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8 MAGGIO - FESTA DELLA MAMMA

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L’emendandamento al bilancio preventivo di V. Bongiorno, F.I. Cesano

Ultimo aggiornamento il 2 Aprile 2007 – 17:54

Il presente emendamento poteva non essere presentato, poteva essere archiviato ancor prima di essere scritto.
Ma non è stato così.
Infatti, durante la commissione del 12 marzo scorso dichiaravo al Sindaco la mia personale disponibilità a votare favorevolmente il Bilancio di Previsione esercizio finanziario 2007, chiaramente dopo avermi turato il naso e bendati gli occhi, a condizione che venisse risolto immediatamente il problema dei mezzi pubblici di trasporto da Cesano Boscone verso Milano Bisceglie e viceversa e che i verdi di Cesano Boscone mettessero il naso sulle ciminiere del quartiere Giardino, ex proprietà Rancilio, le cui centrali termiche sono le uniche nel territorio del sudovest milanese che bruciano gasolio e/o olio combustibile, mentre tutte le altre grandi proprietà compresa l’Aler hanno provveduto già da un ventennio a convertire le proprie centrali termiche. Su quest’ultimo problema, dopo fulmini e saette indirizzati ai commissari di minoranza, mi è stato comunicato, in separata sede, che vi sono in corso studi, approfondimenti, possibili accordi tra il Comune di Cesano Boscone ed alcune società per allestire una centrale megagalattica di teleriscaldamento, che dovrebbe servire tutto il territorio cesanese.
Tutte iniziative apprezzabili ed interessanti, di cui desideriamo essere tenuti al corrente, ma che per il momento restano solo proclami, così come di proclami, a volte anche incomprensibili, risulta intessuto il Bilancio di Previsione esercizio finanziario 2007, in cui raramente si intravedono progetti comprensibili e concreti.
Lasciatemi dire che, mentre gli esperti studiano, i cesanesi continuano a respirare l’ossigeo proveniente dalle ciminiere della proprietà ex Rancilio, o meglio, mentre il dottore studia, l’ammalato muore.
Riguardo al problema dei trasporti pubblici il Sindaco si chiudeva completamente a riccio, respingeva la mia richiesta, definendola uno spreco di danaro pubblico, perdendo, secondo il mio parere, una grande occasione, cioè quella di vedersi votato favorevolmente, anche da un solo consigliere di opposizione, il documento di Bilancio preventivo 2007.
A questo punto, quindi, non ci rimaneva altro che presentare l’emendamento che avete prima sentito, su cui desidero ritornare brevemente per sgomberare il campo da qualsiasi dubbio, che potrebbe dare voce a quanti aprioristicamente non intendono approvarlo.
L’emendamento prevede che la richiesta venga fatta direttamente all’ATM e non al Comune di Milano, nè alla Provincia, nè alla Regione; l’emendamento prevede al punto primo, comma 1 che la richiesta venga fatta direttamente all’ATM, così come è avvenuto per la modifica del percorso dell’unica linea Tessera-Bisceglie, modifica al percorso richiesta ed ottenuta in seguito alla cantierizzazione e alla definitiva chiusura al traffico del Centro Storico.
Tutto ciò in quanto reputiamo che il servizio di trasporto pubblico a Cesano Boscone, che costa alla collettività circa 900mila euro di cui circa 700mila euro a carico della Regione Lombardia e 175mila euro a carico delle casse del nostro Ente Comunale, non può essere lasciato a marcire solo perche il Comune di Milano, la Provincia, la Regione, ognuno per le proprie competenze, non riescono a definire un piano dei trasporti di cui si parla già da moltissimi anni.
Tracce di tutto questo si trovano nelle relazioni previsionali e programmatiche sin dal 2002 e fino ai giorni nostri e riportate sempre con le stesse ed identiche parole.
Qualsiasi altra ragione addotta su questo argomento, per esporre difficoltà inesistenti, sarà, pertanto pretestuosa e tesa soltanto a non voler risolvere il problema.
Chiaramente, così come per ogni altro servizio, anche la modifica al servizio di trasporto pubblico prevista dal presente emendamento avrà il suo maggior costo.
Ed ecco che, per la copertura di questo maggior costo, questa sera siamo a chiedere un sacrificio economico a ciascun consigliere, assessore, Presidente del Consiglio, Sindaco, consistente nella rinuncia di una parte delle indennità di carica, e/o gettone di presenza, e/o della dotazione del telefono cellulare nella misura o condizione prevista nell’emendamento.
L’idea di caricare il sacrificio economico dovuto per l’attuazione dell’emendamento solo sugli organi istituzionali non è un’idea peregrina, non è un percorso amministrativo estemporaneo, malsano, demagogico o provocatorio, non è un tentativo per affamare i rappresentanti degli organi istituzionali o per privarli di qualche piccolo privilegio o di uno strumento di lavoro, quale possa essere il cellulare per intenderci, strumento di lavoro in ogni caso sproporzionato rispetto alle dimensioni del nostro Ente.
Se non fosse così, allora non si riesce a comprendere come mai la Giunta Esecutiva, nella sua piena autonomia decisionale, non abbia ancora dotato gli organi istituzionali dell’auto di servizio, del cinturone porta (pistola) cellulare, del cappello e del medaglione da sceriffo.
A parte la battuta che spero sia servita a smorzare la serietà dell’argomento, basta guardare cosa succede nel comune di Corsico, che è un pò più grande del nostro o nei vicini comuni, dove queste concessioni non sono state mai fatte nè pensano di farle.
Detto ricorso alla rinuncia e al sacrificio economico, a causa dei tagli previsti dalle varie finanziarie, viene perseguito presumo da numerose Giunte Esecutive e Consigli Comunali sparsi in tutta Italia, i cui amministratori li definirei dalle pratiche veramente virtuose.
A titolo esemplificativo vi cito e vi documento soltanto un caso, che potete riscontrare sul sito www.comune.villarosa.en.it
E’ il caso del Comune di Villarosa, mia cittadina d’origine, i cui amministratori di centrosinistra con il Sindaco della Margherita, hanno più volte deliberato di rinunciare, per alcuni periodi, alle loro indennità di carica per realizzare alcuni specifici progetti. Vi assicuro che tali amministratori, che conosco ad uno ad uno, sono persone che fanno politica per passione, e fatta eccezione del Sindaco che esercita la professione di pediatra, sono persone che non vivono nell’oro.
Abbiamo notato con soddisfazione che il Sindaco, anche attraverso fonti giornalistiche, quali il Giorno ed il sito mi-lorenteggio che ha sempre dato ampio spazio alle cronache politiche della nostra cittadina, anzi cogliamo l’occasione per ringraziare il suo Direttore Vittorio Aggio, dicevo il Sindaco ha riconosciuto l’esistenza del problema.
Caro Sindaco ciò non basta, basta con i proclami, bisogna agire per risolvere il problema, bisogna passare dalle parole ai fatti.
Speriamo, pertanto, che l’emendamento venga votato all’unanimità.

Vicenzo Bongiorno

Consigliere Comunale di Forza Italia

30 marzo 2007

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