Un tuffo nel passato per il futuro del San Gerardo: dopo 80 anni torna la tradizione dei ritratti gratulatori

0
186

Le effigi dei benefattori entreranno a far parte della storia della Fondazione IRCCS

(mi-lorenteggio.com) Monza, 1 dicembre 2025 – Sono passati esattamente 80 anni!
Nel gennaio 1945, insieme ad una importante donazione, venne offerto all’Ospedale
Umberto I di Monza il ritratto dell’ingegner Luigi Vittorio Fossati Bellani, dai parenti stretti.
Fu l’ultimo quadro gratulatorio della collezione che vanta oltre cinque secoli preservata
dall’Ospedale monzese, che lo scorso anno ha festeggiato i suoi 850 anni di vita.
Custode di un patrimonio artistico e culturale di altissimo valore e di una storia centenaria
che affonda le sue radici nella beneficenza dei monzesi, ancora oggi sostenuta da donazioni
e lasciti testamentari da parte dei cittadini, la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori ha
deciso di riattivare la tradizione del ritratto come segno tangibile di riconoscenza e
adempimento doveroso dei benefattori.
Con la collaborazione degli studenti e degli insegnanti di Brera, i ritratti verranno realizzati
nella forma di dipinti a olio su tela verticale delle dimensioni di 1,20×2,00 metri, per tutti
coloro che, dal 30 settembre 2024 in poi, avranno effettuato donazioni per un importo
almeno pari a 250mila euro.
Gli allievi che si stanno specializzando all’Accademia di Belle Arti di Brera, grazie ad una
convenzione per la realizzazione di progetti artistici, di collaborazione scientifica e di attività
didattica nonché, nello specifico a un Protocollo d’intesa per l’esecuzione di opere pittoriche,
faranno rivivere questa importante e plurisecolare tradizione.
Il primo ritratto è stato presentato questa mattina. Realizzato da Salvatore Arena, studente
del Dipartimento di Arti Visive, Scuola di Pittura di Brera, sotto la supervisione della docente
prof.ssa Maria Cristina Galli, raffigura Giovanni Verga, papà di Maria Letizia che morì di
leucemia a 4 anni e una bimba ideata dalla fantasia del giovane artista che ha realizzato
l’opera.

Il Comitato Maria Letizia Verga, forte dello spirito di quell’alleanza terapeutica che unisce
sanitari, familiari e ricercatori, ha trovato le risorse per migliorare la cura, l’assistenza,
l’innovazione e la ricerca che hanno reso il San Gerardo di Monza un punto di riferimento
non solo nazionale per le malattie ematologiche dell’infanzia.
Un omaggio a Giovanni Verga da parte della Fondazione IRCCS per tutto quanto fatto dal
1979 ad oggi.
“Con questa iniziativa, la Fondazione IRCCS San Gerardo dei Tintori rinnova una tradizione
che unisce memoria, gratitudine e arte, intendendo riaffermare il legame profondo che da
secoli unisce il San Gerardo alla comunità monzese e ai suoi benefattori – sottolinea il
presidente dalla Fondazione Claudio Cogliati -. I ritratti gratulatori rappresentano un segno
tangibile di riconoscenza verso coloro che, con generosità e senso civico, contribuiscono alla
crescita, alla ricerca e al miglioramento continuo dell’ospedale. Attraverso l’arte, essi
diventano simboli di un impegno condiviso e testimonianze durature di solidarietà e fiducia
nel valore pubblico della cura. La collaborazione con l’Accademia di Brera, custode di
eccellenza artistica e formativa, consente di coniugare il passato con il presente: da un lato
la memoria storica di un’istituzione nata dalla beneficenza dei cittadini, dall’altro
l’opportunità di valorizzare giovani talenti, offrendo loro un’esperienza di alto profilo artistico
e umano. Il primo ritratto di questa rinnovata tradizione, dedicato a Giovanni Verga, la cui
storia ha ispirato un impegno straordinario nella lotta alla leucemia infantile, vuole essere
un tributo alla dedizione e alla generosità che hanno trasformato il San Gerardo in un centro
di eccellenza e di speranza per tante famiglie”.
Le nuove opere artistiche entreranno a far parte del patrimonio della “Quadreria dei
Benefattori”, una raccolta di quasi 300 dipinti, in gran parte ritratti commissionati in forma
di ringraziamento a partire dal Seicento fino alla prima metà del Novecento, custodita
dall’Ospedale San Gerardo: opere di tanti artisti di cui vogliamo ricordarne alcuni: Mosè
Bianchi, il fratello Gerardo e il padre Giosuè, Emilio Borsa, Eugenio Spreafico, Pietro
Tremolada ed Emilio Parma.

Redazione

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui