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Proverbio: Aprile fa il fiore e maggio si ha il colore

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Dalla prolungata rianimazione alla Milano City Marathon per sostenere la ricerca dell’Istituto Mario Negri

(mi-lorenteggio.com) Milano, 8 Aprile 2015 – Sfida nella sfida alla Milano City Marathon 2015. Nella gara delle staffette, infatti, oltre all’obbiettivo di battere la numerosissima e agguerrita concorrenza, si svolgeranno altre due sfide tra le/i componenti della staffetta ‘rosa’ e ‘azzurra’ del Reparto Rianimazione dell’Ospedale Manzoni di Lecco, che corrono per sostenere la ricerca dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche ‘Mario Negri’.
La prima sfida è quella personale di Ottavio, un ‘ragazzo’ di 44 anni che nel 2011 ha trascorso 103 giorni in rianimazione per le drammatiche conseguenze di una gravissima pancreatite acuta complicata da emorragie, infezioni, insufficienza respiratoria e renale.
Dopo un altrettanto lungo periodo di degenza in chirurgia e di riabilitazione intra ed extraospedaliera, ha ripreso la sua attività lavorativa di informatico, si è sposato, e ha iniziato a fare sport per mantenersi in forma e tonificare l’organismo provato dalla lunghissima degenza. Ora è un podista che corre la mezza maratona in meno di un’ora e 30 minuti.
Ottavio correrà l’ultima frazione della staffetta ‘azzurra’ composta, oltre che da lui, da un medico, Beppe, e 2 infermieri, Arturo e Vincenzo, con il compito di tenere a debita distanza la staffetta ‘rosa’ composta da 4 fortissime infermiere: Emanuela, Ingrid, Laura e Silvia.
“Il nostro reparto – spiega Giuseppe Nattino, medico del reparto di Rianimazione dell’Ospedale ‘A. Manzoni’ di Lecco – collabora con l’Istituto Mario Negri fin dalla costituzione del Gruppo Italiano per la Valutazione degli Interventi in Terapia Intensiva (GiViTI) guidato magistralmente dal dr Guido Bertolini. Da 3 anni, inoltre, partecipiamo alla Milano City Marathon con una staffetta maschile ed una femminile allo scopo di contribuire a sostenerne le iniziative di ricerca. Quest’anno, poi, nell’ambito della attività di follow-up dei pazienti ricoverati in rianimazione negli anni precedenti, ho proposto ad alcuni di loro di unirsi a noi in questa iniziativa e Ottavio ha aderito con entusiasmo alla proposta”.
La sua foto, a braccia alzate sotto lo striscione di arrivo, servirà a dimostrare anche a tante altre persone impegnate in una più difficile sfida, quella per la vita, che ce la si può fare!

Redazione

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