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Bergamo. Conclusa la XX edizione di BergamoScienza

(mi-lorenteggio.com) Bergamo, 16 ottobre ‒ Si conclude oggi la XX edizione del festival di divulgazione scientifica BergamoScienza con un bilancio straordinario di presenze: in 324.790 hanno seguito la manifestazione, 74.676 in presenza e 250.114 sul web, dall’Italia e dall’estero.
Entusiastici i commenti di adulti e bambini, studenti e insegnanti (del totale, sono stati 38.857 gli utenti delle scuole), appassionati di scienza e semplici curiosi che hanno voluto capire meglio, nei tanti incontri e nei tanti laboratori, la realtà che ci circonda. Nei diciotto giorni della manifestazione, hanno affollato la tensostruttura di Piazzale degli Alpini, divenuta luogo di aggregazione, per ascoltare dal vivo, con rinnovata voglia di condividere conoscenza, le voci di importanti esponenti del mondo della cultura scientifica.

«La straordinaria partecipazione di quest’anno a BergamoScienza» commenta Gianvito Martino, Presidente dell’Associazione BergamoScienza «testimonia una volta di più che le persone vogliono parlare di scienza, essere informate, capire come stanno le cose, come funziona il mondo. Essendo stati per 20 anni attenti osservatori e cantori del mondo scientifico, nonché testimoni oculari di scoperte sensazionali, possiamo certo dire, una volta di più, che solo grazie alla scienza – e anche in parte grazie a BergamoScienza che ne è paladino indefesso – potremo affrontare più serenamente un futuro prossimo che spesso, ad arte, ci viene prospettato come oscuro e pericoloso ma che in realtà non lo è».

In questa edizione di BergamoScienza, per dare strumenti utili ad affrontare la contemporaneità, si sono alternati sul palco 64 relatori, tra cui due Premi Nobel, in 27 conferenze seguite da 230.847 persone (7.668 in Piazzale degli Alpini e 223.179 in streaming). Una conferma in numeri del desiderio di molti di conoscere le recenti scoperte scientifiche in fatto di medicina, astrofisica, biologia, fisica, archeologia, neuroscienze, genetica e sostenibilità, e di ragionare insieme agli esperti su un mondo in rapido cambiamento, che impone di interrogarsi anche sul rapporto tra etica, morale e divulgazione.

Peculiare di BergamoScienza è da sempre la capacità di cogliere i temi cardine del dibattito scientifico e della ricerca internazionale: all’indomani della conferenza dell’archeologo Steven Mithen, in cui per capire i nostri processi cognitivi si è andati indietro nel tempo fino alla specie neanderthaliana, il Premio Nobel per Medicina 2022 è stato conferito al biologo Svante Pääbo, proprio per aver sequenziato il genoma dei Neanderthal. In attesa della conferenza dell’astrofisico Davide Perna Sappiamo deviare un asteroide? la risposta alla domanda è arrivata direttamente dalla missione DART, che ha modificato con successo l’orbita di un asteroide. Infine, Gregory Petsko, biochimico, ha messo in guardia sin da ora una gremita platea di 500 persone, con serietà e al contempo con ironia, sulla prossima pandemia: quella del morbo di Alzheimer, che rischia di colpire 150 milioni di persone nel mondo entro il 2050.
L’entusiasmo, che caratterizza la manifestazione, era già palpabile nella due giorni della Scuola in Piazza, che ha registrato 29.575 presenze. Bambini e ragazzi dai 6 ai 18 anni hanno indossato in quell’occasione i panni di giovani scienziati e trasformato il Sentierone, durante il primo weekend del festival, in un luogo dove imparare e divulgare la scienza giocando. Così come evidente è stato il coinvolgimento negli oltre 90 laboratori in presenza (28.991) e negli 11 da remoto (6.859). I numeri parlano chiaro: 62.827 in totale la cifra della partecipazione dal vivo alla Scuola in Piazza, alle mostre, ai workshop, agli open day e alle visite guidate.
Gettonati anche gli spettacoli, dove scienza ha fatto rima con divertimento (4.181 presenze).
Anche quest’anno si è rinnovata la collaborazione di lunga data con Contaminazioni Contemporanee, il festival internazionale di musica contemporanea targato ECM (Editions of Contemporary Music), che porta a Bergamo, in ogni edizione, nomi straordinari della musica mondiale. Quest’anno è stata la volta del violinista e direttore d’orchestra Gidon Kremer con il suo trio e del duo composto dal chitarrista Ferenc Snétberger e dal contrabbassista Anders Jormin.

Confermato anche l’interesse per i tour virtuali che hanno portato 20.076 utenti in luoghi di scienza, di cultura e in due aziende del territorio solitamente inaccessibili, alla scoperta delle nuove frontiere della tecnologia, dall’industria all’osservazione astronomica, fino alle più avanzate tecniche di cura dei tumori.

Nei prossimi giorni tutti gli interventi saranno caricati sui canali social di BergamoScienza.

E resterà aperta fino al 23 dicembre la mostra, allestita al Bergamo Science Center, Venti di scienza. Come cambia la scienza. E noi con lei: un viaggio attraverso le scoperte scientifiche che il festival ha raccontato in questi vent’anni

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