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Cantù. Carnevale Canturino 2020 al via con la prima sfilata

 

(mi-lorenteggio.com) Cantù, 3 febbraio 2020 – E’ partito, finalmente, ed è stato un successo immediato! Con la prima sfilata di ieri, domenica 2 febbraio 2020, il Carnevale Canturino ha registrato il primo grande trionfo delle quattro sfilate che il comitato organizzatore ha messo a calendario per celebrare il mese più folle dell’anno.
Un sole giocondo e rutilante, che ubriacava per tanta gagliarda vigoria, da primavera avanzata, ha benedetto rubizzo l’attesa kermesse, ripagando di soddisfazione le molte ore di lavoro dei maestri cartapestai che si sono prodigati indefessi, per molti mesi, a costruire i loro mirabolanti carri, affinché tutto fosse semplicemente perfetto nella sfilata d’avvio del Carnevale Canturino. Il traguardo, infatti, non è di poco conto. Quasi si sfiora il secolo a Cantù, giacché questo imperdibile evento di metà inverno soffia sulle prime 94 candeline della sua lunga storia. Una presenza costante, dunque, nel panorama della solerte cittadina brianzola, questo bel carnevale storico, istituito con il solo intento di divertire, ma capace di suscitare, seppur con il sorriso sulle labbra, anche un pensiero profondo.
Ed è così che, infatti, i carri sfilano: esibendo gioia e temi caldi, al contempo. L’ambiente e la sua tutela, il dominio apparentemente irrefrenabile di un ottuso consumismo, promosso dalle multinazionali spregiudicate che, in nome di un facile profitto, operano in danno del nostro futuro e, da ultimo, le scelte folli dei politici chiamati a reggere le sorti del mondo. Scelte tanto insensate, alle volte, da sembrare persino comiche, se non assumessero sovente i toni da tragicommedia.

 

E, allora, per svagare un po’ il nostro animo angosciato tutto l’anno, ci concediamo, almeno per un giorno, un sorriso ammirato e stupefatto innanzi al sontuoso corteo del Carnevale Canturino. Accolti da quasi 2.600 spettatori (di cui 850 biglietti distribuiti come gratuità ai bambini e ai ragazzi di età inferiore ai 14 anni), giunti da tutta Lombardia e dal vicino Canton Ticino per ammirare lo sfarzo architettonico, la maniacale cura del dettaglio, la complicata meccanica dei movimenti delle gigantesche sculture che li sormontano, i carri allegorici di Cantù, famosi per essere i più smisurati di Lombardia, piano piano, si sono messi in marcia, al ritmo cadenzato delle musiche incalzanti dei gruppi bandistici, delle majorettes e delle scuole di ballo che li accompagnano.
Ad aprire il corteo dei carri allegorici, com’è buona tradizione da rispettare, compete a Truciolo, maschera storica del carnevale e della città di Cantù, elevato alla stessa dignità di rappresentare la propria terra d’origine, come lo sono gli altri personaggi più celebri del carnevale italiano. Nate nella seconda metà del XVI secolo, le maschere tradizionali non vennero inventate per il carnevale ma per la nascente Commedia dell’Arte: il servitore scaltro, Pulcinella, simbolo della città di Napoli, Capitan Fracassa, glorioso condottiero ligure, impavido e coraggioso, fintanto che non intraveda sopraggiungere di sottecchi il nemico, Arlecchino, serenissimo, come la facoltosa città da cui trae natali, scapestrato tirapiedi e scioperato lacchè, dalla battuta sempre pronta, ma con la miseria cucita indosso, da che veste abiti rabberciati, di sole toppe, raffazzonate alla bell’e meglio.

E poi c’è Truciolo, balzato fuori dal legno stagionato, come un ricciolo, sotto la spinta energica della pialla, in una di quelle botteghe artigiane nelle quali, senza alcuno sfoggio di presunzione, ma tra la segatura polverosa e gli utensili dai misteriosi impieghi, con il loro umile e sapiente lavoro, i maestri mobilieri davano forma e vita a quei sontuosi arredi che, ieri come oggi, contribuiscono da sempre a fare di Cantù la capitale mondiale del mobile di qualità. Sornione, come lo sono i brianzoli. Taciturno come i canturini: alle parole, prediligono i fatti. Col volto bonario, quello dei nostri anziani, che i patimenti sofferti non hanno consumato, quasi preservati dal tempo, tinti di un’età senza stagioni e di una giovinezza sempre nuova. Così è Truciolo, eterno giovane, smanioso di mostrare il bambino che alberga nel suo animo ai tanti bambini che si sono affrettati a balzare sul suo carro per accaparrarsi il privilegio di essere i primi a gettare coriandoli e stelle filanti ai numerosissimi spettatori, assiepati ai lati del circuito di sfilata.
Guida la parata artistica il Corpo musicale S. Cecilia di Gerenzano, in testa le giovanissime majorettes, con quei loro simpatici abitini da pigiama-party che riprendono i tratti dei pupazzetti di peluche e degli animali delle fiabe, tuttavia compassate e assorte nelle loro acrobazie, al passo marziale delle note della fanfara, luccicante degli ottoni e dei flauti.
Ancora si odono i suoni della banda che sulla via, già presto tutta inondata di un mare di coriandoli, appare il carro dei Buscait, sodalizio che ha conquistato il primo posto nella precedente edizione del Carnevale Canturino. Giro giro tondo… Non fate cadere il mondo! è il tema che ci propongono, come una sorta di invito ai potenti della Terra ad unirsi in coro al famoso canto infantile, a tornare anch’essi bambini e guardare con stupore la meraviglia del Creato, consapevoli del fatto che, soprattutto, in mano loro risiedano le sorti dell’umanità. A dar maggior lustro al carro, con spettacolari coreografie ed abiti confezionati ad hoc per l’occorrenza la scuola di danza Lady Anna di Cantù.
Segue immediatamente l’allestimento dei Lisandrin, tutti insieme a bordo del loro carro titolato Il can can lo facciamo noi. Qui la satira regna sovrana! La politica italiana – è risaputo! – da sempre è un gran can can! E l’Europa non è da meno. Così, il Capitano Matteo deve tenere testa agli eurocrati che lo contrastano. Ma come riuscire? In una scenografia da “Moulin Vert”, la versione lombardeggiante del celebre locale parigino Moulin Rouge, ci penserà Matteo con le sue gigantesche “Supposte del Capitano” a ristabilire il nostro tanto amato “can can all’italiana”.
La scuola di ballo La danza di Cantù apre il sipario, poi, sul carro allestito dagli Amici di Fecchio. Di nuovo, si sta sul tema della satira politica, con Ralph Spaccatutto, un carro che si beffa dei nostri politici i quali spesso arrancano, avanzano con fatica, si affrettano a mettere toppe, come patetici palliativi ai pasticci di questi ultimi decenni. Per fortuna, Ralph spaccatutto ha la soluzione! Questo eroe dei fumetti, caro ai bambini, con le sue possenti braccia, sarà capace di riportare alla normalità la politica dell’Italia, che appare sempre più un colabrodo.
La Maschera, invece, sposta per un istante l’attenzione sulle tematiche ambientali. L’installazione che hanno realizzato gli amici di questo dinamico gruppo, e che punta a diventare un manifesto ecologico a favore del
riciclo, si presenta con l’accorato appello Se il mare vuoi salvare… aiutaci a riciclare. Su questo carro, le bottiglie di plastica diventano il corpo e i lunghi tentacoli di immaginifiche meduse, quasi a dirci che, di questo passo, a forza di gettare plastica nel mare, non vi troveremo più vita ma soltanto rifiuti. Così, adulti e bambini sono invitati a dare una mano al grande drago marino che emerge dai flutti, per ripulire le acque dalla più insidiosa minaccia alla vita marina dei nostri giorni.
Con i Bentransema si torna, di nuovo, allo sberleffo simil-politologico. Tra gallo e galletti siamo sempre più poveretti. E si ride ancora e tanto! Tutti, infatti, vogliono comandare sul popolino tartassato, ogni giorno sempre più sbollettato. Ma se ci sono troppi galli nel pollaio del governo, e tutti ambiscono a far sentire la propria voce, così che uno copra il verso dell’altro, spacciandolo persino per un canto soave ed armonioso, difficilmente spunterà l’aurora di un nuovo giorno per noi poveretti! A dar corpo festoso all’insieme dell’installazione dei Bentransema, gli infaticabili ballerini della scuola di danza Colisseum di Cantù hanno inscenato una coreografia incalzante, davvero di tutto rispetto.
Spetta a Newenergy Arosio Fitness Dance tradurre in vera arte del corpo i balletti che inducono il pubblico a volgere lo sguardo ad un imponente albero dal volto umano, combusto e sofferente, avvinto dalle fiamme. Così si annuncia l’arrivo di Australia, il carro che Il Coriandolo ha voluto, con risolutezza, presentare al grande pubblico per questa 94a edizione del Carnevale Canturino. Nato in collaborazione col maestro viareggino Emilio Cinquini, è forse la più iconica tra le installazioni in competizione e la sua denuncia non passa, di certo, inascoltata. I grandi polmoni verdi della Terra soccombono alle fiamme. Sapremo accorrere in aiuto al nostro Pianeta, oppure ci rassegneremo inerti ad assistere all’ineluttabile sorte che sembra aver innescato un’insanabile lacerazione del rapporto, un tempo idilliaco ed oggi non più, tra l’uomo e la natura?
Accompagnati dai balli della Dance Academy & Musical School di Cantù, a chiudere la sfilata sono stati estratti i Baloss. Sommersi in un mare di plastica è il coronamento del leit-motiv ambientalistico che, quasi di comune accordo con gli altri sodalizi, anche i valentissimi dei Baloss hanno voluto allestire. Il tema è ancora sul registro della preoccupante situazione ambientale e il “pericolo pubblico n° 1” è la plastica, la cui spropositata quantità, dispersa in ogni dove, sta alterando tutti gli ecosistemi del Pianeta. Particolarmente suggestivi sono i nidi di gabbiano, realizzati con bottigliette e vari oggetti di plastica recuperati in mare, a ricordare gli ingenti danni subiti da questo biotopo dal riversamento di plastiche e imballaggi che uccidono la fauna marina.
Ma non finisce qui! Il Carnevale Canturino, tra i mille che sinora ha esibito durante la prima parata, ha sempre un effetto speciale a sorpresa, pronto da mandare in scena quando sembra che le luci della ribalta stiano per spegnersi. Infatti, nel corteo, gli spettatori avranno, di certo, notato girovagare uno strampalato furgoncino che, finalmente, scoperchia il pentolone ribollente dei misteri. A bordo, ci sono gli amici di Nebiopoli, lo storico carnevale di Chiasso, da sempre attenti ad instaurare relazioni proficue con i canturini, “fratelli nella festa” al di qua del confine. E così, dal rinnovato gemellaggio tra Cantù e Chiasso, lo scambio di effusioni giocose e di ospitalità reciproca, da un lato, ha condotto Nebiopoli a festeggiare con noi e, dall’altro, a concedere un ingresso gratuito (anziché 10 FRS) agli spettatori del Carnevale Canturino che, esibendo il biglietto della sfilata odierna, accederanno, venerdì 7 febbraio, a Chiasso, al corteo notturno delle Guggenband.
Un altro coniglio bianco sbuca, infine, dal cilindro magico del fantastico Carnevale Canturino. Ospite prestigiosa e graditissima, una delegazione del Carnevale di Gambettola. Non ne facciamo mistero: questi di Gambettola sono veri matti in carne ed ossa! Festeggiano, infatti, il Carnevale ad aprile, proprio il giorno di Pasqua e Pasquetta. Ma è tradizione la loro che data dal lontanissimo 1886 e li ha resi famosi nel mondo per essere l’unico vero carnevale di primavera. Due giorni durante i quali i giganti di cartapesta sfilano lungo le vie del paese per uno spettacolo straordinario e suggestivo, con coinvolgenti coreografie e l’immancabile lancio di dolciumi. Oggi, dunque, la prima sfilata del Carnevale Canturino, con lo scambio dei doni e una sincera stretta di mano tra il nostro presidente, Fabio Frigerio e Christian Capeti, maggiorente del Carnevale di Gambettola, è stata l’occasione per siglare una nuova intesa tra i due eventi, dalla quale deriveranno sicuramente proficue intese e collaborazioni reciproche.
Insomma, Carnevale Canturino dimostra di essere sempre più frequentemente al centro dell’attenzione nazionale ed internazionale, sia da parte delle associazioni che organizzano i più spettacolari carnevali, sia da parte anche degli organi di informazione tradizionali e new media. Riscalda l’animo, per esempio, l’aver scoperto come Visit Italy, portale europeo di incoming (oltre 650.000 followers in tutto il mondo) abbia segnalato il Carnevale Canturino come meta imperdibile per il turista che stia progettando la sua prima visita in Italia, dedicando un approfondito reportage testuale e fotografico in inglese al nostro evento.
Anche alcune delle principali manifestazioni carnevalesche italiane o di concorsi nazionali hanno individuato il Carnevale di Cantù come punta di eccellenza, meritevole di poter gareggiare ai più alti livelli, come è, ad esempio, l’attuale candidatura al “Premio Italive 2020”. Un pop-up sul nostro sito condurrà gli appassionati che vorranno votarci ad apporre il proprio gradimento, verso il conseguimento dell’ambito traguardo del primo premio.
A proposito di concorsi… Il Carnevale Canturino vuole essere ancor più interattivo e, pertanto, ha indetto alcune competizioni riservate ai propri spettatori. In primis, il concorso “Crea il tuo sasso”, in collaborazione con il gruppo Facebook “Como Rocks”, riservato ad artisti di tutte le età. Il regolamento è facilissimo: si tratta, innanzitutto, di andare alla ricerca di un bel sasso e decorarlo, disegnandoci sopra una maschera del Carnevale. Non ci sono limiti al tema proposto, potendo, infatti, gli artisti lasciarsi ispirare dalle maschere tradizionali italiane, oppure da quelle che si esibiscono durante il Carnevale Canturino. Un scatto fotografico al piccolo capolavoro e via, subito su Facebook, ad iscriversi al gruppo Como Rocks (www.facebook.com/groups/2558266127566224), postando la foto, con tanto di titolo ed hashtag #carnevalecanturino. La giuria di Como Rocks avviserà settimanalmente l’autore che avrà ricevuto più “like” e invierà al vincitore i due voucher validi per l’ingresso gratuito al Carnevale Canturino 2020 a partire dalla seconda sfilata di domenica 16 febbraio. 

Un’altra competizione è, invece, riservata agli appassionati del video-making. “Regista per un minuto” propone una gara cinematografica, per così dire, “a tempo”. Chi intende gareggiare, dovrà riprendere con il proprio cellulare un video del Carnevale Canturino, prima, durante o dopo le sfilate. Il formato di acquisizione dovrà essere rigorosamente orizzontale e la sua durata non potrà eccedere i 60 secondi. Dopodiché, occorrerà inviare il video al numero whatsapp +39.371.439.23.67. Anche per questo concorso, il tema è libero: una maschera, un gruppo di persone mascherate, un carro, un gruppo folk che sfila in parata, oppure ciò che maggiormente avrà piacevolmente impressionato il video-maker, tanto da invogliarlo a mostrarlo al grande pubblico Il premio consisterà nel vedere il proprio filmato inserito nel video ufficiale del Carnevale Canturino.
Il poker d’assi, a ben guardare, questi concorsi lo raggiungono con l’ultima carta distribuita: l’attesa lotteria, con tanti premi offerti dagli sponsor e dai sostenitori del Carnevale. E così la partita del divertimento a 360° è servita su un piatto d’argento!
Non ci resta ora che attendere la prossima sfilata del 16 febbraio, poiché domenica 9 il Carnevale salta un turno, a motivo della festa patronale. Anche se il programma è già pressoché definito, potrebbero inserirsi alcune sorprese dell’ultimo secondo, quel tipo di piacevoli improvvisate che fanno della manifestazione di Cantù il Carnevale più atteso ed amato da quasi un secolo.

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