Palazzo Lombardia ospita l’ultima tappa della mostra storico documentaria del Parco Lombardo della Valle del Ticino, che racconta il passato del Parco attraverso l’esposizione di documenti inediti e di materiali storici recuperati dal prezioso archivio del Guado – Officine creative dal 1969.
(mi-lorenteggio.com) Magenta, 17 novembre 2025 – Tredici pannelli, teche contenenti i documenti originali oltre a diverse composizioni pittoriche che raccontano la storia del Parco Lombardo della Valle del Ticino. Una unione perfetta tra passato e futuro.
E’ stata inaugurata questa mattina a Palazzo Lombardia la mostra storico documentaria “Chiare tracce”, realizzata In occasione del 50° anniversario dall’istituzione del Parco Lombardo della Valle del Ticino, aperta al pubblico da lunedì 17 a venerdì 21 novembre dalle ore 10.00 alle 19.00, ingresso N3.
“E’ un vero privilegio poter portare la mostra direttamente a Palazzo Lombardia – ha commentato il Presidente del Parco del Ticino, Ismaele Rognoni -. Anche grazie al contributo fondamentale di Regione Lombardia e dell’Assessore Gianluca Comazzi è stato possibile dar luce a questa mostra che mette a fuoco il percorso fino al cinquantesimo anno di vita del Parco Lombardo della Valle del Ticino, il Primo Parco Regionale istituito in Italia. La mostra, curata da Francesco Oppi, offre un viaggio indietro nel tempo attraverso documenti storici, molti dei quali inediti recuperati dal prezioso archivio del ‘Guado Officine Creative dal 1969’, che testimoniano le battaglie, le idee e l’impegno civile che portarono alla nascita e allo sviluppo dell’area protetta. L’inaugurazione di lunedì 17 novembre consentirà non solo al personale dipendente regionale, ma anche a tutti i cittadini che quotidianamente accedono alle prestigiose sale di Palazzo Lombardia di poter conoscere sempre di più il nostro amato Parco, partendo dalle sue radici storiche sino alle sfide che dovremo affrontare nel futuro. L’essenza di quello che è un territorio unico, polmone verde alle porte di Milano, arricchirà di naturale bellezza il cardine del governo lombardo”.
“Il Parco del Ticino rappresenta una delle storie più belle della nostra regione: un esempio concreto di come l’amore per la natura possa diventare progetto, visione e comunità. Portare questa mostra a Palazzo Lombardia significa riconoscere il valore di chi, cinquant’anni fa, ha creduto nella possibilità di coniugare tutela ambientale e sviluppo sostenibile. Oggi quel messaggio è più attuale che mai: la difesa del territorio non è solo conservazione, ma anche responsabilità verso le generazioni future” ha dichiarato Gianluca Comazzi, assessore al Territorio e Sistemi Verdi di Regione Lombardia .
La mostra, sviluppata con il coordinamento editoriale del Direttore del Parco Claudio De Paola, racconta la nascita e la crescita del Parco attraverso l’esposizione di documenti inediti e di materiali storici recuperati dal prezioso archivio del Guado – Officine creative dal 1969, che sono un concentrato di idealità, di passione, di iniziative, dove le lotte dei primi anni in difesa di questa parte di territorio si intersecano con i progetti sociali e culturali di un gruppo di uomini e donne (il cui leader è stato l’artista Daniele Oppi) per costruire quel senso di appartenenza che è divenuto una comunità viva e molto attiva.
Un percorso sviluppato anche attraverso gli ideali di libertà, di dialettica e di confronto continuo, che ancora oggi guidano chi al Guado ha fatto suo, valorizzandolo, questo straordinario habitat, “che va difeso e coltivato, perché l’ambiente è il luogo del Tempo, il luogo della vita, del lavoro e delle relazioni”, come ha sottolineato il curatore della mostra Francesco Oppi (nonché anima del Guado); o, infine, le vicende del Parco emergono anche dalle parole di “Mario il pescatore”, una delle voci più autentiche di un recente passato, una testimonianza fortunatamente recuperata e divenuta un libro struggente e appassionato.
E poi ci sono le immagini, le inconsuete fotografie, gli scorci di quello che da molti è considerato non solo un’area naturale protetta, ma un vero paradiso in terra, che si fonde con il concetto di bene comune: perché – spiega bene il senso della mostra il curatore – “non c’è civiltà senza equilibrio sociale, non c’è equilibrio sociale senza solidità culturale. Ma per fortuna, anche dopo 50 anni, qui c’è ancora la consapevolezza del patrimonio immenso della Natura”.
Dopo il successo registrato nei comuni di Magenta, Robecco sul Naviglio, Abbiategrasso, Cuggiono e Vigevano, per l’ultima tappa milanese, la mostra porta a Palazzo Lombardia tredici pannelli elaborati da documenti storici, spesso inediti, con ampia documentazione didascalica a corredo, bacheche in legno e vetro contenenti documenti originali (dattiloscritti, manoscritti, bozzetti realizzati a mano, ritagli di giornale, ciclostilati, fotocopie, edizioni rare…), opere d’arte originali (Daniele Oppi, Aldo Simoncini, Stefano Pizzi e altri), cornici con documenti legati alla Comune del Guado del Ticino nei documenti del Guado.
Una iniziativa di Parco Lombardo Valle del Ticino
Con il contributo di Regione Lombardia, Candiani Denim
A cura di Guado Officine Creative dal 1969

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