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Rozzano, mense: nuove tariffe e abolizione del 33% sui pasti non consumati

Rozzano, 2 Luglio 2015 – Si discute in Consiglio la delibera con la quale si applicano le modifiche delle rette per la mensa scolastica. Il Comune continuerà a contribuire per un totale di circa 650mila euro all’anno, in base alla fascia ISEE, in percentuale maggiore per le fasce di reddito più basse. Alcune importanti novità: abolito il 33% di costo fisso anche in caso di assenza, sconto del 10% dal secondo figlio in poi. A fronte di quanto stabilito sopra si rende necessario un aumento contenuto della tariffa giornaliera, invariata dal mese di settembre 2011: adeguamento del 3% per le prime tre fasce di reddito, aumento di € 0,50 per la fascia più alta e tariffa a costo pieno per i non residenti. Le nuove tariffe sono inoltre state sottoposte alla visione dai rappresentanti dei genitori delle scuole di Rozzano, in sede di riunione il 30 giugno 2015. Le famiglie hanno potuto così confrontarsi con l’Amministrazione sulle nuove modalità di pagamento e i cambiamenti che queste comportano.

“La refezione scolastica è uno dei servizi più importanti per i nostri bambini perché, oltre a fornire i pasti giornalieri, educa fin da subito ad una sana e corretta alimentazione – ha affermato il Sindaco Barbara Agogliati – penso che il servizio mensa non debba essere inteso solo come consumo del pasto, è un investimento prima di tutto sulla buona crescita dei nostri figli perché rappresenta un momento di formazione sia dal punto di vista alimentare, sia culturale per i bambini che attraverso la condivisione del pranzo con la loro piccola comunità, trascorrono insieme un momento fondamentale della giornata scolastica”.
A Rozzano, la morosità è e resta comunque una problematica importante che grava su Ama per un totale di circa 2.200.000€. Per questo motivo, l’iscrizione a tutti i servizi erogati da AMA e dalle altre partecipate sarà possibile solo se non si hanno morosità precedenti, oppure concordando piani di rientro. Inoltre, si è resa necessaria l’adozione di una modalità di pagamento anticipato rispetto all’erogazione del servizio, per contenere la morosità futura. Tale misura è rivolta esclusivamente a coloro che non adottano la domiciliazione bancaria delle fatture. Il rimborso dei pasti non consumati avverrà tramite conguaglio nella fatture successive.

“Siamo soddisfatti dei risultati ottenuti in favore delle famiglie rozzanesi. Per garantire l’efficienza del servizio e abbattere i costi amministrativi si è reso necessario adottare misure di compensazione del tutto sostenibili e indirizzate esclusivamente a coloro che usufruiscono del pasto. In questo modo si potrà garantire l’abolizione del 33% in caso di assenza”, ha aggiunto il Vicesindaco con delega alla Pubblica Istruzione Stefania Busnari.

Redazione

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