 a Milano, la conferenza stampa indetta per lo scoprimento della targa insignita dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale alla stazione meteorologica di Milano Brera, attiva da 259 anni sul tetto dell’Osservatorio Astronomico di Brera.

Della variabilità del clima analizzata sulla base dei dati registrati da questa antica stazione meteorologica hanno parlato Maurizio Maugeri dell’Università Statale di Milano, Orietta Cazzuli di Arpa Lombardia, Roberto della Ceca e Anna Wolter dell’Osservatorio Astronomico di Brera.

Orietta Cazzuli, responsabile del Servizio meteo di Arpa che gestisce la stazione di Milano Brera dal 2004, ha mostrato come dal 2000 in poi le anomalie annue di temperatura siano sistematicamente positive (anche di oltre 2°C) e ha spiegato che quella del 2022 è stata l’estate più calda fino ad ora registrata a Milano.

Con un’anomalia di + 2,8 °C rispetto alla media del trentennio di riferimento (1991 – 2020), è stata superata, nei tre mesi estivi del 2022, persino l’estate del 2003, con ben 77 giornate classificate come «estive» (cioè con i valori massimi oltre i 30 gradi) e 81 notti classificate come «tropicali» (quando la temperatura minima non scende sotto i 20°C). Dati record che danno la misura di come stia cambiando il clima, con un numero di giornate in cui le temperature di gelo (sotto lo zero) sono in costante diminuzione dal 2000 a oggi, ha ricordato Cazzuli, e un discostamento medio delle temperature negli ultimi dodici mesi che varia dai 1.8 ai 3.4 gradi. «Per stabilizzare o addirittura invertire questo trend occorre essere, tutti noi, meno energivori» ha risposto Cazzuli a un giornalista.

A sua volta il climatologo Maugeri ha sottolineato, nel suo intervento, la necessità e anche la complessità dell’omogeneizzazione e della calibrazione delle serie storiche, al fine di rendere i dati comparabili. «Tutti i dati indicano nel lungo periodo un aumento delle temperature rilevate – ha spiegato Maugeri – ma quanto dipende dall’evoluzione del clima e quanto dall’espansione della città?». « Quello che possiamo dire – ha continuato – è che l’incremento delle temperature è stato di 3 gradi dall’inizio del ‘800 ad oggi, cioè da quando i dati hanno una loro coerenza interna e una robustezza data dall’integrazione di un numero sufficiente di stazioni distribuite sul territorio».

A sua volta il direttore dell’Osservatorio Roberto Della Ceca ha parlato nel suo intervento delle attività di questa prestigiosa istituzione astronomica e meteorologica, tra la sua sede milanese e quella osservativa di Merate, attiva dal 1923. L’astrofisica dell’Osservatorio Anna Wolter ha raccontato invece la storia plurisecolare dell’istituzione milanese, attraverso la poderosa documentazione in suo possesso. «Si contano sulle dita di una mano le volte in cui le misurazioni di Milano Brera si sono interrotte: una volta durante le cinque giornate di Milano nel 1948, segno che forse anche i meteorologi erano sulle barricate. E un’altra volta l’8 agosto 1943, durante i bombardamenti alleati» ha spiegato.

Alla cerimonia di scoprimento della targa hanno partecipato il presidente del Municipio I Mattia Abdu Ismail e la vicepresidente Alessia del Corona Borgia. «Essere presenti qui, in questa giornata, è motivo di orgoglio per la città di Milano: il valore dell’Osservatorio è inestimabile», hanno sottolineato. La stazione meteorologica di Brera ha ottenuto, da parte dell’OMM, l’ambito riconoscimento di «Osservatorio Centenario» nel giugno 2021, un “premio” che viene assegnato a quelle stazioni (ad oggi sono 140 in tutto il mondo) che possono vantare misurazioni meteorologiche, con standard certificati, che durano da più di cento anni. La stazione di Milano Brera detiene però un altro record: in funzione dal 1763 è, insieme all’Osservatorio austriaco di Kremsmuenster, la stazione con la serie storica di misurazioni meteorologiche più lunga del mondo. Si tratta di un bell’esempio di collaborazione tra Enti per garantire un monitoraggio ambientale robusto e di qualità, indispensabile per la conoscenza di oggi e per le future generazioni.

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