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AGRICOLTURA, ASSESSORE ROLFI: DALLA LOMBARDIA UN NO DECISO AL CIBO SINTETICO

Milano, 08 novembre 2022 – “Il no del Consiglio regionale al cibo sintetico è un atto istituzionale e politico di grande rilevanza. La Regione Lombardia lavorerà in forte sinergia con il Governo per promuovere le eccellenze del nostro territorio e contrastare le fake news che circolano contro il settore agroalimentare. La sovranità alimentare è un tema cardine dei prossimi anni per aumentare la produzione di materie prime e tutelare il nostro sistema produttivo”.

Lo ha detto l’assessore regionale all’Agricoltura, Alimentazione e Sistemi verdi, Fabio Rolfi, commentando la bocciatura della mozione sul cibo sintetico discussa in Consiglio regionale.

“La categoria del cibo modificato – ha aggiunto l’assessore – tra cui la carne sintetica, ha già un mercato di 500 miliardi di dollari nel mondo e secondo alcuni studi può raggiungere i 750 miliardi di dollari nel 2027. Ci sono grandi interessi economici che intendono dipingere il cibo tradizionale come inquinante e poco salutare. È esattamente il contrario: l’agricoltura italiana è la più sostenibile al mondo sotto il profilo ambientale, ha già raggiunto alcuni obiettivi indicati dalla Farm to fork e il cibo italiano garantisce una sicurezza alimentare senza pari”.

“In Lombardia si alleva oltre il 50% dei suini italiani, il 25% dei bovini da carne e si produce il 45% del latte italiano. Per le filiere tradizionali il cibo sintetico è un pericolo, sia sotto il profilo economico che della sicurezza alimentare. Occorre difendere le filiere agricole e zootecniche altrimenti si apre il mercato agli alimenti creati in laboratorio e finanziati da grandi fondi di investimento. Per questo motivo – ha concluso – la Lombardia ha già aderito alla petizione mondiale per fermare lo sbarco a tavola del cibo sintetico, promossa al villaggio Coldiretti di Milano da World Farmers Markets Coalition, World Farmers Organization, Farm Europe, Coldiretti e Filiera Italia. Non mancherà il nostro presidio attivo in tutti i tavoli decisionali, a Roma come a Bruxelles, per impedire politiche contrarie agli interessi dell’agricoltura”.

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