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Proverbio:Ottobre, il vino è nelle doghe A S. Francesco (4 ottobre) arriva il tordo e il fresco

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Centomila in S. Pietro per la messa pasquale. La benedizione Urbi et Orbi

Roma 08 aprile 2007 – Gremite non solo San Pietro, ma, anche le attigue vie e la piazza PioXII. Numerosi fiori, per lo più tulipani , arancioni, bianchi, gialli decorano magnificamente la piazza.  La celebrazione in occasione della Paqua, la risurrezione di Gesù, è incominciata stamane alle 10.30,  con una processione solenne, guidata papa , che ha attraversato il sagrato della Basilica di San Pietro, dando, poi, inizio alla messa solenne di Pasqua.

Rinnovare la testimonianza nei confronti dell’umanità

”Come augurio pasquale – ha detto Benedetto XVI – quest’anno ho voluto scegliere le parole di San Tommaso perche’ l’odierna umanita’ attende dai cristiani una rinnovata testimonianza della risurrezione di Cristo, ha bisogno di incontrarlo e di poterlo conoscere come vero Dio e vero Uomo”."Ciascuno di noi puo’ essere tentato dall’incredulita’ di Tommaso. Il dolore, il male, le ingiustizie, la morte, specialmente quando colpiscono gli innocenti, ad esempio, i bambini vittime della guerra e del terrorismo, delle malattie e della fame non mettono forse a dura prova la nostra fede?"
"Paradossalmente proprio in questi casi, l’incredulita’ di Tommaso ci e’ utile e preziosa, perche’ ci aiuta a purificare ogni falsa concezione di Dio e ci conduce a scoprirne il volto autentico: il volto di un Dio che, in Cristo, si e’ caricato delle piaghe dell’umanita’ ferita" .

Il suo pensiero si è diretto al tema della pace, ricordando le situzioni critiche nel mondo: "Di pace – ha detto il Santo Padre – ha bisogno anche lo Sri Lanka, dove solo una soluzione negoziata porrà fine al dramma del conflitto che lo insanguina". Benedetto XVI ha, inoltre, espresso la sua "apprensione" per la "condizione in cui si trovano non poche regioni dell’Africa" e ha citato il Darfur, con la sua ”catastrofica e purtroppo sottovalutata situazione umanitaria, la Repubblica democratica del Congo, dove e’ a rischio il processo democratico; la Somalia, dove la ripresa dei combattimenti allontana la prospettiva della pace e appesantisce la crisi regionale”
Dopo i saluti, il Papa ha accordato l’indulgenza plenaria, l’assoluzione e la remissione dei peccati ai presenti.

Nel corso del suo messaggio, Benedetto XVI ha espresso forte preoccupazione anhce per l’Afghanistan e il Darfur. "L’Afghanistan è segnato da crescente inquietudine e instabilità". "Di riconciliazione e di pace ha bisogno la popolazione di Timor Est, che si appresta a vivere importanti scadenze elettorali".
Poi, ha ricordato i cristiani in Terrasanta con le loro difficoltà .
Il Papa ha concluso, poi, il messaggio ”urbi et orbi” in Piazza San Pietro pronunciando gli auguri di ”Buona Pasqua" in 62 lingue, messaggio trasmesso da 108 televisioni di 67 paesi. Oltre al cinese, vietnamita, arabo, russo ed ebraico anche in urdu, malayalam e suahili per concludere i saluti in latino, la lingua della tradizione cattolica.

Redazione

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