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L’Altra Sede della Regione Lombardia è arrivata al tetto: quota 156,50 metri

Ultimo aggiornamento il 8 Agosto 2009 – 14:32

(mi-lorenteggio.com) Milano, 08 agosto 2009 – L”8 maggio scorso arrivo alla stessa altezza del Grattacielo Pirelli, che è alto, 127,40 m., oggi, l’edificio di Pei-Cobb è arrivato al tetto raggiungendo quota 156,50 metri.

 

La struttura in cemento armato è stata completata, raggiungendo 156,50 metri di altezza, ma, arriverà a superare di poco quota 160,00 con il completamento delle facciate.

 

Questi sono alcuni dei numeri significativi che caratterizzano la realizzazione dell’Altra Sede:

13 milioni di Kg di acciaio,
1,3 milioni di Kg di carpenteria metallica,
102.000 mc di calcestruzzo,
75.000 mq di facciata,
72.000 mq di uffici,
7.000 mq di giardini pensili,
33 ascesori.
I mezzi impegnati L’impresa incaricata dei lavori, rappresentata dal Consorzio Torre, impiega giornalmente 40/50 mezzi per una media totale di 150/180 viaggi al giorno.

L’edificio più alto di Milano
L’8 maggio 2009 l’Altra Sede ha superato in altezza in Grattacielo Pirelli, raggiungendo e oltrepassando la quota di 127, 40 metri.
Il "passaggio di consegne" è stato celebrato con una piccola ma intensa cerimonia dal presidente Formigoni, che al 35mo piano della torre dell’Altra Sede ha scoperto una "pietra di quota" riportante l’altezza del Palazzo Pirelli, per la prima volta raggiunta e in procinto d’essere superata dal nuovo complesso di Pei e Cobb.

 

Lo skyline di Milano

L’Altrasede della Regione, con i suoi 160 metri di altezza, si avvia a diventare per un breve periodo di tempo il più alto palazzo di Milano. Questo record sarà superato dalla Torre principale della Città della Moda che sorgerà poco distante con i suoi 215 metri ed anche dai tre grattacieli del quartiere storico di Fiera Milano "CityLife":

– il Dritto 218 metri,
– lo Storto 185 metri,
– il Curvo 170 metri.

Queste altezze sono ancora lontane a quelle dei più alti grattacieli del mondo. Il Burj Dubai, in fase di costruzione nell’omonima città, si appresta a diventare il più alto edificio al mondo, con un’altezza non pubblicizzata, ma che oscillerebbe tra i 700 e i 950 metri.

Un progetto ambizioso quello della nuova sede che, secondo la tabella di marcia, dovrebbe essere pronta nel 2009 e consentire un risparmio di almeno 3 milioni di euro all’anno rispetto alle spese attuali per gli affitti.
L’opera sorgerà nell’area di 33.700 metri quadrati, compresa tra le vie Melchiorre Gioia, Restelli, Algarotti e Galvani, costerà 175 milioni di euro più Iva. Ad aggiudicarsi la realizzazione dell’opera è stato un gruppo d’imprese composto da Pei Cobb Freed & partners di New York, Caputo partnership e Sistema Duemila, entrambi di Milano. Pee Cobb Freed & Partners ha realizzato, tra gli altri, i progetti per il Grand Louvre di Parigi, la National Gallery of Art di Washington, la Fountain Place di Dallas.
Il progetto prevede la torre di 160 metri e la Piazza delle città lombarde. Ispirandosi all’armonia prodotta dall’accostarsi e dall’allontanarsi dei crinali dei monti lombardi, il progetto propone quattro edifici ad andamento sinusoidale e una torre di 160 metri.
Al centro la grande piazza delle città lombarde, completamente coperta da una volta trasparente, alla quale si affiancano altre due piazze che aprono verso via Melchiorre Gioia e via Pola.
Altri spazi sono anche destinati a funzioni sociali , sale di ascolto per la musica e luoghi di dibattito. Il complesso, insomma, intende disegnare un "pezzo di città" che, oltre a ospitare le funzioni di Governo, può essere abitato, attraversato, visitato, fruito dai cittadini.
Il complesso urbanistico è caratterizzato da un’area interamente pedonale ,costituita da un sistema di piazze interne che collegano le attività commerciali al servizio dell’intera città.
Ristoranti, edicole, asilo, auditorium, caffè, librerie spazi espositivi, palestra, negozi agenzie di viaggio, ufficio postale e ufficio vigilanza di quartiere, sono alcuni dei servizi di cui potranno usufruire tutti i cittadini.

Giardini ed energia pulita
Edifici trasparenti, tra i quali si infila il vento e fluisce l’aria e la luce, coronati, circondati dal verde e che sulle facciate, interamente a vetri, riflettono, dall’alba al tramonto, i mutevoli colori del cielo con i quali si fondono e si confondono.
Sono 3.300 i metri quadrati previsti di aree a bosco e 7000 metri quadrati di giardino pensile. Completano il paesaggio le pavimentazioni delle piazze e delle promenades, realizzate con materiali provenienti dalle cave delle montagne lombarde tra cui la Beola Dorata della Val Malenco. Il progetto della nuova sede, che prevede l’utilizzo di tecnologie innovative e all’avanguardia, punta al massimo risparmio energetico e a un profilo di alta sostenibilità ambientale.
Mediante l’utilizzo di pompe di calore tutta l’energia termica necessaria al riscaldamento degli edifici è ottenuta dal riscaldamento dell’acqua di falda pompata in pozzi sotterranei e poi scaricata nel canale della Martesana. Infine, una parte dell’energia elettrica consumata dagli edifici è prodotta dai pannelli fotovoltaici collocati sulle due facciate trasversali della torre e inseriti nella copertura della piazza interna.

Il Palazzo Pirelli, la Villa Reale di Monza e l’Altra Sede formeranno la Casa della Regione
"Con questo progetto", ha spiegato Formigoni, "si completa l’immagine della casa della Regione Lombardia come complesso organico e articolato che comprende: il restaurato grattacielo Pirelli, vanto dell’architettura moderna, che continuerà a essere un perno simbolico del sistema, aperto a nuove funzioni non solo istituzionali; la Villa Reale di Monza, come eredità del passato e sede di rappresentanza; e il nuovo complesso di edifici, che costituirà lo snodo contemporaneo di legame con la storia e di rilancio verso il futuro". Formigoni ha poi ricordato che da 500 anni non veniva costruito in Lombardia un palazzo pubblico di rilievo non solo architettonico, ma urbanistico, capace di leggere la nuova fisionomia di Milano come perno di un sistema policentrico di città, punta emergente di quella che è stata definita la città diffusa.

Vittorio Aggio

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