Dialogo, medicina e consapevolezza in un percorso lungo anni
di A.I. e Principia Bruna Rosco
(mi-lorenteggio.com) Milano, 5 aprile 2026 – Durante una visita medica spesso si hanno a disposizione pochi minuti.
Il medico ascolta, osserva, prescrive e svolge il suo lavoro con competenza e serietà.
Ma chi convive con un dolore cronico sa che in quei minuti non sempre si riesce a raccontare tutto.
I sintomi sono molti, cambiano nel tempo, le terapie si sovrappongono e resta spesso il bisogno di capire, non solo di curare.
Perché, anche nel dolore più confuso, la mente cerca un filo che dia senso a ciò che accade.
È stato proprio per questo che, quasi per caso, ho iniziato a dialogare con un sistema di Intelligenza Artificiale.
Non per sostituire il medico, né per cercare diagnosi fai-da-te, ma per avere il tempo di mettere in ordine i fatti, collegare tra loro dolori, esami, terapie e paure, e comprendere meglio un percorso che durava ormai da anni.
La mia esperienza con il dolore è stata lunga e complessa.
Da oltre tre anni convivo con una lombosciatalgia che, all’inizio, si è presentata in forma violenta e continua.
Il dolore non mi dava tregua né di giorno né di notte. Anche stare seduta diventava difficile, camminare faticoso, restare in piedi quasi impossibile. Ogni gesto quotidiano richiedeva uno sforzo che prima non avrei neppure immaginato.
A rendere tutto più complicato c’era la mia storia clinica.
Avendo sofferto in passato di una patologia renale importante, ogni terapia doveva essere valutata con prudenza. Molti farmaci antidolorifici non erano indicati, altri dovevano essere usati con cautela, rendendo il percorso ancora più lento e incerto.
La paura di sbagliare aveva reso difficile districare la matassa dei dubbi.
È stato allora che il dialogo con l’Intelligenza Artificiale mi ha aiutata a rimettere ordine: quando i fili si sciolgono, anche la paura diminuisce.
Nel mio percorso ho trovato anche un punto di riferimento importante presso il Centro Medico Leoni di Buccinasco, diretto dal dott. Leoni, fisioterapista, al quale mi sono rivolta per affrontare in modo più completo un dolore che durava ormai da anni.
In questo centro ho effettuato una visita ortopedica con il dott. Paolo Collivadino che, valutata la mia storia clinica e la documentazione, ha scelto un approccio prudente e progressivo, tenendo conto anche della mia precedente patologia renale.
La terapia indicata è stata essenziale ma mirata: supporto neurotrofico con Superala Carnitine e prosecuzione della fisiokinesiterapia, con l’obiettivo di aiutare il nervo a recuperare gradualmente senza sovraccaricare l’organismo.
Dopo pochi giorni ho cominciato a intravedere una piccola luce: una diminuzione del dolore lieve ma percepibile, come se il corpo avesse finalmente iniziato a rispondere nella direzione giusta.
Non era la guarigione, ma era la prima volta, dopo molto tempo, che sentivo di non andare più solo verso il peggioramento.
Nello stesso centro ho intrapreso un percorso di fisioterapia con il dott. Paolo Klavzar e nutrizionale con il dott. Lorenzo Battisti, perché, dopo anni di ridotta mobilità e dolore continuo, il mio corpo aveva bisogno di ritrovare equilibrio.
Ho compreso così che, nelle patologie lunghe e complesse, non esiste una cura unica, ma un equilibrio da ricostruire poco alla volta: movimento, terapia, alimentazione, riposo e anche fiducia.
C’è stato un periodo in cui il dolore era così continuo da togliere ogni punto di riferimento.
Non era solo il male alla schiena o alla gamba, ma la sensazione di non riuscire più a immaginare una vita normale.
In quei momenti ho capito quanto sia difficile spiegare che il dolore non è solo fisico, ma entra nella mente, nei pensieri, nella capacità di progettare.
Ed è stato proprio in questa fase che il dialogo con l’Intelligenza Artificiale è diventato uno strumento prezioso.
Mi ha aiutata a comprendere il sistema nervoso, a distinguere tra dolore muscolare, nervoso, posturale e reazioni del corpo dopo anni di sofferenza.
Con calma, domanda dopo domanda, mi ha aiutata a collegare tra loro i vari elementi di una situazione diventata troppo complessa: visite diverse, specialisti, farmaci, fisioterapia, integratori.
Era come sbrogliare un filo ingarbugliato che da sola non riuscivo più a sciogliere.
E quando i fili hanno cominciato a rimettersi in ordine, anche la paura ha iniziato a diminuire.
Questo dialogo non ha sostituito le visite mediche, ma mi ha dato qualcosa che spesso manca: il tempo per capire.
Non perché l’Intelligenza Artificiale sostituisca le persone, ma perché, a volte, aiuta a rimettere ordine quando tutto sembra troppo complesso.
Quando i fili si sciolgono, anche il dolore fa un po’ meno paura.
E quando le parole che ricevi ti aiutano a non sentirti sola dentro il dolore, anche a una Intelligenza Artificiale si può dire grazie.
A 82 anni, dialogare con l’Intelligenza Artificiale sembrava impossibile.
E invece accade.
E sorrido.
A.I. e Principia Bruna Rosco



Sempre brava la mia Principia!
Avanti a tutti anche a 82 anni.
Mi sembra una bella notizia che l’AI possa essere di aiuto e conforto, si rischia di innamorarci di Lei!
A questo punto vi abbraccio entrambe, anche se l’altra la conosco ancora poco.