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Proverbio: Aprile fa il fiore e maggio si ha il colore

PUBBLICATO IL CATALOGO GENERALE DELL’OPERA DI TANO FESTA

(mi-lorenteggio.com) Milano, 21 giugno 2023 – E’ una grande notizia per i critici e i semplici appassionati quella che Anita Festa, a nome dell’Archivio Tano Festa ha appena annunciato: la pubblicazione sui siti www.tanofesta.it/archivio e www.catalogogeneraletanofesta.it del Catalogo generale dell’opera di Tano Festa (1938-1988), uno dei maggiori esponenti della cosiddetta Scuola di Piazza del Popolo, insieme a Mario Schifano e Franco Angeli, ascrivibile al movimento della Pop Art romana.

Questo volume, che il mondo dell’arte aspettava da troppo tempo, (colma infatti una lacuna di oltre trent’anni, offre tutti gli strumenti necessari per riportare il lavoro di Tano Festa alla valutazione che merita; risale infatti al 1997, la pubblicazione dell’unico catalogo monografico, edito dall’allora archivio ufficiale autorizzato dalle Eredi Festa, peraltro lacunoso con sole 542 opere riprodotte, per lo più in bianco e nero.

Il catalogo generale dell’opera di Tano Festa copre invece tutta la carriera dell’artista e presenta ben 1736 opere realizzate dal 1957 al 1987.

Tano Festa è scomparso a soli 49 anni nel gennaio del 1988, da allora sono passati 35 anni e non è stata ancora realizzata un’antologica della sua opera in uno spazio istituzionale, o museale.

Tano Festa non è mai stato scoperto davvero, nemmeno dal mondo dell’arte. Egli è di fatto un autore inedito. Inedite sono la stragrande maggioranza delle sue opere, perché mai esposte e, di conseguenza, pubblicate.

“È da decenni, più che mai negli ultimi anni, che desidero ardentemente, – sottolinea Anita Festa, figlia del grande Tano nel testo introduttivo al catalogo – così come lo desiderava mio padre in vita, che esista un catalogo degno di nota che lo rappresenti come merita e che illustri realmente il suo lavoro nella maniera più completa, ma soprattutto più veritiera possibile”.

“Ho realizzato questo catalogo, – prosegue Anita Festa – consultando le schede che ho trascritto a seguito degli svariati colloqui avuti con Memmo Mancini, proprietario del colorificio di Via del Gesù a Roma, la storica: “Ditta Poggi”, dove tutti gli artisti dell’epoca andavano a rifornirsi, al fine di apprendere quali furono i materiali e le tecniche utilizzate da mio padre e in quali periodi, e con l’ausilio di due fotografi che ho seguito da vicino nel restauro di un buon numero di immagini tratte da fotografie di più di 25 anni fa appartenenti all’archivio precedente, o di fotografie a colori tratte dal mio archivio personale”.

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