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Proverbio: Aprile fa il fiore e maggio si ha il colore

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Il cinema americano lancia una nuova sfida, richiamando a sé un vasto pubblico femminile

(mi-lorenteggio.com) Milano, 12 maggio 2010 – Eccolo, il nuovo prodotto cinematografico capace di incollare allo schermo milioni di donne, munite di pop corn e di quello storico fazzoletto pronto ad ogni evenienza.
Parliamo di un nuovo film, tratto dell’ennesimo romanzo lacrimoso di Nicholas Sparks dal titolo: “Dear John”.
La chiara trasposizione della realtà diventa una storia romantica dove eroismo patriottico, idealismo femminile e l’intricato rapporto tra padre e figlio si rivelano i giusti ingredienti per un concentrato mieloso dal successo garantito.
L’incontro tra i due protagonisti John Tyree (soldato americano) e Savannah Curtis (studentessa universitaria), sfocia subito in un amore stregato dalla luna, una passione resa ancora più interessante dal fisico scultoreo dell’attore e dalla dolcezza della biondissima protagonista.
La concretezza di questa relazione si dissolve ben presto in un rapporto epistolare che non solo mette a dura prova la validità di promesse fatte, ma sarà anche la conseguenza di un lungo periodo di guerra e di sofferenze (risalenti alla caduta delle Torri Gemelle).
E’ come se la penna dell’autore fosse in grado di frantumare la stabilità di un’esistenza ardentemente desiderata, per ridargli poi un nuovo alito di vita. Una caratteristica che oramai personalizza e definisce le trame di Nicholas Sparks, un’esigenza quasi stilistica che attrae la sensibilità di un vasto pubblico.
Channing Tatum (attore protagonista) accetta la sfida, cimentandosi in un ruolo sentimentale che lo allontana fortemente dalle acrobazie del film “Step Up”.
Un percorso interiore, una visibilità maggiore che più volte l’ha visto competere con Robert Pattinson (protagonista di Twilight Saga). Una vera e propria sfida tra belli che il cinema americano sa accogliere e in qualche modo strumentalizzare nel miglior modo possibile.
Nella progettualità di una storia credibile che ancora una volta arriva sul grande schermo, non possiamo dunque non farci coinvolgere, se pur indirettamente, da quei sottili meccanismi cinematografici che da sempre caratterizzano la grande Hollywood.

Caterina Licata

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