(mi-lorenteggio.com) Milano, 11 dicembre 2025 – Sdoganati i cinquant’anni dalla sua fondazione, CCL celebra la sua storia imprenditoriale con il Catalogo “CCL 1974–2024”, lavoro che ripercorre i quasi 400 progetti e le 15.800 abitazioni realizzate per le famiglie di Milano, della sua provincia e non solo. L’evento odierno, dedicato alla presentazione del volume, ha visto la partecipazione di esponenti del mondo accademico e istituzionale: non è stata solo una celebrazione, ma un forte appello a riconoscere la cooperazione autentica come uno degli attori più importanti della storia di Milano, oggi ancor più attuale per superare la questione abitativa e per il futuro dell’housing milanese.
Piccola-media impresa , grandi numeri.
Il catalogo documenta l’imponente produzione dal 1974 a oggi, frutto di un modello cooperativo fondato su rigore, umanità e sobrietà, che ha contribuito a disegnare la città: 8.041 alloggi solo nel Comune di Milano attraverso 175 cooperative e la creazione di 135.000 Mq di spazi pubblici fra parchi e piazze.
Gli interventi hanno riguardato anche il “fuori Milano” con 7.747 case, di cui 1.826 in Monza-Brianza e 5.208 nel resto della Provincia. “La cooperazione dimostra che la nostra forma di impresa, sancita dall’Art. 45 della Costituzione e ispirata dai principi cooperativi, è “Piccola Media Impresa” nella definizione ma grande nei numeri”, ha commentato Alessandro Maggioni, presidente di CCL. “La massa degli interventi ci qualifica come uno degli attori più importanti di Milano e della Lombardia. Non si tratta però solo di una storia da celebrare, ma anche di un futuro da rilanciare. – ha continuato Maggioni – È tempo di tornare a riconoscere la cooperazione abitativa non come un soggetto del ‘terzo settore’, bensì come un soggetto di mercato di pura economia a connotazione sociale che c’è stato, c’è e ci sarà, capace di coniugare sviluppo economico, risposta sociale e redistribuzione di benessere.”
Il catalogo ripercorre – in decadi – gli interventi delle cooperative socie dal 1974 a oggi, offrendo una panoramica sulla variegata produzione edilizia e sui temi che ne hanno guidato la visione: la relazione con il territorio, il principio della “casa per tutti”, la creazione di luoghi di socialità nei quartieri, il “Common HousingTM”e la riqualificazione dei contesti esistenti. Una visione che continua a orientare l’impegno del Consorzio verso un’idea di abitare aperta, accessibile e capace di generare trame di comunità.
Il percorso cinquantennale di CCL prende avvio dai “Quartieri Sociali” (1974–1979), 1.864 alloggi realizzati nei quartieri Valsesia, Scheiwiller e in via Esopo e Omodeo. Negli anni Ottanta, si passa ai quartieri di Bovisasca, Cascina Gobba e Sant’Ambrogio (con 1.767 appartamenti) mentre negli anni ‘90 il Consorzio rigenera tessuti industriali dismessi, creando 1.533 nuove abitazioni in quartieri come Adriano, Rogoredo, Lorenteggio e Corso Como. Gli anni Duemila parlano di una rinnovata attenzione ecologica, con oltre 20 interventi, tra cui “Casa Ecologica” e “Casa Bioclimatica”, che contribuiscono a quasi 2000 alloggi e a 22.400 mq di parco pubblico. Dal 2010 si apre la stagione del “Common HousingTM” , che risponde alla crisi abitativa con 624 nuovi spazi residenziali nelle aree Lambrate, Ticinese e Procaccini. Dal 2020 si aggiungono altri 321 alloggi a Bisceglie, Argelati e Savona. Una intensa attività di costruzione a cui si è affiancata anche la ricerca con la creazione su spinta proprio di CCL dell’Osservatorio OCA, insieme al DAStU del Politecnico di Milano e alla cooperativa LUM, strumento essenziale per comprendere al meglio le necessità di Milano e della sua provincia.
La crisi abitativa e la necessità di superare lo stallo milanese
La pubblicazione del catalogo arriva in un momento delicato per la città, segnata da una tensione abitativa che mette sotto pressione lavoratrici, lavoratori e famiglie. In questo contesto, CCL si posiziona come voce autorevole nel dibattito sulle politiche abitative, ribadendo la necessità di ridare fiato ai processi di produzione edilizia. A oggi, sono 390 gli alloggi, di cui 200 appartamenti in edilizia libera (tra 3.400 e 3.800 euro al mq) fermi in attesa di risposte attuative da parte del Comune. Un rallentamento che, insieme allo stallo sociopolitico che caratterizza il settore, rischia di penalizzare ulteriormente l’offerta di case a prezzi accessibili.
Nel celebrare i suoi cinquant’anni (precisamente cinquantuno), CCL sceglie quindi di guardare avanti valorizzando la propria eredità. Mossi dalla consapevolezza che il contesto storico e sociale è in continuo mutamento, CCL ha conosciuto un’evoluzione notevole rispetto alla tematica “casa”. Così, se inizialmente la sua azione si è concentrata quasi esclusivamente a soddisfare l’urgenza di un alloggio per i propri soci, col tempo è stato raggiunto un approccio integrato che include anche la dimensione politica del “fare casa” di qualità. Lo sguardo si è allargato fino all’esterno delle mura domestiche, per abbracciare bisogni sociali e urbani correlati, ma fondamentali per contribuire a “fare città”, oltre che “casa”.
All’incontro è intervenuta anche Anna Scavuzzo, Vicesindaca di Milano: “Il cambiamento è endemico di ogni città e anche a Milano certamente dobbiamo confrontarci con una trasformazione profonda: per questo serve chiedere e avere comportamenti responsabili, capaci di generare valore per tutti e tutte, non solo per chi possiede il capitale di investimento iniziale. La vera sfida è proprio questa: creare valore per la Comunità. È una capacità che ancora stiamo costruendo, ma non saremmo Milano se ci accontentassimo degli strumenti del passato”.
“Come mi piace dire spesso, senza celia, per chi fa cooperazione la meta è l’eternità. Perché le persone passano ma le cooperative, se sono solide, trapassano le generazioni. L’augurio, dunque, è che fra 50, 100, 150 anni e oltre questo catalogo possa crescere. Sempre fedele ai precetti della cooperazione autentica” – ha dichiarato Alessandro Maggioni, Presidente del Consorzio Cooperative Lavoratori.
“Oggi Milano vive una delle sue fasi più complesse sul fronte abitativo. In questo scenario, CCL deve continuare a essere un protagonista responsabile, capace di proporre soluzioni concrete e di lungo periodo. La nostra storia dimostra che è possibile costruire quartieri sostenibili, inclusivi e accessibili. È su questo solco che intendiamo proseguire, mettendo a disposizione della città competenze, visione e un modello cooperativo che ha dimostrato, in cinquant’anni, di saper generare valore sociale e qualità dell’abitare” – conclude Maggioni.

