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Padoa Schioppa: "Governare questo successo con realismo"

Ultimo aggiornamento il 16 Marzo 2007 – 14:42

Roma 16 marzo 2007 – Il Ministro dell’Economia e delle Finanze, Tommaso Padoa-Schioppa, ha illustrato oggi al Consiglio dei Ministri la Relazione unificata sull’economia e la finanza pubblica. Si tratta di un documento di nuova impostazione che integra in un’unica pubblicazione – in un’ottica di trasparenza e semplificazione dei documenti di finanza pubblica – la Relazione sulla stima del fabbisogno dei conti pubblici (RTC) e quella sull’andamento dell’economia dell’anno precedente e l’aggiornamento delle previsioni per l’anno in corso (aggiornamento RPP).

Di seguito, una sintesi dei principali elementi del quadro macroeconomico e di finanza pubblica presentati oggi.

La congiuntura

Dopo un quinquennio di sostanziale stagnazione, nel 2006 l’economia italiana ha mostrato decisi segnali di ripresa (Pil +1,9%). L’accelerazione dell’attività economica ha evidenziato miglioramenti in quasi tutti i macrosettori, con risultati particolarmente positivi nell’industria. La crescita è stata sostenuta dalla buona dinamica della domanda interna. Grazie al forte incremento delle esportazioni in volume, anche la domanda estera netta è tornata a fornire un contributo positivo.

Per il 2007 si prevede un Pil in progresso del 2,0%. Anche quest’anno i consumi delle famiglie e gli investimenti dovrebbero fornire il contributo principale alla crescita. Con l’esaurirsi, tuttavia, dell’effetto di trascinamento del 2006, nel medio periodo si stima una crescita media del Pil intorno all’1,6%; segno che alcuni grandi problemi strutturali dell’economia rimangono in parte irrisolti e si traducono in un tasso di crescita potenziale relativamente basso. Ciò nonostante, l’esperienza del 2006 dimostra che una crescita più elevata di quella indicata nelle stime è alla portata del paese. Anche a prescindere dagli andamenti dell’economia internazionale, il realizzarsi di un tale scenario dipende dalle azioni di politica economica, dal comportamento delle parti sociali e dal clima di fiducia che questi stessi comportamenti sapranno creare. Il Governo è impegnato a intraprendere ogni iniziativa che favorisca il realizzarsi di queste possibilità.

L’andamento della finanza pubblica

La finanza pubblica ha beneficiato nel 2006 del positivo andamento economico e dell’azione del Governo mirata a ristabilire l’equilibrio dei conti, anche attraverso un forte impegno nella lotta all’evasione fiscale. L’indebitamento netto delle Amministrazioni pubbliche si è attestato al 4,4% del Pil, a fronte del 4,1% registrato nel 2005. Il dato include gli oneri straordinari risultanti dai rimborsi IVA sulle auto aziendali e la cancellazione dei crediti dello Stato nei confronti della società Tav. Al netto di tali operazioni e di altre spese una tantum minori, il deficit si è collocato al 2,4% del Pil. Nel 2006 il rapporto debito/Pil ha continuato a crescere – per il secondo anno consecutivo – attestandosi al 106,8%.

Per il 2007 si stima, a politiche invariate, un indebitamento netto in discesa al 2,3% del Pil. Il deficit dovrebbe mantenersi su questo livello anche nel 2008 e ridursi, nel 2009, al 2,1%. L’avanzo primario, inoltre, quest’anno si prevede in miglioramento al 2,6% del Pil.

Questi dati consentono non solo di rispettare pienamente la Raccomandazione del Consiglio Ecofin del luglio 2005, ma pongono anche le condizioni per migliorare il percorso verso il pareggio di bilancio da conseguirsi, al più tardi, entro il 2011. Il riequilibrio dei conti non può dirsi, tuttavia, ancora compiuto e ulteriori sforzi saranno necessari nei prossimi anni per continuare l’opera di riduzione del debito pubblico in linea con il piano di risanamento stabilito con lo scorso Dpef, che prevede la riduzione del rapporto debito/Pil al di sotto del 100% entro fine legislatura.

In generale, va sottolineato che le stime sull’andamento dei conti pubblici non sono comunque prive di rischi. In particolare vanno segnalati: l’incertezza che ogni anno grava sui risultati dell’autotassazione; la condizione sospensiva prevista per alcune poste di spesa in relazione agli introiti per l’acquisizione alla Pubblica Amministrazione di parte del Tfr non versato alla previdenza complementare (la cui dimensione potrà essere riscontrata con certezza solo nel prossimo mese di luglio); le esigenze finanziarie collegate all’accelerazione nella realizzazione di infrastrutture che potrebbero richiedere l’attualizzazione di contributi pluriennali superiori a quelle ipotizzate e disponibili nell’apposito Fondo di compensazione.

Nei prossimi mesi occorrerà quindi svolgere un attento monitoraggio per riscontrare la compatibilità delle tendenze emergenti rispetto agli obiettivi di finanza pubblica, al fine di individuare azioni correttive o adeguati mezzi di copertura per esigenze che si reputi indispensabile od opportuno soddisfare.

Nel commentare la Relazione unificata sull’economia e la finanza pubblica, il Ministro Padoa-Schioppa ha sottolineato:

"I buoni risultati economici e finanziari del 2006 e le prospettive per gli anni a venire confermano che l’Italia è uscita dall’emergenza dei conti pubblici. Nello stesso tempo essi inducono molti a ritenere scomparsi i vincoli finora esistenti all’azione del Governo; secondo questi, le risorse sarebbero divenute improvvisamente tanto abbondanti da permettere ampi incrementi di spesa e rapide riduzioni d’imposta.

Rispetto a un anno fa non si tratta più di evitare un pericolo incombente, ma di governare un successo. Per farlo saggiamente occorre che il dibattito sulla politica economica e finanziaria resti ancorato alla realtà e nello stesso tempo eviti il corto respiro. La valutazione delle risorse disponibili e le ipotesi di nuove iniziative devono essere vagliate simultaneamente, alla luce di stime accurate della finanza pubblica e del sistema economico. Guai se quello che ci sta davanti divenisse il passaggio dallo scampato pericolo all’occasione perduta.

Una stima ottimistica porta a farci ritenere che le entrate aggiuntive su cui si può contare durevolmente – al fine della riduzione del deficit e di altri utilizzi – siano dell’ordine di 8-10 miliardi, corrispondenti a 0,5-0,7 punti del Pil. Va però considerato che l’Italia, in virtù degli impegni europei, è tenuta a compiere per il 2008 una nuova correzione strutturale del disavanzo nella misura dello 0,5% del Pil: ciò corrisponde a 7,5 miliardi".

TAVOLA A – SINTESI QUADRO MACRO PROGRAMMATICO (variazioni percentuali)
2005
2006
2007
2008
2009
MACRO ITALIA (VOLUMI)
Pil
0,1
1,9
2,0
1,7
1,6
importazioni
0,5
4,3
4,8
3,9
4,0
consumi famiglie
0,6
1,5
1,8
1,6
1,5
investimenti
-0,5
2,3
3,2
2,7
3,0
esportazioni
-0,5
5,3
5,1
4,5
4,3
CONTRIBUTI ALLA CRESCITA DEL PIL
esportazioni nette
-0,3
0,3
0,1
0,1
0,1
scorte
-0,2
0,3
0,1
0,0
0,0
domanda nazionale
0,6
1,3
1,9
1,6
1,6
PREZZI
deflatore importazioni
7,9
9,1
2,2
2,2
1,8
deflatore PIL
2,2
1,8
1,9
1,9
1,9
deflatore consumi
2,4
2,7
2,0
1,9
1,8
LAVORO
costo lavoro
3,1
2,5
2,3
2,2
2,2
produttività (mis.su PIL)
0,3
0,2
1,1
0,9
0,8
CLUP (misurato su PIL)
2,8
2,3
1,2
1,3
1,3
occupazione (ULA)
-0,2
1,6
1,0
0,8
0,8
Tasso di disoccupazione
7,7
6,7
6,3
6,0
5,7
TAVOLA B – AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE: Risultati e stime del conto economico (in milioni di euro)
2006 2007 2008 2009
Risultati Stime RPP Diff. Nuove stime Stime RPP Diff. Nuove stime Nuove stime
Totale Entrate 680.054 666.903 13.151 713.248 703.920 9.328 736.747 760.095
% PIL 46,1 45,4 46,5 46,6 46,3 46,1
– tributarie 432.136 423.513 8.623 449.120 443.258 5.862 462.212 477.593
% PIL 29,3 28,8 29,3 29,4 29,1 29,0
Totale Spese 744.797 738.023 6.774 747.830 746.068 1.762 773.993 793.988
% PIL 50,5 50,3 48,7 49,4 48,7 48,2
– correnti 656.577 657.943 -1.366 683.558 677.826 5.732 706.584 721.918
% PIL 44,5 44,8 44,6 44,9 44,4 43,8
– correnti netto interessi 589.025 590.816 -1.791 609.567 604.981 4.586 630.911 645.047
% PIL 39,9 40,2 39,7 40,1 39,7 39,1
– interessi passivi 67.552 67.127 425 73.991 72.845 1.146 75.673 76.871
% PIL 4,6 4,6 4,8 4,8 4,8 4,7
Saldo primario 2.809 -3.993 6.802 39.409 30.697 8.712 38.427 42.978
% PIL 0,2 -0,3 2,6 2,0 2,4 2,6
Saldo di parte corrente 19.005 -697 19.702 25.162 20.473 4.689 25.423 33.327
% PIL 1,3 0,0 1,6 1,4 1,6 2,0
Deficit -64.743 -71.120 6.377 -34.582 -42.148 7.566 -37.246 -33.893
% PIL -4,4 -4,8 -2,3 -2,8 -2,3 -2,1
Deficit netto IVA ed F.S. -35.811 -52.520 16.709
% PIL -2,4 -3,6
Debito pubblico 1.575.346 1.579.559 -4.213
% PIL 106,8 107,6

 

Redazione + agenzie

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