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Proverbio: Aprile fa il fiore e maggio si ha il colore

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Cesano. In Villa Marazzi la mostra fotografica Vecchia Milano di Virgilio Carnisio

(mi-lorenteggio.com) Cesano Boscone, 25 maggio 2010 – Domenica 6 giugno alle ore 11.15 si terrà in Villa Marazzi l’inaugurazione della mostra fotografica "Vecchia Milano" di Virgilio Carnisio con ingresso libero.

 

PROFILO AUTORE

Virgilio Carnisio inizia a fotografare con l’intento di documentare la vita della sua città.
Ed è proprio Milano, dove nasce nel 1938, che gli fornisce quel bagaglio di esperienze fotografiche e umane che gli permetteranno in seguito di ben affrontare altre realtà. In Europa, Asia e America il suo obiettivo coglie il reale e ce lo trasmette con rigore e semplicità.
Le sue immagini sono una testimonianza antropologica che evita l’eccezionale e l’esotico.
Autore di 25 libri fotografici, ha esposto il oltre 160 mostre personali in Italia ed all’estero ed è stato recensito sui principali quotidiani e su varie riviste.
Le sue fotografie fanno parte di collezioni pubbliche e private.
In quelli che ora noi, senza rimpianto ma con la consapevolezza di come siano stati importanti per la nostra formazione individuale e collettiva, chiamiamo “i favolosi anni ‘60”, Milano subiva continue metamorfosi sia in periferia con la costruzioni di interi quartieri che nel centro storico con la demolizione di vecchi edifici per far posto a moderni e più redditizi palazzi.
In tale contesto mi aggiravo per le vie che più mi parevano “a rischio” per documentare la mia città che stava cambiando.
E quindi, innanzi tutto, le case di ringhiera, tipiche abitazioni della classe operaia costruite nell’ottocento all’epoca della rivoluzione industriale, situate nei pressi delle fabbriche e così chiamate a causa dei ballatoi e balconi affacciati sui cortili. In quegli anni numerosi contadini lasciarono la campagna per andare a lavorare negli opifici. Pare che le case di ringhiera siano state costruite con lo scopo di ricreare, in città, il modello di vita che era presente nei loro paesi, per rimanere vicini, ancora comunità e per non sentirsi estraniati.
E poi fotografavo ciò che stava intorno, i negozi dalle vecchie insegne sbiadite, le osterie dove la sera si giocava a carte con, sul tavolo, l’immancabile bottiglia di vino rosso e, nelle ore piu’in la’ i cori degli avventori un po’ stonati e talvolta il bicchiere della staffa che accendeva improvvise baruffe subito sopite dal pronto intervento dell’oste ben abituato a tali situazioni.
Talvolta riprendevo intere vie nel timore che il nuovo piano regolatore le portasse via per sempre, come in qualche caso realmente avvenne.
Insomma vagabondavo per la città guardando, scoprendo e “scattando”, con premura, quasi la malefica ruspa mi dovesse sempre precedere lasciando un cumulo di macerie.
In realtà non ci fu uno sconvolgimento totale: molte case sì vennero buttate giù ma altre, ben restaurate, sono diventate studi di professionisti o lussuose abitazioni per la nostalgia della vecchia Milano, altre sono ancora al loro posto, svilite e degradate ma ancora necessarie per i poveri di varia provenienza dove, in esse, trovano rifugio, riparo e un po’ di conforto.

Spazio espositivo di Villa Marazzi
Via Dante, 47 – Cesano Boscone (MI)
(seguirà rinfresco)

Apertura della Mostra
dal 6 al 20 giugno 2010
Giovedì e Venerdì: dalle 17.00 alle 19.00
Sabato e Domenica: dalle 10.30 alle 12.30 – dalle 17.00 alle 19.00

Ingresso libero

Redazione

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