(mi-lorenteggio.com) Milano, 16 maggio 2025 – Un esperimento teatrale collettivo e inclusivo all’insegna della diversity: è “The Mary Shelley Picture Show”, il nuovo spettacolo di teatro sociale firmato da Minima Theatralia e dal duo Duperdu, che debutta in anteprima assoluta il 12 e 13 giugno 2025 al Teatro Elfo Puccini di Milano, per poi proseguire con un tour gratuito nei quartieri popolari della città da giugno a novembre, portando il teatro nei luoghi in cui è nato.
In scena 80 interpreti di diversa età, genere, abilità e provenienza, insieme ad artisti professionisti come i Duperdu (Marta M. Marangoni e Fabio Wolf) e con la partecipazione speciale di Rajae Bezzaz. In video, le apparizioni di Cristina Crippa ed Elio De Capitani nei panni dei genitori di Mary Shelley, e un cameo con Loris Fabiani e Ginestra Paladino.
Ispirato alla vita e all’opera di Mary Shelley, in particolare al suo capolavoro “Frankenstein o il moderno Prometeo”, lo spettacolo si nutre anche di riferimenti cinematografici come il cult del 1931, la parodia “Frankenstein Junior” e il musical “The Rocky Horror Picture Show”, in un linguaggio teatrale che mescola gotico e ironia, riflessione e visionarietà.
La regia di Marta M. Marangoni valorizza la singolarità di ogni interprete, trasformando il limite in energia creativa, senza spettacolarizzazioni. Il testo è frutto di una drammaturgia partecipata curata da Francesca Sangalli, nata da laboratori espressivi in cui le biografie personali si intrecciano alle tematiche letterarie. Le musiche originali di Fabio Wolf, eseguite dall’Orchestra Inclusiva di Esagramma, accompagnano e arricchiscono il racconto.
«The Mary Shelley Picture Show è molto più di uno spettacolo: è un gesto politico, poetico e collettivo. È il nostro modo di dire che nessuna voce è di troppo, che ogni corpo – fragile, anziano, queer, bambino, disabile, professionista – ha diritto alla scena. Il mostro è la creatura imperfetta per eccellenza, e noi ci siamo riconosciuti in lui, e nella sua creatrice, Mary Shelley. Da qui siamo partiti per costruire una performance dove l’arte non seleziona, ma accoglie. Minima Theatralia nasce proprio per questo: mettere in dialogo le diversità, rifiutare i confini tra teatro e realtà, e provare a riscrivere insieme la narrazione dominante, con amore, ironia e coraggio.»
Il progetto è un esempio vivo di Social Community Theater: uno spazio artistico di inclusione e coesione sociale, in cui l’arte torna nei territori in cui è nata, e che vede protagonisti anche bambini, adolescenti, anziani, persone con disabilità o in ricostruzione personale.
Tra i partner del progetto: Fondazione Sequeri Esagramma con la sua orchestra inclusiva; Collettivo Clown, promotore dell’arte nei luoghi riqualificati del Passante ferroviario; Coro Ipazia, da sempre attivo nella promozione sociale e culturale; supervisione scientifica della prof.ssa Giulia Innocenti Malini (Università di Pavia).
Il lavoro è dedicato ad Antonio Sancassani, anima del Cinema Mexico di Milano che per primo ha portato in Italia il “Rocky Horror”.
Calendario tour nei quartieri popolari (giugno-ottobre 2025):
- Giugno – Oratorio S. Teresa / Quartiere Gorla
- Luglio – Giardino delle Associazioni / Quartiere Niguarda
- Luglio – Centro Socio-ricreativo per anziani Sempreverdi / Quartiere Comasina
- Luglio – Parco Villa Scheibler – La Vivibile / Quartiere Quarto Oggiaro
- Settembre – Auditorium Esagramma / Quartiere Cagnola
- Settembre – CAM Pecetta / Quartiere Prealpi
- Settembre – Piazza Belloveso / Quartiere Niguarda
- Ottobre – Auditorium Stefano Cerri / Quartiere Città Studi
- Ottobre – Fondazione Artepassante – Fermata Clown / Quartiere Dateo – Calvairate
- Ottobre – Anfiteatro Scuola Orione / Quartiere Affori
L’esperimento teatrale partecipato
“The Mary Shelley Picture Show” è il risultato di un lungo e articolato lavoro laboratoriale che ha coinvolto ottanta interpreti tra i 5 e gli 80 anni. Il progetto nasce con l’obiettivo di costruire uno spettacolo capace di far convivere sul palco persone di ogni provenienza sociale e culturale, con differenti livelli di esperienza e abilità: bambini, adolescenti, anziani, persone con disabilità fisiche o psichiche, cittadini in condizione di fragilità o emarginazione.
Al centro della narrazione c’è “Frankenstein o il moderno Prometeo”, romanzo scritto da Mary Shelley nel 1816: un’opera che affronta temi ancora attualissimi come la responsabilità della scienza, la solitudine, la diversità e il diritto ad essere riconosciuti. Lontano dall’immaginario horror di certa cinematografia, il progetto recupera il cuore filosofico e umano della vicenda: Chi è davvero il “mostro”? Chi decide cosa è “normale”? Chi ha diritto di esistere?
Ma lo spettacolo non si limita a raccontare una storia: diventa un’esperienza collettiva, un rito di riconoscimento e visibilità. La regista Marta M. Marangoni ha voluto dare voce e corpo a ogni interprete, trasformando la singolarità di ognuno in energia scenica, evitando qualsiasi forma di pietismo o spettacolarizzazione della diversità.
Costumi e scenografie, ideati da Marangoni, sono frutto di un processo artigianale collettivo, realizzati con materiali riciclati, creati nella costumeria sociale Sunomi, progetto secondhand e vintage di raccolta abiti, oggetti e mobili, donati dagli abitanti. Questi vengono ridistribuiti alle famiglie bisognose e recuperati creativamente negli spettacoli.
Per lo spettacolo viene raccolto door to door un oggetto di uso quotidiano, in questo caso la cerniera, per decorare scenografie e costumi e diviene la rappresentazione in scena della comunità: è molto commovente che gli abitanti dei quartieri si possano riconoscere nell’opera attraverso l’oggetto donato. In particolare le cerniere sono metafora di una cicatrice che “ricuce” simbolicamente storie e legami.
La drammaturgia, curata da Francesca Sangalli, nasce dal confronto diretto con i partecipanti ai laboratori espressivi, intrecciando autobiografia, invenzione e letteratura. Le musiche originali di Fabio Wolf, interpretate e arrangiate dall’Orchestra Inclusiva Esagramma, accompagnano lo spettacolo come un filo sonoro che unisce i diversi linguaggi e restituisce una dimensione emozionale profonda.
“The Mary Shelley Picture Show” è un progetto di Social Community Theater, in cui il teatro diventa strumento di cura, integrazione e trasformazione sociale. Non è solo spettacolo, ma processo culturale e civile: un modo per ridare valore ai margini e riportare il teatro nei luoghi in cui può davvero fare la differenza.
I protagonisti e la rete del progetto
“The Mary Shelley Picture Show” è un’opera collettiva che nasce dalla sinergia tra artisti, operatori sociali, educatori, accademici e cittadini. Il progetto è stato ideato dall’associazione Minima Theatralia – realtà attiva da anni nel campo del teatro sociale – e dal duo Duperdu (Marta M. Marangoni e Fabio Wolf), con il supporto di una rete di enti e associazioni attive nei quartieri popolari milanesi.
Cuore pulsante dello spettacolo è la sua dimensione partecipativa. I laboratori espressivi si sono svolti nei territori di Niguarda, Bovisa, Gorla, Quarto Oggiaro, Comasina, Affori coinvolgendo cittadini, studenti, persone con disabilità, utenti di centri diurni, operatori, musicisti, coristi e volontari.
La drammaturgia di Francesca Sangalli è nata ascoltando le biografie degli attori, trasformandole in frammenti narrativi capaci di dialogare con il mito di Frankenstein. Non si tratta di un semplice adattamento, ma di una riscrittura collettiva.
Le musiche originali di Fabio Wolf, arrangiate e interpretate dal vivo dall’Orchestra Inclusiva Esagramma, rappresentano uno degli elementi più potenti del progetto. L’ensemble, formato da musicisti professionisti e da persone con disabilità cognitive e relazionali, lavora con una metodologia che favorisce ascolto, condivisione e relazione attraverso il suono.
Collettivo Clown, che si occupa della riqualificazione artistica dei luoghi, spesso abbandonati, del passante ferroviario di Milano, lavora attraverso la comicità con ogni fragilità perché il clown è un outsider che sfida i pregiudizi, i miti della bellezza e del culto del corpo portando in scena soggetti emarginati a causa di stereotipi sociali. Il gruppo sarà in scena nei panni della ciurma del capitano Robert Walton.
L’Associazione Ipazia, attiva a Niguarda, organizza azioni di prossimità, donazione di beni, sostegno reciproco, offerta di lavoro, laboratori tra cui il Coro per mamme italiane e straniere con bambinə, voci femminili per il riscatto individuale che nello spettacolo esegue alcune canzoni originali del maestro Wolf.
Il progetto è supervisionato scientificamente dalla prof.ssa Giulia Innocenti Malini, docente di Teatro Sociale all’Università di Pavia.
Ogni tappa del tour sarà ospitata in luoghi non teatrali: oratori, ospedali, centri culturali e piazze. “The Mary Shelley Picture Show” è molto più di uno spettacolo: è un esperimento di coesione urbana, una macchina scenica che racconta la possibilità concreta di una cultura accessibile, democratica e generativa.
LE VOCI DEI PROTAGONISTI
Nell’arco di 12 anni, possiamo stimare che i partecipanti attivi ai percorsi teatrali di Minima Theatralia Duperdu siano stati oltre 1000, fra iscritti al laboratorio di Marta M. Marangoni e i gruppi coinvolti nella rete delle associazioni dei quartieri.
Erminia Munari
Senza gambe dalla nascita a causa della talidomide erroneamente somministrata alla madre (molti negli anni ‘50 saranno vittime di tale farmaco che fu poi ritirato dal commercio), è una donna forte e ironica senza peli sulla lingua. Ora è in pensione, ha diretto per molti anni una comunità per disabili psichici. “Quando le persone entravano pensavano che la disabile fossi io! Sono un po’ esibizionista, amo gli applausi e a volte cerco anche di “acchiapparmeli”. Mi diverto. Faccio anche ironia sulla disabilità, io persona disabile. Perché fondamentalmente non mi piace essere identificata come categoria. Tutti siamo a modo nostro disabili, tutti siamo a modo nostro geniali. Ognuno ha la sua fragilità, ognuno ha la sua forza”.
Michele Lafortezza
Erminia è sposata con Michele, simpaticissimo attore che ha fatto della sua esperienza di disabile lo spettacolo comico “Handy o non handy”. Michele è spastico e fatica a muoversi e a parlare, ma ha una grandissima espressività che lo ha portato ai massimi livelli negli anni ‘90. “La cosa che mi diverte di più nei laboratori è improvvisare anche rispetto al copione, grazie all’esperienza che ho maturato negli anni in cui portavo avanti un mio spettacolo. Nel Teatro Sociale di Comunità i copioni sono costruiti sull’interprete, il personaggio è tuo!”
Erika Zini
Erika è impiegata nel backoffice in una multinazionale, ha dovuto rendersi indipendente molto presto, infatti, a causa della violenza domestica subita da un compagno della madre, fin da giovanissima vive da sola. Della sua esperienza di violenza ha scritto il romanzo “Fino al sole fino alla luna” candidato al Premio Campiello. Ora convive felicemente con Angelo, suo collega che condivide con lei anche la passione per il teatro. “Dei laboratori mi interessa soprattutto il lato umano del mettersi in gioco, l’improvvisazione che ti toglie la terra da sotto i piedi. È una sfida umana, prima che teatrale”
Ruslana Lytvynyuk
Ucraina di nascita, si è trasferita in Italia molti anni fa con la sua famiglia. Alle spalle ha una formazione teatrale presso l’Accademia delle Arti S. Vorobckevych di Chernivtsi, vicino a Kiev. Incontra Minima Theatralia nel 2017 a Niguarda, quartiere in cui vive, ed entra presto a far parte dei soci più attivi e dediti alla riuscita dei progetti. “Amo da sempre il teatro e ho anche frequentato una scuola, ma da straniera ho sempre trovato chiuse le porte a cui ho bussato. Arrivata in Italia ho chiuso il mio sogno nel cassetto, grazie a Marta ho riaperto quel cassetto. Qui per la prima volta ho trovato un ambiente aperto e accogliente.”
Cesare Snelli
Un passato da fotografo, dall’ironia raffinata e acuta, si occupa ancora adesso di documentare con i propri scatti il mondo. A causa della morte della madre in adolescenza e di esperienze deludenti, ha perso contatto con la realtà ed è stato utente psichiatrico per 25 anni. Ora vive in autonomia nelle case popolari di Quarto Oggiaro e insegna lui stesso fotografia nei centri psico-sociali per il programma “Recovery”. “Insegno ai matti e mi diverto molto. Amo far ridere la gente e raccontare le barzellette. Mi piace raccogliere le foto fatte da tutti durante i laboratori per poi stamparle e regalarle ai partecipanti. È bello portare in questo progetto la propria passione. Il teatro mi piace e mi fa bene.” Ha coinvolto nel progetto anche Emanuela e Lorenzo, suoi ex psichiatri, che lo hanno molto aiutato nel reinserimento nella vita sociale.
Celmira Orozco Hernandez
Ragazza madre colombiana, si interessa di politica e da anni si batte per i diritti nella sua terra d’origine. Come altre mamme del gruppo, sempre obbligate a lavori di cura tra cui l’accudimento dei figli, usufruisce del “Babysitteraggio artistico” che garantisce loro del tempo per poter seguire i laboratori teatrali per adulti. “Sono entrata nel gruppo assieme ai miei figli, che non avrei potuto lasciare perché non ho una rete familiare che mi supporta. Inizialmente con le altre mamme abbiamo creato uno spazio per far giocare i nostri bambini durante le prove, ma poi sono stati coinvolti anche loro nello spettacolo. Ai miei figli piace recitare, si divertono e sono felici di fare una cosa insieme alla loro mamma”.
Fabrizio Cecchin
(intervista in corso)
CHI SONO I DUPERDU
I Duperdu sono l’attrice-cantante e regista Marta M. Marangoni e il compositore e professore Fabio Wolf.
Marito e moglie, battezzati Duperdu dal loro testimone di nozze, Nanni Svampa dei GUFI, del quale hanno anche fatto l’apertura de “Il mio concerto per Brassens”, si sono esibiti presso: Long Lake Festival di Lugano, Piccolo Teatro di Milano, Teatro Elfo Puccini, Teatro Manzoni di Milano, Teatro Franco Parenti, Festival Pub Italia di Messina, ZonaK, Rock Targato Italia, Radio Popolare, Radio 105.
Marangoni e Wolf sono stati ospiti a Rai 3 nel programma di Geppi Cucciari “Che Succede”, su Rai Radio2 in “A ruota libera” di Francesca Fialdini e Valerio Scarponi e il maestro Wolf da Fabio Fazio a “Che tempo che fa”come pianista accompagnatore dei fratelli Baresi. Si sono esibiti al Teatro Manzoni con Leonardo Manera e Alessandro Milan, la coppia di conduttori di Radio24.
Hanno registrato due concept album con la partecipazione del Maestro Tony Cercola, percussionista di Edoardo Bennato e Pino Daniele, i cui brani sono stati trasmessi da Radio 2, Radio Popolare, da Radio 105 e pubblicati nella compilation di Rock Targato Italia. Nel 2018 hanno vinto il premio di Legambiente per il progetto La Canzone Circolare di Elio e le Storie Tese. Prodotti dal Teatro della Cooperativa gli spettacoli tratti dagli omonimi concept album: “Chiameròlla Milano” con Leonardo Manera in video, “La Canzone è Femmina” con Debora Villa in video e “Melodramma Ecologico” con il cammeo video di Raul Cremona, “Babylon Brassens” con le immagini del famoso ritrattista francese Robert Combas.
Dal 2015 sono autori e interpreti di musiche e canzoni originali per spettacoli del Teatro Franco Parenti, fra cui “Opera Panica”, vincitore del premio NEXT. Hanno composto le musiche originali dell’adattamento teatrale del romanzo “Le otto montagne” di Paolo Cognetti (Premio Strega 2017), in scena fra gli altri al Teatro Elfo Puccini di Milano, al Teatro Foce di Lugano, al Teatro Sociale di Trento.
Cantori ufficiali dello Spirit de Milan, sono l’anima artistica di Minima Theatralia, progetto di teatro-canzone urbano con i cittadini di diversa età abilità provenienza e genere delle periferie milanesi, vincitore del Premio Pancirolli per il Teatro Sociale 2015, 10 buone pratiche italiane di Ateatro 2020 e nel 2022 insignita del premio “Woman for Women agaist violence” per la rappresentazione delle diversità in scena, con menzione speciale per lo spettacolo “Kafka of Suburbia” con 60 interpreti, sold out nella Sala Shakespeare del Teatro Elfo Puccini. Tutto esaurito anche nel 2024 con “Epopea dell’irrealtà di Niguarda” con 80 persone e risultato del progetto di welfare culturale “Il surrealismo conquista la periferia”, in rete con le associazioni del Nord Milano.
Grande successo è l’ideazione de La Canzone Fattapposta. Dopo essere stati ospiti di Geppi Cucciari su Rai3, il duo ha già scritto oltre 400 canzoni personalizzate fra cui quelle per Vip come Enzo Iacchetti, Mago Forest, Giovanni Soldini, Katia e Angelo, Mia Ceran e molti altri, per poi dedicarsi alle città lombarde colpite dal Covid – fra cui Codogno e Alzano – con le 25 canzoni dei tour CAMIOS del Teatro Franco Parenti, pubblicate in due album prodotti da Regione Lombardia. La Canzone Fattapposta è stata scelta inoltre per le audioguide creative di Zona K e MEMI Festival, per il virtual tour di Elleboro Editore e del Comune di Milano, con risonanza di pubblico e critica.
MTh | DUPERDU
Minima Theatralia è una scommessa: incontro tra cittadinə e artistə, unione di arte e società, coesione sociale, diritto all’espressione, all’arte, alla creatività, alla bellezza, MTh si occupa di Social Community Theatre nella periferia milanese e produce performance immersive people and site-specific con artistə professionistə dello spettacolo e dell’arte insieme a cittadinə-attorə di diversa età, abilità e provenienza, con particolare attenzione ai criteri di accessibilità ai soggetti fragili. Si costituisce nel 2012 come Associazione di Promozione Sociale, diretta dall’attrice, cantante e regista Marta M. Marangoni, con la direzione musicale del Maestro Wolf, che formano il duo teatral-musicale Duperdu, anima artistica con il progetto speciale La Canzone Fattapposta. Nel 2014 vince il Premio Pancirolli per il Teatro Sociale. Selezionata fra le 10 Buone Pratiche italiane da Ateatro.it; per progetto di internazionalizzazione da Li.Vi.N.G net. Dal 2016 produce e distribuisce spettacoli teatrali e musicali, inseriti nelle principali stagioni di Milano: Teatro Elfo Puccini, Teatro Gerolamo, Teatro Franco Parenti, Teatro Manzoni, Teatro della Cooperativa, Spirit de Milan.
Nel 2024 è fra le 5 realtà nazionali selezionate da “Rete del dono” per il Premio Crowdfunding per la cultura per rendere accessibile la propria sede nel quartiere Niguarda a coloro che hanno difficoltà di mobilità.Nel 2025 produce il nuovo colossal ispirato a “Frankenstein” di Mary Shelley con la notevole la partecipazione video di Elio De Capitani e Cristina Crippa, fondatori del Teatro dell’Elfo. In scena la giornalista di origini marocchine Rajae Bezzaz (Mediaset e Radio 101) attrae target normalmente disinteressati al panorama teatrale.


