CONSIGLIO COMUNALE. APPROVATO IL NUOVO PIANO DI SVILUPPO DEL WELFARE PER IL TRIENNIO 2025-27

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(mi-lorenteggio.com) Milano, 17 novembre 2025 – Milano ha un nuovo Piano di sviluppo del Welfare, un documento programmatico che imposta le politiche sociali dei prossimi anni e fissa le aree strategiche di intervento. Il Consiglio comunale ha adottato, nel corso della seduta odierna, il documento valido per il triennio 2025-2027 che, dopo un primo passaggio in Giunta nel luglio scorso, è stato sottoposto alle osservazioni dei Municipi e del Terzo settore, per poi approdare in Aula consiliare per l’approvazione finale.
Il Piano è frutto di un percorso condotto dall’Assessorato e dalla Direzione Welfare e Salute, con il supporto scientifico di CERGAS SDA Bocconi School of Management e di Codici Ricerche, attraverso momenti di confronto con la città e gli attori del welfare milanese.

“Il nuovo Piano del Welfare – dichiara l’assessore al Welfare e Salute Lamberto Bertolé – è un documento corale, frutto dell’impegno congiunto che ha visto l’Assessorato a confronto con i Municipi, il Terzo settore, tutti gli attori che ogni giorno rappresentano il welfare cittadino nei quartieri milanesi e, infine, il Consiglio comunale. Un lavoro che indica la direzione delle politiche sociali dei prossimi anni, non dimenticando le solide basi impostate nel triennio precedente, ma tenendo conto dei grandi e veloci cambiamenti in atto. Di fronte a una città che invecchia, in cui i bisogni di cura diventano sempre più pressanti e le reti familiari sempre più deboli, è importante rafforzare il sistema di intercettazione e presa in carico della fragilità che vede collaborare tutti e tutte. Lo facciamo con le reti QuBì, con le Case di Quartiere, con il Milano Welcome Center e con tutti gli strumenti dell’amministrazione condivisa che sono il pilastro su cui vogliamo costruire il welfare del futuro. Un impegno, quello di pianificare la strategia per il futuro, che va di pari passo con l’investimento di risorse economiche: negli ultimi quattro anni abbiamo speso oltre 1,2 miliardi di spesa corrente per sostenere il welfare cittadino e, il prossimo anno, contiamo di superare i 260 milioni”.

Nel documento si parte da un’analisi dei trend demografici cittadini, per spiegare con i numeri l’evoluzione dei bisogni sociali che si è manifestata prepotentemente negli ultimi anni. In particolare, i dati fotografano una città che, in linea con il resto d’Italia, invecchia progressivamente: gli over 65 rappresentano il 20% della popolazione residente e l’età media complessiva è arrivata a 46 anni, in aumento rispetto a vent’anni fa quando si attestava sui 45,4. Questo innalzamento è dovuto sia alla diminuzione della natalità che all’invecchiamento della popolazione, che comincia a riguardare anche i residenti con cittadinanza diversa da quella italiana, che rappresentano il 21% della popolazione (un numero cresciuto di quasi tre volte in vent’anni).

Questo fenomeno pone il sistema di welfare di fronte a sfide importanti: è possibile, infatti, stimare che circa 78mila persone over 65 (di cui il 71% donne) vivano in condizioni di non autosufficienza in città. Il carico della loro cura ricade nella maggior parte dei casi sui caregiver familiari e le soluzioni residenziali, sebbene a Milano registrino un tasso di copertura del bisogno superiore alla media italiana, non sono abbastanza. La non autosufficienza è aggravata dalla sempre più accentuata solitudine – i nuclei monocomponente sono passati dal 45% al 57% in vent’anni e le persone celibi e nubili sono passate dal 40,2% al 50% nello stesso lasso di tempo.

Alla luce dei dati demografici, si comprende come la capacità delle reti familiari di rispondere ai bisogni di cura e assistenza si sia ridotta, con ripercussioni critiche anche sui temi della salute mentale e della disabilità: si stima siano più di 48mila le persone over 15 con disturbi depressivi e circa 62mila le persone con disabilità. A questo si aggiunge l’aumento delle disuguaglianze e l’impoverimento progressivo delle famiglie con minori.
Il quadro fa emergere l’esigenza di affrontare le questioni utilizzando i principi dell’amministrazione condivisa e della ricomposizione dell’offerta come cardine e faro di un nuovo welfare di prossimità.Quattro sono le questioni attorno a cui si propone di definire un’agenda comune, concentrando sforzi e investimenti nei prossimi anni: la protezione dei più fragili, elemento fondante del capitale sociale della città; la pluralità delle risposte e dell’offerta di servizi; l’accessibilità delle opportunità di cui la città è ricca e, infine, la presa in carico delle solitudini e la promozione di reti di supporto e occasioni di socialità. Quattro parole che sintetizzano le priorità d’intervento e la direzione verso cui deve andare il welfare cittadino per essere sempre più vicino alle esigenze di tutti e tutte.

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