(mi-lorenteggio.com) Cesano Boscone, 2 febbraio 2026 – E’ stata inaugurata ieri mattina, in Villa Marazzi, la mostra fotografica di Marco Colombo, I Tesori del Fiume, organizzata dal Circolo Fotografico Cizanum. Di fronte a tanto pubblico e a tanta partecipazione, l’autore ha presentato le sue opere e la storia di ogni singola foto.
Mostra fotografica
Marco Colombo
I TESORI DEL FIUME
1 febbraio – 15 febbraio 2026
Venerdì: dalle 17.00 alle 19.00 – Sabato e Domenica: dalle 10.30 alle 12.30 – dalle 17.00 alle 19.00
Sala delle Carrozze di Villa Marazzi
Via Dante, 47 – Cesano Boscone (MI)
Inaugurazione
Domenica 1 febbraio 2026 – ore 11.15
INGRESSO GRATUITO
I tesori del fiume
Questo è il libro delle occasioni perdute. Lo sguardo di una lontra a pochi metri da me, tornata sotto la pelle del fiume prima che la potessi inquadrare; la malinconica confidenza di uno svasso accovacciato sulla sponda del lago in un giorno grigio, volato via troppo presto; quel corso d’acqua sotterraneo, prima troppo torbido e poi con troppa corrente per permettermi di affrontarlo in immersione con la dovuta tranquillità mentale; i temoli di un torrente a me ormai ostile nel suo lungo abito blu, di un aprile ormai lontano. Avrei tanto voluto non farmi cogliere impreparato da queste occasioni, non ho potuto.
Non ci si bagna due volte nello stesso fiume, diceva Eraclito; non so se sia intimamente vero, ma ogni volta che sono rientrato in uno stesso corso d’acqua, non l’ho mai trovato uguale, nel bene e nel male. E questa, a ben pensarci, è la base fondante del mio approccio, non un sorvolare leggero visitando qua e là ambienti in maniera superficiale, ma cercare di indagare a fondo una stessa zona, in diverse stagioni, con diversi meteo, con diverse scale di osservazione, per rimanere stupiti ogni volta dalle sorprese che può riservare.
La magia dell’acqua che transita implacabile tra le radici ed i ciottoli è qualcosa che non si può comprare; il fiume divide ma anche unisce le due sponde, che non dovrebbero incontrarsi mai, salvo secche e siccità, che le legano creando ponti. E così, sotto il peso delle ombre degli alberi, ho pian piano modellato, plasmato, forgiato questo progetto. È nato come un ciottolo grezzo e quadrato, per poi smussarsi e arrotondarsi sempre più, con lo scorrere del tempo, andando ad assumere una forma più definita. Non per la prima volta, nella mia storia di naturalista e fotografo, ho dato più importanza al tutto, alla storia, al complesso, rispetto alla vana ricerca di singole immagini “perfette”.
Ho capito che per rappresentare la bellezza del tutto, scomporre in singole parti è limitante, seppur inevitabile. Il collegamento tra le singole parti, però, fa la differenza. Tante immagini slegate tra loro, seppur belle, sono forse meno efficaci di un buon filo conduttore avviluppante immagini mediocri. Per fare queste foto, frutto del lavoro di molti anni, ho dovuto sfruttare tutte le mie abilità di cercatore. Ho dovuto sopportare il freddo dell’acqua, del vento, della pioggia e della neve; camminare carico di attrezzatura, con le ginocchia a pezzi; contrastare la corrente, con i crampi ai polpacci.
La mia soglia di autoconservazione, devo ammetterlo, si è abbassata col passare del tempo, ma il nocciolo duro della conoscenza, della curiosità, del rispetto e della passione mi ha aiutato ad andare avanti. E infatti, è sempre valsa la pena: anche quando, dopo mille fatiche, non ho portato a casa alcuno scatto buono o utilizzabile, nonostante le spese e i sacrifici, sono sicuro che quel tempo mi sia servito a qualcosa…
Sono stato educato al valore della sconfitta.
In altri casi si è trattato di lunghe attese, ore alienanti di cori anfibi che non puoi spegnere, occhi di lupo che osservano senza farsi vedere, muggiti di tarabusi nascosti nel folto del canneto. È un tempo che mi ha modellato, plasmato, forgiato, come farebbe e ha fatto l’acqua stessa.
E, in quella inestricabile quanto ammaliante giungla di biodiversità che ho incontrato, ho dovuto selezionare per queste pagine ciò che più mi ha colpito, ma anche ciò che secondo me era poco conosciuto ai più.
Il noto, l’ignoto e l’inconoscibile, come ha detto qualcuno.
Lo spettacolo della vita, dell’evoluzione e dell’armonia dei corsi d’acqua in una continua ricerca di equilibri dinamici: non le pagliuzze d’oro dei cercatori, dunque, ma questi, i veri “Tesori del fiume”.
Marco Colombo
Naturalista, fotografo e divulgatore scientifico.
Laureato in Scienze Naturali, guida ambientale escursionistica e istruttore di immersione subacquea, si occupa
di divulgazione scientifica. Le sue immagini e storie sono state pubblicate sulle principali riviste del settore,
come National Geographic Italia, BBC Wildlife, Nat’Images, Unterwasser e Focus Wild, ed è consulente
scientifico di Geo su Rai3.
Ha scoperto una nuova specie di ragno e le sue foto sono state premiate nei principali concorsi internazionali,
tra i quali tre volte al Wildlife Photographer of the Year. Tiene regolarmente conferenze e corsi di biologia e
fotografia, è curatore di mostre e docente al Master di comunicazione scientifica dell’Università dell’Insubria.
Autore di dodici libri sugli animali, lavora anche in ambito di educazione ambientale, e in collaborazione con
aree protette, enti pubblici e progetti LIFE.
Una selezione di suoi scatti è visionabile su www.calosoma.it








