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LOMBARDIA. RIFIUTI, TERZI: INCENERITORI BRUCINO PRIMA I NOSTRI RIFIUTI

(mi-lorenteggio.com) Milano, 29 agosto 2017 –  "Come piu’ volte denunciato anche in fase di discussione di questo scellerato provvedimento, l’intero sistema delineato dall’art. 35 del decreto Sblocca Italia, approvato a fine 2014 dal Governo Renzi contrasta enormemente con la pianificazione regionale e con l’interesse dei cittadini lombardi. L’apertura ai rifiuti extraregionali sta mettendo a repentaglio il ciclo di gestione dei rifiuti della nostra regione". Con queste parole, l’assessore regionale all’Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile, Claudia Terzi, ha annunciato l’invio di una lettera al Ministro dell’Ambiente Galletti.
RIFIUTI INCENERITI IN LOMBARDIA – "Nel corso del 2016 – ha spiegato – nei termovalorizzatori lombardi, e’ stato incenerito un quantitativo di rifiuti speciali che ammonta a 1.100.000 tonnellate a cui si somma un analogo quantitativo di rifiuti urbani provenienti dai comuni lombardi. Ai rifiuti speciali appartengono anche quei rifiuti che decadono dal trattamento dei rifiuti urbani (ossia quei rifiuti che derivano da attivita’ di recupero e smaltimento), prodotti in Regione e non piu’ recuperabili e che necessitano di essere gestiti prioritariamente negli impianti regionali, nel rispetto del ciclo di gestione del rifiuto individuato dal nostro Piano regionale".
134.000 TONNELLATE DA ALTRE REGIONI – "Ammonta infatti a 387 mila tonnellate il quantitativo di rifiuti speciali, derivanti dal trattamento dei rifiuti urbani – ha ricordati l’assessore Terzi – conferito nel 2016 negli impianti Lombardi. Ben 134.000 tonnellate di questi, circa il 35 per cento del totale del ritirato, provengono da 10 diverse regioni con quantitativi prevalenti per Campania e Lazio. Mi preme evidenziare proprio come, nell’ultimo periodo, a seguito anche del nuovo quadro normativo nazionale, sia stato registrato un massiccio ricorso agli inceneritori lombardi da parte di altre regioni, disattendendo, tra l’altro, anche la previsione di bacinizzazione dei flussi per macroarea prevista dalla rete nazionale degli inceneritori impostaci dal Governo. Tale flusso di rifiuti sta mettendo in crisi anche le logiche di mutuo soccorso che negli anni hanno garantito la gestione organizzata delle fermate ordinarie estive e dei fermi straordinari per malfunzionamenti degli impianti della nostra regione".
ORDINANZE URGENTI – "Inoltre – ha fatto notare l’assessore – stiamo altresi’ assistendo a un’insufficiente disponibilita’ degli impianti di termovalorizzazione di piano, sia per soddisfare le esigenze di conferimento degli scarti provenienti dalla raccolta differenziata e non idonei alla filiera del riciclaggio, sia di rifiuti speciali di aziende lombarde che, in una logica di prossimita’, avevano trovato collocazione in impianti limitrofi. Il mancato ritiro degli scarti della raccolta differenziata ha costretto infatti alcuni Sindaci a emanare ordinanze urgenti per risolvere l’eccesso di accumulo in alcune piattaforme ecologiche. Inoltre, l’apertura ai rifiuti extraregionali non ci consente di far fronte ad alcune esigenze del nostro territorio dovute al blocco dell’impiego dei fanghi da depurazione di acque reflue in agricoltura".
MINISTERO CHIARISCA – "Nonostante il Governo abbia bocciato la Legge regionale – ha sottolineato Claudia Terzi – da noi introdotta subito dopo l’approvazione del Decreto Sblocca Italia che dichiarava, per necessita’, l’equiparazione tra rifiuti urbani e decadenti dal trattamento degli urbani, a cui dare priorita’ nel ritiro presso gli impianti di incenerimento il DPCM approvato successivamente dal Ministero, destinato a valutare i fabbisogni di incenerimento delle Regioni, ribadisce e ripropone questa logica: gli impianti di incenerimento previsti nei piani regionali devono soddisfare il fabbisogno di smaltimento generato dal ciclo rifiuti urbani della regione in cui sono realizzati (decadenti dal trattamento dei rifiuti urbani compresi!) e, solo successivamente, il fabbisogno generato dal ciclo dei rifiuti urbani delle altre regioni. Tali indicazioni sono state riaffermate anche da una recente nota ministeriale. Questa posizione espressa dal Ministero ci permettera’ di dare nuove indicazioni di priorita’ agli impianti lombardi, ma poiche’ essa non collima con le disposizioni riportate nell’art. 35, chiediamo al ministro di intervenire per rendere chiaro e coerente il quadro normativo di riferimento".
MODELLO LOMBARDO VIRTUOSO E AUTOSUFFICIENTE – "La pianificazione regionale in materia di gestione dei rifiuti – ha aggiunto Claudia Terzi – vanta risultati invidiabili, sia per quanto riguarda gli obiettivi che abbiamo raggiunto con la raccolta differenziata, sia in merito alla prevenzione e riduzione della produzione dei rifiuti. Infine, devo ricordare come, in Lombardia, il conferimento dei rifiuti in discarica, sia stato quasi azzerato. Il nostro sistema e’ pienamente autosufficiente, virtuoso, e garantirebbe la propria tenuta anche senza il flusso notevole di rifiuti provenienti dalle altre regioni, sempre maggiore e reso possibile per volonta’ del Governo Renzi. Per noi, l’autosufficienza raggiunta e’ un valore da difendere a ogni costo, ed e’ stata insensata la scelta assunta di penalizzare le Regioni virtuose, come la nostra, che per tempo si sono dotate di impianti eccellenti, piani efficienti e valide modalita’ di gestione dei rifiuti". "In Lombardia – ha concluso Terzi – abbiamo 13 impianti di incenerimento che rispondono appieno al fabbisogno dei lombardi. Vorremmo dismettere quelli meno performanti per non insistere su un territorio come il nostro che, nel corso degli anni, ha gia’ richiesto moltissimi sacrifici ai nostri cittadini. La strada deve essere questa: siamo lombardi, smaltiamo solo i rifiuti dei lombardi! La nostra politica ha portato a importanti risultati che possono essere certamente presi a esempio come modello virtuoso di gestione dei rifiuti a livello regionale. Non abbiamo alcuna intenzione di fare passi indietro".
 
Redazione

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