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Proverbio: Aprile fa il fiore e maggio si ha il colore

Nascere in terra sicura: il viaggio di una donna ucraina che ha partorito all’Ospedale di Rho

(mi-lorenteggio.com) Rho, 2 marzo 2022 – Una ragazza nata nel 1991 che vive a Ternopil, in Ucraina, con il compagno e la figlia di 8 anni. Fino a qualche settimana fa una vita come tante. Aspetta un figlio, è al nono mese di gravidanza, quando il giorno 24 febbraio del 2022 viene annunciata l’invasione russa e il compagno viene richiamato alle armi. Nella mente dell’uomo compare subito un solo pensiero: “io vado in guerra, ma voi dovete andare verso la pace”.
E allora la decisione di far partire moglie e figlia, immediatamente, per attraversare il confine della vicina Polonia. Il tempo di caricare l’auto e mamma e figlia partono, lasciando la propria casa in cui erano state preparati cameretta, vestitini per la neonata in arrivo e una culletta coperta da un velo lilla.
La Polonia sembra vicina, dista solo tre ore di auto da Ternopil, ma alla frontiera ci sono almeno 15 km di coda. In Italia c’è la madre di lei ad attenderle. Un viaggio da sola, al nono mese di gravidanza e con una bambina piccola da accudire.
Racconta che al confine vengono reclutati dall’esercito gli uomini di nazionalità ucraina, solo donne e bambini possono passare: c’è confusione, alcune donne non hanno la patente e non hanno mai guidato.
Madre e figlia si chiudono in macchina: fuggiaschi disperati cercano insistentemente un passaggio oltre confine. Finalmente dopo tre giorni madre e figlia riescono a passare la frontiera polacca e successivamente a raggiungere l’Italia, dove trovano ad attenderle la madre di lei. Finalmente al sicuro, ma lontani dal compagno e dal papà.
Iniziano le contrazioni: il 28 febbraio la donna viene ricoverata in travaglio presso l’ospedale di Rho e poco dopo la mezzanotte, il 1/3/2022, nasce una bellissima bambina che pesa 3000 gr.
Attraverso una videochiamata il papà, in terra ucraina, riesce a vedere la sua bambina. Sembra un racconto romanzato, è realtà, in un 2022 in cui la guerra non è un ricordo.
Il Presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, informato della notizia, ha voluto personalmente fare alla donna gli auguri per il lieto evento, inviando un messaggio di speranza, ovvero che presto possa esserci il ricongiungimento di tutta la famiglia.

Redazione

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