di Principia Bruna Rosco
(mi-lorenteggio.com) Milano, 13 novembre 2025 – C’è un momento, nella storia di ogni generazione, in cui il tempo impone di fermarsi, guardarsi indietro e chiedersi: che cosa stiamo consegnando a chi verrà dopo di noi?
È da questa domanda che nasce Passaggio di Testimone. Il futuro nelle parole dei boomer, il nuovo libro di Laura Bajardelli e Camillo de Milato, pubblicato da Mursia, che sarà presentato all’Istituto dei Ciechi di Milano il 18 novembre 2025 alle h. 17,30.
Un dialogo fra generazioni
Il volume raccoglie le voci di alcuni fra i protagonisti della società civile, della cultura, della scienza e dell’imprenditoria italiana – figure che appartengono alla generazione dei baby boomer, ma che guardano avanti con lucidità e responsabilità.
Fra gli intervistati figurano Ferruccio de Bortoli, Elena Cattaneo, Simonetta Di Pippo, Anna Maria Bernardini de Pace, Chiara Giaccardi, Fabio Roia, Andrée Ruth Shammah, Mario Lavezzi, Claudia Buccellati, Carlo Messina e altri.
Le loro parole non sono una celebrazione del passato, ma un atto di consegna: la consapevolezza che ogni generazione è custode temporanea di un’eredità fatta di valori, cultura, lavoro e visioni.
Il libro invita a un confronto onesto con il presente – con i suoi limiti e le sue contraddizioni – ma anche con la speranza che il “testimone” passi di mano non in uno scatto di rottura, bensì in un gesto di fiducia.
Le due anime del progetto
Passaggio di Testimone nasce dall’incontro fra due esperienze diverse ma complementari.
Laura Bajardelli, economista e manager con un profondo interesse per la sostenibilità e la responsabilità sociale, porta nel libro la sensibilità di chi legge il cambiamento con sguardo contemporaneo, orientato all’innovazione e al futuro.
Camillo de Milato, generale in congedo e oggi presidente dell’Osservatorio Metropolitano di Milano, Presidente dell’Associazione Regionale Pugliesi offre invece la prospettiva di chi ha servito lo Stato con disciplina e visione, trasformando il senso del dovere in un impegno civile e culturale.
Il loro dialogo si traduce in un linguaggio limpido, inclusivo, capace di unire rigore e umanità. È evidente, pagina dopo pagina, che dietro la ricerca giornalistica e sociologica si cela anche un intento più profondo: costruire ponti, rimettere al centro la fiducia tra generazioni.
Voci e temi che disegnano un’Italia possibile
Ciascuna intervista diventa un piccolo affresco.
Ferruccio de Bortoli parla di etica e memoria, del bisogno di una nuova responsabilità pubblica; Elena Cattaneo ricorda il valore della curiosità e della ricerca come strumenti di libertà; Mario Lavezzi racconta la creatività come linguaggio senza età; Andrée Ruth Shammah riflette sul teatro come forma di resistenza civile; Fabio Roia, magistrato, insiste sul dovere di educare al rispetto e alla legalità.
Ne emerge una coralità sincera, fatta di speranze, errori, consapevolezze e desideri di riscatto. Il “passaggio” non è solo metaforico: è un invito a restituire al futuro ciò che abbiamo ricevuto, in una staffetta di idee e di responsabilità.
Un messaggio che parla anche al presente
Il libro si inserisce in un contesto storico e sociale in cui il dialogo tra generazioni sembra sempre più fragile. Passaggio di Testimone rovescia questa prospettiva, ricordando che ogni tempo ha bisogno di ascoltare chi lo ha preceduto — non per nostalgia, ma per capire dove poggiare i piedi.
Non è un libro di rimpianti, ma di impegni. Non è un testamento, ma un ponte.
L’impronta del generale de Milato
Accanto alla penna lucida e sensibile di Bajardelli, emerge la presenza solida di de Milato: un uomo che ha fatto del servizio, della disciplina e del rispetto dei valori civili la propria missione.
Nel suo percorso — dalle istituzioni militari alla guida di realtà culturali e associative — ha ispirato molti a trovare nella memoria e nella parola un atto di costruzione.
Quell’impatto silenzioso ma concreto che lascia segni duraturi in chi lo incontra, e che oggi trova eco nelle pagine del libro.
Conclusione
Passaggio di Testimone non è solo un progetto editoriale: è un gesto di gratitudine e di fiducia.
Un invito a riconoscere che il futuro non si eredita per diritto, ma si conquista con consapevolezza.
Come in una staffetta, il valore non sta soltanto nella corsa, ma nel momento in cui si tende la mano e si affida il testimone a chi verrà dopo.

