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Raccolta impronte digitali negli aeroporti U.S.A.

WASHINGTON, March 25 /PRNewswire/ – Il Dipartimento per la sicurezza nazionale (DHS) degli Stati Uniti haannunciato oggi di avere iniziato la raccolta di altre impronte digitali dai visitatori stranieri in arrivo all’aeroporto internazionale John F. Kennedy (JFK) di New York. Questo cambiamento fa parte del passaggio da parte del  dipartimento dalla raccolta di due a 10 impronte digitali per migliorare la sicurezza e semplificare le procedure per i viaggiatori legittimi grazie ad una determinazione e verifica più accurata ed efficiente delle identità dei visitatori.

"Dal 2004 la biometria ha rivoluzionato la nostra capacità di evitare che individui pericolosi entrino negli Stati Uniti. Il passaggio alla raccolta di 10 impronte digitali si basa sul nostro successo, e ci mette in grado di concentrarci di più sulla possibilità di bloccare rischi potenziali per la sicurezza," ha dichiarato Robert Mocny, direttore di US-VISIT.

Per più di quattro anni, il Dipartimento di stato degli Stati Uniti (DOS) funzionari consolari e funzionari della Protezione confini e dogane degli Stati Uniti (CBP) hanno raccolto dati biometrici – impronte digitali in formato digitale e una foto – da tutti i cittadini stranieri di età compresa tra i 14 ed i 79 anni, con alcune eccezioni, al momento della presentazione della domanda per il visto o all’arrivo nei porti di ingresso per gli Stati Uniti.

"In modo molto semplice, l’introduzione di questo cambiamento consente ainostri funzionari di avere un’idea più precisa della persona che hanno davanti. Per i visitatori che viaggiano nel rispetto della legge, il processodiventa più efficiente e le loro identità sono protette in modo migliore dal furto. Per quegli individui che possono rappresentare un rischio, abbiamo lapossibilità di capire meglio chi sono," ha aggiunto Paul Morris, Direttore esecutivo dei programmi per l’ammissibilità e per i passeggeri, UfficioOperazioni sul campo, CBP.

Il programma del dipartimento US-VISIT verifica attualmente le impronte digitali dei viaggiatori utilizzando i dati del DHS relativi a persone che hanno commesso reati in materia di immigrazione ed i dati in possesso dell’FBI (Federal Bureau of Investigations) relativi a persone non desiderate  a sospetti terroristi. Il controllo dei dati biometrici utilizzando gli elenchi delle persone soggette a sorveglianza aiuta i funzionari a decidere in merito al visto di ingresso ed alla ammissibilità delle persone nellanazione. Inoltre la raccolta di 10 impronte digitali consente di migliorare la precisione dei confronti e la capacità del dipartimento di confrontare le impronte di un visitatore con le impronte latenti raccolte dal Dipartimento della Difesa (DOD) e dall’FBI di terroristi noti e sconosciuti in tutto il mondo. Ed infine le impronte digitali dei visitatori sono controllate
utilizzando l’Archivio criminale principale dell’FBI.

In una giornata media, nell’aeroporto JFK, quasi 14.400 visitatori stranieri completano le procedure biometriche US-VISIT. I visitatori provenienti da Messico, Gran Bretagna, Germania, Italia, Francia e Giappone rappresentano il numero maggiori di visitatori stranieri in arrivo all’aeroporto JFK.

JFK è il decimo porto di ingresso ad iniziare la raccolta delle 10 impronte digitali da parte dei visitatori stranieri. L’aeroporto
internazionale di Washington Dulles ha iniziato la raccolta delle 10 impronte digitali il 29 novembre 2007. La raccolta delle 10 impronti digitali è iniziata anche nei seguenti aeroporti internazionali: Hartsfield-Jackson Atlanta, Boston Logan, Chicago O’Hare, San Francisco, Miami, Orlando, nell’aeroporto intercontinentale George Bush Houston, e nell’aeroporto della contea Detroit Metropolitan Wayne.

US-VISIT sta valutando la raccolta delle 10 impronte digitali presso questi aeroporti. I risultati verranno utilizzati per fornire informazioni sull’applicazione della tecnologia nei rimanenti porti di ingresso aerei, terrestri e marini che passeranno al sistema di raccolta delle 10 impronte digitali da dicembre 2008.

Da quando è iniziato US-VISIT nel 2004, DHS ha utilizzato identificatori biometrici per prevenire l’utilizzo di documenti falsi, proteggere i visitatori dal furto di identità e interrompere l’ingresso nella nazione di migliaia di criminali ed individui che hanno commessi reati in materia di immigrazione. US-VISIT, in collaborazione con CBP, sta contribuendo al passaggio ad uno standard per la raccolta delle 10 impronte digitali. Questo passaggio è il frutto di un partenariato tra agenzie che coinvolge DHS, FBI, DOD e DOS.

Sito Internet: http://www.dhs.gov/us-visit.

Redazione

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