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Algoritmi e opinione pubblica, come si rapportano? una serata interattiva al Museo della Scienza, a cura dell’Univerità Statale

Ultimo aggiornamento il 5 Luglio 2022 – 14:51

Milano, 5 luglio 2022. L’Università degli Studi di Milano, in partnership con il laboratorio Density Design del Politecnico di Milano e la collaborazione del Museo Nazionale Scienza e Tecnologia, presenta il progetto Algocount (abbreviazione di algorithm accountability), sostenuto da Fondazione Cariplo.

Dopo una conferenza accademica in lingua inglese al Museo il 7 luglio, il progetto Algocount avrà un momento conclusivo venerdì 8 luglio nell’evento Algoritmi quotidiani, che si terrà sempre al Museo dalle 17.30 alle 22 e prevede una tavola rotonda di apertura, un aperitivo e una performance interattiva.

Nel corso della serata, il Museo presenterà per la prima volta al pubblico la Collezione di “Algoritmi Quotidiani”, un output tipicamente museale, frutto dell’intervento del Museo nel progetto di ricerca. La collezione si aggiunge all’offerta culturale del Museo come una nuova testimonianza storica dello sviluppo delle tecnologie digitali e della loro relazione con la società, confermando il Museo come un luogo non solo di conservazione ma anche di interpretazione del patrimonio tecnologico, da tramandare alle future generazioni.

Il Museo è intervenuto nel progetto di ricerca con un doppio ruolo: da una parte come disseminatore di coscienza e conoscenza dell’impatto degli algoritmi nei media contemporanei, dall’altra come spazio in cui gli esperti incontrano il pubblico per rendere fruibile, attraverso linguaggi originali e coinvolgenti, temi attuali altrimenti inaccessibili. In questa direzione, la serata si concluderà con una performance interattiva dal titolo “Suggerito per te”, di e con Effetto Larsen.

La serata si concluderà con una performance interattiva dal titolo “Suggerito per te”, di e con Effetto Larsen.

Il progetto Algocount si è occupato di studiare come funzionano i processi di raccomandazione dei contenuti di informazione sui social media in Italia, cosa sanno gli utenti di questi processi, e come possiamo fare per regolarli meglio. Qual è il ruolo degli algoritmi di social media nella formazione dell’opinione pubblica in Italia? I contenuti di informazione raccomandati in rete ci polarizzano, e se sì, in che modo? L’uso intensivo di tecnologie che automatizzano e personalizzano la circolazione di notizie e contenuti d’opinione è una novità storica, che va conosciuta meglio. Al giorno d’oggi sappiamo poco o nulla sul funzionamento di questi processi, che troppo spesso restano ancora delle scatole nere, inaccessibili al pubblico.

Le risposte a queste domande sono molteplici. Attraverso l’utilizzo di metodi digitali e strumenti di data visualization, che consentono di operare un “reverse engineering” del funzionamento di piattaforme come YouTube, Facebook, Twitter, TikTok e Reddit, il progetto mostra come le forme di polarizzazione che originano dalla raccomandazione automatica dei contenuti siano molto più sfumate di quanto si tenda a credere. Se è vero che gli algoritmi si adattano ai comportamenti d’uso degli utenti, allo stesso tempo non li orientano in maniera definitiva. Il loro funzionamento, in alcune circostanze, tende a produrre percorsi di potenziale radicalizzazione in relazione ad alcuni temi, di cui gli utenti possono restare preda e dei quali devono avere consapevolezza al fine di mantenere una dieta mediale diversificata e sana.

Dall’altro lato, gli utenti sanno ancora abbastanza poco di come funzionano questi processi. Attraverso lo svolgimento di 5 focus group, il progetto mostra che, se da una parte gli algoritmi di raccomandazione spesso facilitano la ricerca e l’accesso a contenuti di informazione, questi vengono talvolta percepiti come un ostacolo alla ricerca di fonti affidabili, per la difficoltà di discernere tra “buona” e “cattiva” informazione. Dell’esistenza degli algoritmi gli utenti si accorgono principalmente in presenza di “glitch”, vale a dire in caso di malfunzionamenti o risposte inaspettate e fuori dall’ordinario da parte del sistema, che fanno percepire e visualizzare compiutamente la presenza di raccomandazioni automatizzate.

Infine, a seguito dello svolgimento di un set di interviste con esperti, policy makers, rappresentanti delle piattaforme, giornalisti, attivisti e accademici interessati al tema, il progetto Algocount ha prodotto un documento contenente 5 brevi proposte di policy per la regolamentazione dell’opinione pubblica algoritmica, che prevede: 1) la promozione di un nuovo New Deal dei dati a livello transnazionale; 2) lo sviluppo di forme di interoperabilità tra piattaforme, volte a favorire la scelta dell’utente; 3) un più ampio accesso ai dati digitali per la ricerca; 4) la creazione di un concept innovativo per favorire un maggiore controllo dei processi di personalizzazione da parte degli utenti; 5) lo sviluppo di un plugin di servizio pubblico per la circolazione dell’informazione in Rete. Queste verranno presentate e discusse nella tavola rotonda dell’8 luglio.

In occasione dell’evento, ogni partecipante verrà omaggiato di una Guida galattica per gli algoritmi quotidiani, uno strumento semplice e di agile fruizione volto ad aumentare la consapevolezza degli utenti rispetto ai processi di circolazione di contenuto raccomandato dagli algoritmi.

COLLEZIONE “ALGORITMI QUOTIDIANI” AL MUSEO
Le ricerche accademiche possono avere diverse modalità di restituzione dei risultati, dagli articoli scientifici ai volumi. Il progetto Algocount ha prodotto un output inedito, tipicamente museale: una collezione, frutto della collaborazione interdisciplinare tra sociologia, design dell’informazione e curatela museale.

Grazie alle metodologie utilizzate dal progetto di ricerca per esplorare il funzionamento delle piattaforme digitali e per costruire visualizzazioni a partire dai dati raccolti e dai racconti degli utenti, è stato possibile catturare una sorta di “istantanea” del comportamento di alcuni algoritmi all’interno dei social media. Con un’azione di curatela del Museo, queste tracce sono poi state trasformate in oggetti e documenti, grazie alle competenze del Density Design Research Lab del Politecnico di Milano. Gli artefatti prodotti compongono una piccola ma preziosa “collezione di algoritmi quotidiani”, che entra a far parte del patrimonio storico del Museo.

· Le Tracce algoritmiche di Anastasio F.

Le “Tracce algoritmiche di Anastasio F.”, rese tangibili attraverso un rotolo di pergamena realizzato con materiali contemporanei, raccontano in che modo il news feed di Facebook nel gennaio del 2021 abbia dato suggerimenti a un nuovo utente, registratosi per cercare notizie sulla pandemia da Covid-19.

· Le carte dei glitch algoritmici

Le carte, che evocano ironicamente la dimensione divinatoria dei tarocchi, rappresentano una collezione di “glitch algoritmici”, un segnale-lampo che rivela un’anomalia del sistema, in elettronica. Sul loro dorso, è possibile leggere le testimonianze orali di alcuni utenti dei social network che hanno raccontato ai ricercatori i momenti in cui si sono resi conto della presenza e dell’intervento degli algoritmi, solitamente invisibili.

· La guida galattica per gli algoritmi quotidiani

Dalle esperienze fatte durante la ricerca deriva un guida in formato cartolina, per navigare i social network consapevolmente e promuovere una maggiore coscienza e conoscenza dell’intervento degli algoritmi nei media contemporanei.

PROGRAMMA VENERDÌ 8 LUGLIO

Ore 17.30 – Auditorium

“Guida galattica per gli algoritmi quotidiani”

Privacy, identità e trasparenza: quali proposte per le istituzioni?

Introduzione e risultati del progetto Algocount:

Alessandro Gandini, coordinatore scientifico Algocount;

Simona Casonato, curatrice collezioni Media, ICT, cultura digitale.

Presentazione “5 proposte per l’opinione pubblica algoritmica”:

Urbano Reviglio, ricercatore progetto Algocount.

Tavola rotonda con:

Elisa Giomi, sociologa dei media, Commissaria AgCom

Stefano Quintarelli, informatico, esperto di identità digitale

Francesca Scapolo, content and editorial officer, Oversight Board

Guido Scorza, avvocato, componente Garante Privacy

Conclusioni:

Alessandro Gandini, coordinatore scientifico Algocount;

Diletta Huyskes, attivista e ricercatrice in sociologia digitale.

Ore 19 – Chiostri

Aperitivo a cura di Gnoko on the road.

Ore 20 – Sala Colonne

Performance interattiva “Suggerito per te” di e con Effetto Larsen, a cura del Museo e di Algocount.

Un’occasione per giocare e comprendere come gli algoritmi intervengono nella costruzione delle opinioni sulle altre persone e sul mondo che ci circonda.

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