(mi-lorenteggio.com) Bologna, 19 gennaio 2026 – Un numero crescente di milanesi rinuncia al sistema sanitario pubblico e si rivolge al privato per aggirare le liste d’attesa: è quanto emerge dalla nuova indagine realizzata da Nomisma per l’Osservatorio Sanità di UniSalute[1], che ha interrogato in merito un campione di cittadini del capoluogo lombardo.
Quasi un terzo degli intervistati (31%) dice di essersi rivolto di più alla sanità privata nell’ultimo anno, mentre solo il 26% afferma di aver effettuato visite legate a una malattia prevalentemente attraverso il sistema pubblico. E nonostante più della metà affermi di avere ancora fiducia nella sanità pubblica (53%), per metà (50%) del campione da sola non è stata sufficiente per rispondere a tutti i loro bisogni di cura.
Non è difficile individuare quale sia la causa: il 78% dei milanesi indica i tempi di attesa come il motivo per cui il SSN non risponde ai suoi bisogni sanitari, con la stessa percentuale che pensa siano aumentati rispetto a 2-3 anni fa. Anche gli altri fattori indicati come più importanti vanno nella stessa direzione, in primis i pochi posti disponibili (50%) e la mancanza di personale (35%). In effetti, la maggioranza di chi è ricorso alla sanità privata dice di averlo fatto proprio per tagliare i tempi di attesa (69%) e per avere maggior disponibilità di date e orari (31%).
Ad essere messa in discussione non è dunque la qualità del sistema pubblico. Anzi, in merito la ricerca ha rilevato delle evidenze positive: aumenta la percentuale di chi si dice soddisfatto delle cure ricevute, che sale al 58% dal 42% dell’indagine precedente, e anche di chi ritiene la sanità pubblica italiana tra le migliori al mondo (39%, rispetto al 30%). Ma se il 61% di chi si è rivolto al privato ha atteso solo pochi giorni per l’erogazione delle prestazioni, con il pubblico quasi tre milanesi su cinque (59%) hanno aspettato almeno 3 mesi, e in alcuni casi (32%) addirittura sei.
Per i milanesi, dunque, la priorità del SSN deve essere ridurre i tempi di attesa per ricoveri, visite e analisi, un’opinione condivisa da quasi tre intervistati su quattro (74%). In molti (58%) concordano sull’integrazione della sanità privata nel SSN per alleviare la pressione sul sistema pubblico e ridurre le attese, e il 61% vede con favore anche un maggior ricorso alla telemedicina e ad altre soluzioni tecnologiche per l’assistenza a distanza.


