(Mi-lorenteggio.com) Brescia, 24 novembre 2023 – In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, sabato 25 novembre 2023, al Museo Diocesano di Brescia si apre la mostra CONTRONESSUNO/A di Patrizia Fratus.
Fino al 10 dicembre, l’esposizione, curata da Barbara Pavan, suggella dieci anni di arte partecipata e relazionale che l’artista Patrizia Fratus ha svolto in collaborazione con Butterfly Centro Antiviolenza e Case Rifugio di Brescia e presenta una serie di lavori realizzati dall’artista con le donne ospiti delle case rifugio e non solo, che, attraverso la narrazione delle proprie vite e delle proprie esperienze, diventano protagoniste e autrici dell’opera stessa.
Sono lavori nati all’interno di percorsi di protezione dalla violenza ma che sono usciti per raggiungere scuole, accademie, carceri, piazze, creando un legame e un dialogo con la comunità.
La rassegna comprende alcune delle opere realizzate in questi dieci anni; ad esempio, COMETUMIVUOI, è un simulacro della donna “articolo per signori”, ideale complemento femminile per gentiluomini esigenti, refrattari al compromesso, poco inclini a distogliere lo sguardo e l’attenzione da se stessi. PIL, acronimo di Prodotto Interno Lordo, vocabolo che misura il valore economico di una società e, di riflesso, anche degli individui che ne fanno parte. Il lavoro indaga il significato del termine nella proiezione della vita quotidiana delle persone comuni attraverso il medium del ricamo, che per secoli ha rappresentato l’unica fonte di guadagno per donne singole e opportunità di affrancamento dal predominio e dal controllo maschile in società marcatamente patriarcali; oppure CHI È IL LUPO?, una installazione che s’interroga sulla reale possibilità di identificare il predatore prima di diventarne preda, o ancora VIRGINIAPERTUTTE, trae origine dalla necessità di comprensione del valore della narrazione e delle parole stesse nella nostra vita (alla ricerca della radice culturale della violenza sulle donne). Partendo dal saggio “Una stanza tutta per sé” della scrittrice e saggista britannica Virginia Woolf, come esercizio di traduzione in tutte le lingue madre del mondo, per arrivare ad un lavoro personale di ricerca del senso della storia di ciascuna/o.
Durante l’esposizione si terranno dei laboratori di tessitura utilizzando materiali di scarto, metafora di tutto ciò che è usato, ferito, abbandonato ma conserva un valore, pensati per le scuole e per tutte le persone che vogliano sperimentare una pratica artistica di trasformazione.


