TUMORE alla PROSTATA: POCHI DIRITTI e POCHE TUTELE per gli UOMINI dopo L’INTERVENTO CHIRURGICO di PROSTATECTOMIA

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Le soluzioni terapeutiche con l’impianto di protesi che risolvono le complicanze e consentono risparmi non sono ancora inserite nei LEA  Livelli Essenziali di Assistenza

(mi-lorenteggio.com) Milano 1 dicembre 2025  – Novembre è stato il mese della prevenzione delle malattie maschili. Anche questa volta, però, si è parlato tanto di tumori, poco di fertilità, di malattie sessualmente trasmissibili, per nulla della salute sessuale e, neppure, di uno degli interventi più frequenti al mondo e cioè  l’asportazione della prostata a causa del tumore (prostatectomia).

“Questo significa che dopo l’intervento alla prostata per tumore” dichiara Aldo Franco De Rose, urologo , andrologo e Presidente dell’Associazione Andrologi Italiani (ASSAI), “colui che disgraziatamente diventa un impotente sessuale grave o è affetto da incontinenza urinaria grave, risulta un illustre sconosciuto per il Sistema Sanitario ed è costretto a soffrire in silenzio, con 6-8 pannoloni al giorno e l’impossibilità di avere una vita sessuale

“E questo perché il nostro Sistema Sanitario, neppure nell’ultimo aggiornamento, non ha previsto l’inserimento, nei LEAdei dispositivi protesici impiantabili , cioè” – continua De Rose – “le protesi peniene in caso di impotenza sessuale grave e gli sfinteri urinari artificiali per l’incontinenza urinaria severa”. De Rose puntualizza che un periodo dedicato espressamente alla salute maschile dovrebbe occuparsi anche di questi problemi  in quanto, per i numeri che comportano, queste patologie sono diventate un problema sociale non di poco conto.

A parlare sono proprio i numeri . Nel 2024, secondo i dati Agenas,  sono stati diagnosticati 40.192 nuovi casi di carcinoma della prostata, tuttora il tumore più diffuso fra gli uomini over 50. Più di 21.000 pazienti sono stati sottoposti a prostatectomia, cioè l’intervento chirurgico per l’asportazione del tumore, intervento che può comportare complicanze funzionali come la disfunzione erettile e l’incontinenza urinaria che rendono estremamente difficile la vita quotidiana.

Va ricordato, per esempio, che la disfunzione erettile viene fronteggiata soprattutto con terapie farmacologiche, somministrate per bocca o iniettate direttamente nel pene. Nel 20-30% dei casi, purtroppo, la risposta ai trattamenti orali o iniettivi può essere insufficiente. Per questi pazienti, l’impianto di una protesi peniena rappresenta l’unica soluzione che consente di ripristinare una attività sessuale soddisfacente. L’impianto di protesi peniene, in particolare se di tipo idraulico tri-componente, garantisce un’erezione non difforme da quella naturale, conservando la normale sensibilità dell’organo. La protesi viene impiantata sottocute e non è visibile dall’esterno, un aspetto fondamentale per l’accettazione e la rassicurazione dei pazienti.

Ugualmente importante la soluzione terapeutica rappresentata dall’impianto degli sfinteri urinari artificiali (SUA) che permette di recuperare autonomia e migliora sensibilmente la qualità della vita. Infatti, una parte degli uomini sottoposti a prostatectomia radicale può presentare incontinenza urinaria con diversi livelli di gravità che, nel 5-10% dei casi, può persistere anche a distanza di tempo. In questi casi, l’impianto dello sfintere urinario artificiale permette al paziente il controllo pressoché completo delle perdite urinarie, riducendo quasi del tutto la necessità dei pannoloni (a tutt’oggi la soluzione più diffusa) con risparmi significativi per il SSN e, soprattutto, con il recupero di una buona qualità di vita.

«La protesi al pene per impotenza sessuale e gli sfinteri artificiali per l’incontinenza urinaria grave” – conclude Aldo Franco De Rose- non sono  un vezzo. Rappresentano una necessità che aiuta le persone a vivere una vita sessuale normale, e una vita di relazione dignitosa”.

Da sottolineare, inoltre, una evidente “differenza di genere”: le donne, dopo aver subito una mastectomia per tumore, sono meglio tutelate, con ampio diritto di accesso a Breast Units specializzate per la ricostruzione del seno asportato.

Dati Agenas

Redazione

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