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Como, truffa ad un’anziana comasca con la tecnica del finto poliziotto, recuperato il bottino

(Mi-lorenteggio.com) Como, 12 giugno 2024 – La Polizia di Stato, lunedì 10 giugno, ha denunciato in stato di libertà un 17enne e un 18enne originari di Napoli, entrambi con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio, ritenuti responsabili della truffa in danno di un’anziana comasca.

La vicenda nasce dalla segnalazione di una truffa consumata, avvenuta lunedì in tarda mattinata e giunta alla sala operativa tramite il 112 NUE in Questura a Como. Le volanti sono intervenute nel quartiere di Sagnino, presso l’abitazione di un’anziana comasca di 84 anni che, aiutata dalla figlia, ha denunciato oralmente la truffa appena subita. Dal suo racconto, nonostante lo stato di agitazione, gli agenti hanno ricostruito l’intera vicenda: la donna ha riferito di aver ricevuto una chiamata sul telefono di casa da parte di un fantomatico poliziotto che le ha comunicato che il marito si trovava in Questura in stato di fermo e che per poter risolvere la sua posizione giuridica sarebbero serviti dei soldi o in alternativa, oro e gioielli.

Dopo qualche istante – mentre la vittima era ancora al telefono con il finto poliziotto – un giovane ha suonato il campanello qualificandosi come emissario, facendosi consegnare dall’anziana 350 euro e monili d’oro.

Dopo aver formalizzato la denuncia, gli specialisti della Squadra Mobile – Sezione Reati contro il Patrimonio – coordinati dal dirigente Commissario Capo Matteo La Porta, hanno immediatamente posto in essere una serie di accertamenti mirati all’individuazione del truffatore. Poco dopo, acquisendo le immagini delle telecamere della zona di Sagnino, sono riusciti a fissare le sue fattezze fisiche e l’abbigliamento del truffatore, confrontandole poi con quelle del circuito interno della stazione ferroviaria di Como San Giovanni, dove lo stesso soggetto era in compagnia di un altro giovane.

Raccolta la testimonianza di un tassista comasco, che nell’occasione lo aveva accompagnato dalla stazione all’abitazione dell’anziana a Sagnino, i poliziotti hanno ottenuto un importantissimo dettaglio: il ragazzo aveva un marcato accento campano.

Gli agenti della Mobile hanno quindi individuato il treno con il quale i due avevano lasciato la Lombardia, allertando i colleghi del Compartimento di Polizia Ferroviaria di Napoli, fornendo i dettagli e le descrizioni. Gli agenti della Squadra di Polizia Giudiziaria della Polfer partenopea, in perfetta sinergia con gli investigatori comaschi, all’arrivo del Frecciarossa proveniente da Milano, li hanno fermati, recuperando i soldi e l’oro truffati all’anziana comasca.

I due sono stati denunciati in stato di libertà per truffa aggravata in danno di anziani in concorso.

Redazione

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