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mercoledì, Giugno 19, 2024

Proverbio: Giugno ciliegie a pugno

CIMITERO MONUMENTALE. ISCRITTI 24 NUOVI BENEMERITI AL FAMEDIO

Milano, 2 novembre 2021 – Sono 24 i nuovi benemeriti iscritti oggi al Famedio del Cimitero Monumentale. 

La tradizionale cerimonia di scoprimento delle lapidi si è aperta questa mattina con un momento di raccoglimento da parte del Sindaco Giuseppe Sala, della Presente del Consiglio comunale Elena Buscemi e dell’assessora ai Servizi civici Gaia Romani per Marco Formentini, Carlo Tognoli e Carla Fracci, tumulati nel Pantheon cittadino. 

L’elenco degli iscritti: Franco Battiato (musicista), Paola Besana (designer), Lucia Bosè (attrice), Pinin Brambilla Barcilon (restauratrice), Roberto Brivio (attore, cantante e cabarettista), Lydia Buticchi Franceschi (insegnante, staffetta partigiana), Roberto Calasso (scrittore ed editore), Marina Camatini (scienziata), Livio Caputo (giornalista), Bruno Ermolli (imprenditore e consulente d’azienda), Giorgio Fantoni (editore), Nedo Fiano (imprenditore e scrittore, deportato), Giorgio Galli (storico), Livio Garzanti (editore), Franco Loi (poeta), Giancarlo Majorino (poeta), Enzo Mari e Lea Vergine (designer – critica d’arte), Milva (cantante), Paola Pigni (atleta), Rodrigo Rodriquez (imprenditore, filantropo), Antonietta Romano Bramo (partigiana), Rossana Rossanda (partigiana, giornalista, parlamentare), Gino Strada (medico, fondatore di Emergency). 

IL DISCORSO DEL SINDACO, GIUSEPPE SALA

Signora presidentessa del Consiglio Comunale,
autorità civili, militari e religiose,
care e cari milanesi,
è davvero bello ed emozionante tornare finalmente insieme a tanti miei concittadini al Famedio. È bello
tornare in un luogo che ci parla della grandezza di Milano e del talento di tanti figli della nostra comunità,
milanesi per nascita, per scelta o per profonda adesione ai più genuini valori ambrosiani.
Ho sempre attribuito a questa cerimonia un valore quasi sacrale, perché nobile e sacro per ogni cittadino è
l’esempio delle persone che sono tumulate e ricordate in questo tempio civile.
Leggere i nomi sulle iscrizioni di questa splendida sala, ricordare le conquiste, le opere, le vite delle donne e
degli uomini celebrati qui, suscita in ciascuno di noi un sano, legittimo orgoglio.
Tutti noi troviamo qui l’espressione più alta dell’essere milanesi.
Nel Famedio c’è la rappresentazione migliore della nostra società e delle sue conquiste.
Pensiamo ad esempio ai progressi civili che hanno accompagnato gli ultimi decenni. Oggi nella sala
del Famedio tumuliamo le spoglie di Carla Fracci: è la prima donna a cui viene tributato questo onore (1).
Questo omaggio non è solo l’ossequio formale dovuto a una grande artista, ma il segno di una società che
sta velocemente e inesorabilmente superando retaggi e pregiudizi del passato e vede il mondo femminile
affermarsi nelle professioni, nella politica e in tutte le espressioni della vita sociale. Un segno insomma di una
società sempre più matura e più giusta.
Le personalità celebrate oggi sono espressione della multiforme realtà sociale della nostra città.
La presidentessa del Consiglio Comunale nel suo intervento si soffermerà sui profili di ciascuno di loro, ma
voglio ugualmente ricordare il messaggio etico, civile e culturale che hanno saputo rappresentare in tanti
diversi ambiti della vita cittadina.
Ricordiamo alcuni di loro per l’impegno nella politica, nella società o nella Resistenza. Altri si sono distinti per
l’impegno scientifico, culturale e artistico. Ricordiamo poi il valore di imprenditori e capitani d’industria, di
grandi giornalisti ed editori. Celebriamo infine personaggi noti e amati della musica e dello spettacolo e
protagonisti del mondo dello sport (2).
Ognuno di loro ha lasciato una traccia indelebile nella nostra memoria e nella storia della città e del Paese.
Ognuno di loro ci ha lasciato un dono di cui siamo, e saremo, sempre riconoscenti.
Quest’anno, ancora più che in passato, voglio sottolineare il valore esemplare del lavoro della commissione
(Commissione consultiva per le onoranze al Famedio) che ha selezionato i nomi di questi grandi milanesi. Non
solo per la qualità delle figure scelte – che è indubbia ed eccelsa – ma per la capacità dimostrata da tutti i
membri della commissione di trovare una sintesi nella diversità in nome di una visione condivisa, di
riconoscere la grandezza indipendentemente dall’orientamento di ciascuno.
Questa capacità di guardare alto, superando le pur legittime visioni particolari, oggi è indispensabile.
Oggi serve una generosa unità d’intenti per ridare energia alla città e al Paese, che devono ritrovare
rapidamente la fiducia nelle proprie potenzialità e nelle proprie capacità.
Oggi serve ritrovare quella coesione e quella voglia di fare che il nostro popolo ha sempre saputo dimostrare
nelle situazioni più difficili, che ci ha fatto crescere e diventare la grande nazione democratica e libera che
siamo oggi.
Tutti noi dobbiamo lavorare per il bene comune, senza rinunciare ai nostri princìpi e alla nostra storia, ma
mettendo le differenze al servizio di una prospettiva di crescita complessiva, con responsabilità e con fiducia
gli uni negli altri.
È questo il valore più profondo della cerimonia di oggi e la testimonianza più grande che ci lasciano le donne
e gli uomini i cui nomi sono iscritti nel Famedio.
Questi grandi milanesi ci hanno dimostrato che si può perseguire il proprio sogno di grandezza, di arte, di
affermazione professionale o scientifica, facendo al tempo stesso il bene della comunità.
L’invito all’unità è il messaggio che oggi vorrei si diffondesse in città.
Ci aspettano sfide impegnative e affascinati allo stesso tempo; sfide che richiedono partecipazione,
condivisione e consapevolezza di essere parte di un’unica grande comunità.
La città sta tornando – con cautela e responsabilità – alla normalità dopo l’emergenza causata dall’epidemia:
è stata una crisi drammatica, che ci ha colpito profondamente, lasciandosi dietro lutti, sofferenze e una
situazione economica difficile.
Sono convinto però le difficoltà di questi mesi hanno contribuito a rinsaldare la solidarietà e la coesione tra i
milanesi. Sento oggi in città una grande voglia di ripartire, uno spirito positivo diffuso, che può aprire la strada
a ripresa solida e vigorosa.
Milano insomma è pronta a tornare a fare la sua parte per il progresso e il bene del Paese.
L’esempio dei grandi milanesi che celebriamo oggi è qui a confortarci, a ispirarci verso nuovi traguardi, a
spingere ciascuno di noi a lavorare, dando il meglio di sé, per costruire insieme una città che – ne sono
convinto – domani sarà ancora più bella, più innovativa, più solidale, più giusta

IL DISCORSO DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO COMUNALE

Signor Sindaco, Signor Prefetto, care e cari Familiari presenti,
Oggi Milano rafforza le sue fondamenta attraverso il ricordo perenne di 27 grandi personalità, che
con l’esempio dato nelle loro vite hanno meritato la tumulazione e l’iscrizione al Famedio del
Cimitero Monumentale.
Donne e uomini, milanesi di nascita o d’adozione, che hanno contribuito alla crescita economica,
sociale e morale della nostra comunità grazie al lavoro, all’impegno e ai principi che hanno ispirato
le loro azioni. Il loro ricordo nel Famedio è un omaggio alla competenza, alla conoscenza e
all’innovazione che hanno reso la nostra città un motore instancabile di bellezza e progresso.
Alcuni di questi grandi concittadini che oggi omaggiamo sono mancati a causa del virus che tanto
dolore ha provocato a Milano, in Italia e nel resto del mondo. Il successo della campagna di
vaccinazione e il Green Pass hanno riportato a Milano un graduale ritorno alla normalità. I guasti
sociali provocati dalla pandemia e l’emergenza sanitaria non ancora conclusa ci spingono a
proseguire la costruzione di una società più giusta e sana.
L’esempio delle 27 personalità custodite da oggi nel Famedio traccia una via da seguire nei prossimi
decenni. Senza futuro non c’è memoria, ci ha insegnato Primo Levi, e nell’elenco delle 10 donne e
dei 17 uomini la nostra comunità ritrova idee, azioni e valori in grado di vincere qualsiasi sfida.
A Carla Fracci Milano rende l’onore più grande, la prima donna a essere tumulata a fianco di
Alessandro Manzoni, Carlo Cattaneo, Carlo Forlanini, Luca Beltrami, Bruno Munari, Salvatore
Quasimodo e Leo Valiani.
Unanimemente considerata una delle più grandi ballerine del ventesimo secolo, Carla Fracci ha
incantato il mondo intero con la sua arte, ma il suo cuore è sempre rimasto legato a Milano e i
milanesi hanno ricambiato questo affetto con una ammirazione e una riconoscenza incondizionati.
Carla Fracci è stata una donna straordinaria che con la sua bravura e la sua classe ineguagliabile ha
saputo portare il nome di Milano nel Mondo, rendendo la nostra città un sinonimo di bellezza.
All’interno della cripta del Famedio riposano due Sindaci che con la loro competenza, la loro visione
e la loro umanità hanno spinto Milano verso un futuro di progresso, superando momenti molto
complessi.
Carlo Tognoli è stato uno dei più grandi esponenti del socialismo riformista, un’innovazione
milanese avviata da Filippo Turati che ha contribuito al significativo avanzamento dei diritti civili e
sociali in Italia. Il più giovane sindaco nella storia della nostra città, Tognoli ha guidato Milano per
oltre 10 anni, un periodo caratterizzato da ottimismo, dinamismo e trasformazioni della città che
hanno tracciato il percorso seguito nei decenni successivi.
Marco Formentini è stato il primo sindaco di Milano eletto direttamente dai cittadini. Nel suo
mandato ha scelto il dialogo con forze politiche e sociali per unire la città in una delle sue fasi più
complesse, caratterizzata dalla fine della cosiddetta Prima Repubblica e dall’inchiesta giudiziaria
contro la corruzione nota come Tangentopoli. Il coraggio, la determinazione e l’apertura di
Formentini hanno posto le basi per la crescita economica e sociale di Milano negli anni duemila.
Le 24 personalità che da oggi sono iscritte nel Famedio rappresentano al meglio la ricchezza ideale,
progettuale e valoriale di Milano.
Paola Besana è stata tessitrice di fama mondiale, designer, artista e grande studiosa di strutture e
tessuti etnici. Lo Studio di Tessitura che ha fondato a Milano nel 1968 si è affermato come
laboratorio, centro di ricerca, produzione e insegnamento conosciuto a livello internazionale. Paola
Besana ha dato un importante contributo per l’affermazione di Milano come centro internazionale
nei settori del design, della moda e dell’artigianato di qualità.
Franco Battiato è stato uno dei più grandi musicisti italiani. Accolto a Milano dalla sua natia Sicilia,
nella nostra città ha trovato l’ispirazione e l’incoraggiamento per avviare una carriera che ha segnato
la cultura italiana. Le sue canzoni si sono mosse ai confini di diversi generi, un viaggio tra le frontiere
musicali unito da un’originalità e da una qualità che ha emozionato milioni di persone.
Roberto Brivio è stato un artista dalle carriere infinite: attore e autore, cantante e chansonnier,
cabarettista e regista, scrittore, docente, mattatore televisivo e imprenditore dello spettacolo. Ha
messo in musica l’anima della nostra città, dando parole e suoni all’inquietudine positiva verso il
cambiamento che pervade Milano.
Lucia Bosè, nata Borloni, ha esibito nei 48 film della sua carriera sul grande schermo le qualità
uniche notate da Luchino Visconti in una pasticceria di Milano. Grazia senza pari, classe interiore e
spirito indomito l’hanno resa una dei volti più noti del cinema italiano ed europeo, amata dal grande
pubblico e voluta come protagonista da tanti grandi registi, come Fellini, Antonioni, De Santis e i
Fratelli Taviani.
Pinin Brambilla Barcilon ha legato il suo nome allo studio e al perfezionamento del restauro, elevato
a vera arte al servizio del patrimonio culturale nazionale e mondiale. Milano in particolare le è
debitrice per il restauro dell’Ultima Cena di Leonardo da Vinci nel Convento della Chiesa di Santa
Maria delle Grazie, che ha ridato splendore a uno dei monumenti più significativi della città.
Lydia Buticchi Franceschi, da partigiana, insegnante e madre Lydia ha dimostrato come dalle
esperienze più difficili come la Resistenza o l’uccisione del figlio Roberto da parte della polizia di
Stato si possano trovare energie da donare al progresso della nostra comunità. Una testimonianza
dei valori di giustizia, democrazia e libertà che rinsaldato la coscienza civile di Milano.
Roberto Calasso ha guidato una delle case editrici più rivoluzionarie della cultura italiana, Adelphi,
che ha conquistato decine di milioni di lettori grazie a una visione filosofica che rendeva unica
l’eccellente qualità del suo catalogo di libri. All’attività di editore ha affiancato una brillante carriera
di scrittore e saggista.
Marina Camatini è stata una scienziata di fama internazionale, pioniera nella ricerca sugli effetti
dell’inquinamento dell’aria. Dopo aver insegnato biologia cellulare in diversi atenei ha fondato
insieme ad altri docenti l’Università degli Studi Milano-Bicocca, diventandone in seguito la prima
direttrice Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra.
Bruno Ermolli è stata una delle menti più brillanti di Milano. La trasformazione della nostra città da
motore dell’Italia industriale a capitale globale del terziario avanzato è stata accelerata dalle idee e
dai progetti di questo grande imprenditore. Oltre che apprezzato manager, Ermolli è stato un grande
protagonista del mondo camerale di Milano, e ha messo le sue competenze e la sua grande cultura
al servizio della Scala.
Nedo Fiano è stato uno dei più significativi testimoni della tragedia irripetibile della Shoah. Unico
della sua famiglia a sopravvivere al campo di sterminio di Auschwitz, ha dedicato la sua vita alla
memoria del genocidio commesso dai nazisti contro il popolo ebraico incontrando migliaia di
studenti e supportando il lavoro storico e documentaristico.
Giorgio Fantoni è stato uno dei più influenti editori italiani. Nato a Venezia, tipografo per vocazione
familiare, ha trasformato il suo amore per i libri in una storia di successo imprenditoriale. Grazie alle
sue competenze manageriali e alla sua la passione per la cultura milioni di italiani hanno amato l’arte
scoperta nei volumi di Electa e Skira.
Giorgio Galli è stato un gigante della politologia e della storia italiana. Per oltre tre decenni ha
insegnato all’Università Statale di Milano. La sua capacità di unire il rigore dell’anali si, la meticolosità
della ricerca con la chiarezza del linguaggio l’hanno reso un maestro indimenticabile per migliaia di
studenti e conquistato un numero ancora maggiore di lettori dei suoi saggi.
Livio Garzanti è stato uno degli imprenditori che più ha contribuito a far diventare Milano la capitale
dell’editoria italiana. Durante la sua attività la casa che porta il nome della sua famiglia ha pubblicato
scrittori immortali e diffuso cultura a prezzi modici grazie alle celebri Garzantine.
Franco Loi è stato un poeta che ha dato nuova vita al dialetto di Milano, infondendo nuova energia
alla cultura cittadina. Il suo racconto è stato caratterizzato da una passione civile, politica e spirituale
rinvigorito dalla forte espressività del linguaggio.
Giancarlo Majorino è stato un poeta che attraverso la continua sperimentazione di forme verbali e
lessicali ha dato nuova vita alla realtà incontrata ogni giorno a Milano. Innovatore instancabile,
curioso e critico, sempre animato da una tensione etica, Majorino è stata una figura essenziale della
letteratura del Novecento.
Enzo Mari e Lea Vergine sono stati una delle coppie più creative di Milano. Il loro amore ha dato
forza e influenzato i reciproci percorsi nel mondo del design e della storia dell’arte. Enzo Mari è stato
uno dei designer più famosi al mondo, mentre la sua compagna Lea Mari è stata una delle voci più
autorevoli dell’arte contemporanea.
Milva è stata una delle cantanti italiane più famose del Dopoguerra, apprezzata nel nostro Paese
così come in tante altre Nazioni. Il suo talento artistico l’ha resa anche un’apprezzata attrice.
Milanese d’adozione, grazie alla sua raffinatezza e versatilità Milva è stata indiscussa protagonista
della cultura italiana.
Paola Pigni è stata una delle più grandi mezzofondiste italiane, capace di abbattere i pregiudizi di
genere nell’atletica. Ha vinto il bronzo nei 1500 metri svolti alle Olimpiadi di Monaco di Baviera nel
1972, e stabilito il record mondiale sulla stessa distanza all’Arena Civica. Il suo esempio ha spinto
migliaia di ragazze a praticare la disciplina della corsa sulla media e lunga distanza.
Rodrigo Rodriguez è stata una figura esemplare di uomo di impresa che ha dato un contributo
prezioso e originale all’affermazione del design come elemento qualificante della produzione
industriale. Per merito del suo spirito imprenditoriale il disegno industriale si è imposto come
veicolo di affermazione internazionale di Milano.
Antonietta Romano Bramo ha dedicato la sua vita a difendere la democrazia e la libertà, prima nella
Resistenza con il nome di partigiana Fiamma, e poi nella sua preziosa opera di memoria della lotta
contro il nazifascismo. Grazie al coraggio straordinario di questa donna e dei suoi compagni di
battaglia Milano ha conquistato uno dei suoi onori più grandi, la Medaglia d’Oro per la Resistenza.
Rossana Rossanda ha scritto la storia del nostro Paese in molteplici ruoli: giovanissima partigiana,
consigliera comunale, deputata eletta nel collegio di Milano, direttrice della Casa della Cultura di via
Borgogna, fondatrice e direttrice del quotidiano il Manifesto. Intellettuale raffinata, per lunghi
decenni Rossana Rossanda si è distinta come una delle pensatrici più autorevoli del dibattito
pubblico italiano.
Gino Strada ha sempre pensato prima agli altri, poi a sé stesso. Una generosità che l’ha condotto a
curare decine di migliaia di persone nelle zone più povere del mondo, colpite da miseria e guerra.
Da medico al servizio dei più deboli e nella sua battaglia per la pace ha mostrato a Milano e al resto
del mondo quante vite possano salvare, quanto bene possano diffondere umanesimo, solidarietà e
altruismo.
In ciascuna di queste 27 biografie Milano riconosce i propri valori, come ha fatto all’unanimità la
commissione per le Onoranze al Famedio. Oggi la grandezza di chi riposa o è ricordato nel Famedio
vive nelle migliaia di donne e uomini milanesi che ogni giorno costruiscono pace, solidarietà,
sviluppo, sapere, cultura e impegno.
Il Famedio è il simbolo di questa grandezza. In questo luogo sacro sono associate vite diverse,
epoche e percorsi che possono sembrare lontani, per esprimere la profonda unità che lega queste
donne e questi uomini: la forza di Milano costruita attraverso le idee, i valori, il lavoro, l’impegno
per gli altri.
Da Alessandro Manzoni a Carla Fracci, al Famedio troviamo i nomi che racchiudono secoli di
grandezza ambrosiana. Una grandezza che, come sempre ha fatto nella sua storia, Milano metterà
a disposizione di tutta l’Italia per costruire un futuro di libertà e giustizia

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