I documenti richiesti per viaggiare in sicurezza negli USA: regole più stringenti con l’amministrazione Trump

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Milano, 19 febbraio 2026 – Per molti italiani gli Stati Uniti rappresentano un viaggio da sogno ma, prima di organizzare gli itinerari e preparare le valigie, è opportuno conoscere quali sono i documenti richiesti. Con l’avvento dell’amministrazione Trump infatti l’accesso negli States è meno agevole rispetto al passato e potrebbe richiedere qualche ulteriore documento.

La prima cosa da mettere in valigia è chiaramente il passaporto, che deve essere valido. È quindi consigliabile verificare che il passaporto non sia scaduto, per evitare bruttissime sorprese proprio nel giorno della partenza. Altro documento fondamentale è l’autorizzazione ESTA (Electronic System for Travel Authorization) da ottenere almeno 72 ore prima di partire.

Si tratta fondamentalmente di un visto turistico, che ha una durata di 90 giorni e che viene rilasciato solo per turismo o per prestazione professionale non retribuita, e a chi un biglietto sia di andata che di ritorno. Inoltre l’ESTA viene rilasciata solo a cittadini di quei paesi, come l’Italia, che fanno parte del programma ESTA.

Con l’amministrazione Trump è stata introdotta una novità, ossia la richiesta di un visto speciale per chi a partire dal 2011 si sia recato in visita in paesi considerati nemici degli Stati Uniti o comunque legati al terrorismo, come Somalia, Iran, Sudan, Libia, Iraq, Yemen, Siria e Corea del Nord. Dal 2021 sono stati inseriti molti altri paesi nella Black list ESTA USA, una sorta di lista nera, quindi è consigliabile consultarla prima di partire.

Altro aspetto importante da considerare prima di partire è il budget e, a tal proposito, bisogna ricordare che il sistema sanitario americano è privato, a differenza di quello italiano, e che comporta costi altissimi per cure che in Italia sono date per scontate. Per questo è fondamentale partire con una solida assicurazione viaggio USA, come quella fornita da Imaway, indispensabile per godersi una vacanza negli States nell’ottica della massima sicurezza e serenità, senza il timore di spese mediche impreviste e salatissime. All’occorrenza si può anche modellare e plasmare l’assicurazione secondo le proprie necessità, inserendo ad esempio diverse tipologie di polizze come l’annullamento viaggio o lo smarrimento bagaglio (caso purtroppo frequente soprattutto nei voli transoceanici).

Per completare il discorso dei documenti necessari, bisogna sapere che alcune compagnie aeree per questioni di tracciamento e di salute pubblica raccolgono le informazioni dei viaggiatori, come telefono, email e indirizzo di permanenza. Per chi ha particolarmente a cuore la propria privacy, è dunque consigliabile consultare le politiche di raccolta e gestione dei dati personali da parte della compagnia aerea scelta per il volo.

Infine è importante ricordare che viaggiare per lavoro negli USA, ma senza presentare il corretto documento alla frontiera, rappresenta un rischio elevatissimo. I pericoli principali sono il rifiuto di ingresso, la detenzione temporanea o addirittura l’espulsione immediata. In tale ottica le autorità doganali hanno una grande discrezionalità e applicano controlli molto stringenti e rigorosi, soprattutto dopo l’introduzione delle nuove regole biometriche dal 2025. Infine l’espulsione dagli USA può compromettere temporaneamente, o definitivamente, l’accesso negli States, a maggior ragione è bene tenere tutti i documenti in regola per partire con la massima tranquillità.

L. M.

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