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martedì, Maggio 21, 2024

Proverbio: Aprile fa il fiore e maggio si ha il colore

Venerdì 11 marzo, in scena al Cine Teatro Eduardo di Opera: “Il Veleno del teatro” di Rodolf Sirera con Salvatore Della Villa e Alfredo Traversa

Traduzione Daniela Aronica, musiche Gianluigi Antonaci, costumi Simona De Castro e Vize Ruffo, creazioni di scena Daniele Dell’Angelo Custode, foto di scena Luciano Greco per la regia Tommaso Massimo Rotella. Ingresso Euro 10 posto unico.

Il testo di Rodolf Sirera, già direttore del Teatro Principal di Valencia e drammaturgo spagnolo, fu scritto nel 1978, a soli tre anni dalla morte del dittatore Francisco Franco, ed ambientato nella Francia 1784, a pochi anni dall’avvento della Rivoluzione di Luglio; un parallelismo che lo stesso autore tiene a sottolineare, perchè la rappresentazione del conflitto delle idee è sempre lo strumento più utile per elaborare il presente e il futuro, a partire dalla scrittura di un’opera e dall’efficacia della messa in scena, resa dagli interpreti dell’azione drammatica. Il testo, rappresentato in tutta Europa, ha avuto già grande riscontro a livello internazionale, come ben testimoniano le traduzioni in una decina di lingue, che ne fanno un piccolo classico della produzione iberica contemporanea.

La vicenda è ambientata nel Settecento e ruota intorno al tema della realtà scenica, soprattutto intorno ai suoi limiti. Gabriel De Beumont, attore di dichiarata fama riceve un invito a palazzo da un misterioso mecenate e amante dell’arte, un marchese. Al suo arrivo viene accolto da un cameriere fin troppo erudito. Ha così inizio un cinico gioco dialogico che, attraverso una serie di trappole retoriche, porterà lentamente la vittima designata a perdersi in un pericoloso labirinto di apparenze. Tra i due prende vita un dialogo brillante e sempre più tagliente sulle teorie opposte di recitazione: guidata dal cervello e dalla professionalità come richiedeva Diderot nel suo “Paradosso sull’attore”, o viscerale e guidata dall’istinto e dall’estro improvvisatorio, come sostiene il marchese (forse De Sade?).

Il testo descrive l’incontro fra due mondi, la borghesia in ascesa e l’ormai decaduta – o decadente – nobiltà, incarnate rispettivamenta da un giovane e ambizioso attore di successo e da un aristocratico, espressione di una élite di potere ormai condannata alla fine ma ancora custode di antichi valori e ideali, tra cui l’amore per la verità – e che fa dell’abitudine a un’arrogante, quanto spietata “sincerità”, una virtù. Sullo sfondo la Francia di fine Settecento, alle soglie della Rivoluzione Francese, dopo il fulgore dell’Età dei Lumi e il trionfo della ragione, per un duello di parole che indaga il senso stesso del fare teatro, la sua capacità di evocare atmosfere, storie e personaggi per farli “vivere” sulla scena, di mostrare gli aspetti più oscuri e inquietanti della natura umana, di esorcizzare i propri demoni attraverso la catarsi – al di là del bene e del male.

Venerdì 11 marzo
ore 20.45

Prezzi di ingresso:
Ingresso Euro 10.
Posto unico

Biglietti disponibili online su Webtic o alla cassa

V.A.

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