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Cesano. Il Sindaco: "Calabria-‘ndrangheta: un parallelismo ingiusto"

Cesano Boscone (29 agosto 2008) – “Non si faccia di tutta l’erba un fascio, altrimenti si rischia di criminalizzare anche le persone oneste, solo per la loro origine geografica”: il sindaco, Vincenzo D’Avanzo lancia un appello agli organi d’informazione, ma anche agli autori di libri e ai magistrati che negli ultimi tempi hanno preso di mira Cesano Boscone, coinvolgendolo, senza alcun riscontro oggettivo o specifiche ragioni di cronaca, alla criminalità organizzata calabrese.

“La ‘ndrangheta – dice il primo cittadino – non è la Calabria. Nella mia cittadina vivono moltissime persone provenienti dalla terra dei Bronzi di Riace e sono sicuro che la stragrande maggioranza di loro è onesta. Ha scelto di abbandonare, non senza qualche rimpianto, la propria terra natia in cerca di fortuna al nord, dove ha realizzato le sue aspirazioni e ha costruito una nuova vita. D’altra parte – prosegue D’Avanzo – Cesano è una città che ha conosciuto un grande flusso migratorio dal meridione. Migliaia di persone che hanno portato la propria cultura, la propria intelligenza, la propria manualità al nord per metterla al servizio della regione economicamente più importante d’Italia. Non posso quindi accettare che si persegua l’onda leghista che vuole ridurre al lumicino le capacità e la forza propulsiva del sud e di tutti coloro che hanno origini meridionali”.

Nei prossimi giorni, D’Avanzo insieme ai suoi colleghi di Corsico e Trezzano sarà convocato dal magistrato antimafia Vincenzo Macrì. Però intende difendere a spada tratta tutti i suoi cittadini, anche, e in questo caso soprattutto, quelli di origine calabrese.

“Non sono un magistrato o un poliziotto – prosegue il sindaco di Cesano – e quindi non spetta a me dire se nella mia città vi siano o meno persone legate alla criminalità organizzata. Il dato di fatto, però, è che qui non abbiamo assistito ad alcun arresto nelle ultime grandi operazioni della Dna o della Guardia di finanza, nessun ferimento od omicidio, come erroneamente un prestigioso quotidiano economico ha invece scritto. Le diverse televisioni venute da noi nelle scorse settimane hanno chiesto ai cittadini se percepiscono una presenza opprimente della criminalità organizzata. La risposta è stata, in tutti i casi, negativa. Allora – conclude D’Avanzo – non posso accettare che venga gettato fango sulla mia città, sui miei cittadini. Si indaghi, si facciano verifiche in ogni ambito e se vengono individuate mele marce, si intervenga, senza esitazione. La collaborazione delle istituzioni locali è e sarà massima”.

Redazione

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