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Rapimento di padre Bossi: raccolta firme per chiederne la liberazione, dopo le gigantografie ad Abbiategrasso e Milano

Ultimo aggiornamento il 18 Luglio 2007 – 0:47

(mi-lorenteggio.com) 18 luglio 2007 – Un cauto ottimismo trapela dalle parole di padre Luciano Benedetti riportate dall’agenzia AsiaNews. Il Missionario del PIME a Zambonaga ha dichiarato “il cauto ottimismo espresso ieri” e ha detto di confidare “che ogni momento possa essere buono per la liberazione di padre Giancarlo Bossi”, malgrado lì sia calata la sera e “finora non ci sono stati sviluppi ulteriori alla vicenda”. Padre Benedetti precisa poi che la liberazione potrebbe avvenire “entro le prossime due settimane”, anche se non è possibile “fare previsioni sicure al riguardo”. “Un elemento certo è la volontà comune di cristiani e musulmani che chiedono una soluzione rapida della vicenda”, dichiara ancora Benedetti che sottolinea, inoltre, che la sua liberazione “contribuirebbe a scongiurare il pericolo di una escalation della tensione nel Paese”. “Credo che la raccolta firme congiunta di cristiani e musulmani lanciata dall’artista filippino Tomas Concepcion – sostiene in conclusione padre Benedetti – possa contribuire a creare una ventata di armonia fra la gente”. Così mercoledì 18 luglio, Mentre a Milano, oggi, raccolta firme, iniziativa sostenuta dal consigliere ulivista P. Maran, dalle 19 alle 22, sarà possibile firmare l’appello in Piazza Santa Francesca Romana. Per chi lo desidera, contestualmente sarà aperta la Chiesa della Piazza.
. "Da ormai parecchie settimane Padre Bossi si trova ostaggio nelle Filippine. Nel corso degli anni ci siamo spesso mobilitati per sensibilizzare circa la sorte dei nostri connazionali ostaggio all’estero. A Milano abbiamo in particolare manifestato per Giuliana Sgrena, per le due Simone, per Clementina Cantoni. Proprio in uno dei luoghi in cui ci eravamo ritrovati per Clementina, vogliamo darci appuntamento per chiedere la liberazione di Padre Bossi".
Il testo dell’appello è il seguente, per firmarlo si può farlo anche via mail, scrivendo a scrivi@piermaran.it o perpadrebossi@gmail.com.
"Ancora una volta un Italiano, un religioso, impegnato in iniziative di pace e condivisione dei problemi degli ultimi, è stato rapito e viene tenuto prigioniero.Queste azioni assurde e terribili cercano di fomentare odio e divisioni tra popoli e tra religioni. Noi vogliamo contrastare questa idea ed esprimere la nostra solidarietà a Padre Bossi, a partire dalla sua attività di uomo di pace.
Per questo invitiamo tutti i cittadini che amano la pace ad far sentire la propria voce per chiedere la liberazione di Padre Giancarlo Bossi ed anche a manifestare il proprio dissenso rispetto a tutte le azioni violente che minano la pace e la fratellanza tra le persone ed i popoli."

Redazione

 


 

(mi-lorenteggio.com) Milano 05 luglio 2007 – Mentre, Il Vice Ministro degli Affari Esteri Senatore Franco Danieli ha ribadito l’impegno del Governo: “continuiamo a lavorare con determinazione per giungere alla liberazione di padre Bossi. Non ci interessano le polemiche, la vicenda è seria e, come tutti i casi analoghi, richiede unità d’azione, senso di responsabilità, sobrietà e discrezione, e non sterili clamori. Il dibattito tra le forze politiche è lecito, ma trova un limite nella necessità anzitutto etica di non aggiungere inutili elementi di rischio per la salvaguardia di una vita umana in una situazione complessa. E’ nostra convinzione che ogni strada debba essere esplorata e nessuna iniziativa omessa”.

Il Vice Ministro ha pertanto accolto favorevolmente la disponibilità dell’Onorevole Boniver, con la quale ha avuto un colloquio in mattinata, ad effettuare una missione nelle Filippine per contatti con alcune Autorità locali in ragione dei consolidati rapporti maturati dalla parlamentare negli anni passati.

Il Vice Ministro Danieli e l’Unità di Crisi del Ministero degli Affari Esteri sono in stretto contatto con il Nunzio Apostolico a Manila, Mons. Filoni, con il Pime (Pontificio Istituto Missioni Estere) e con i familiari del missionario.

L’impegno, oggi come in passato, è massimo e costante, sia nel caso di Padre Bossi che negli altri casi che coinvolgono i nostri connazionali ancora sequestrati in Venezuela e Colombia. La priorità nella linea di condotta del Governo e delle strutture operative è in primo luogo quella della tutela dell’incolumità degli ostaggi.

Ad Abbiategrasso e a Milano, a quasi un mese dal rapimento nelle Filippine di padre Giancarlo Bossi, continuano le iniziative volte a mantenere viva l’attenzione sulla sorte, ancora incerta, del missionario abbiatense.
Oggi pomeriggio alle ore 15, è stata infatti affissa sulla facciata della sede centrale del Municipio di Abbiategrasso in piazza Marconi e nelle altre sedi comunali, una gigantografia del sacerdote per chiederne la liberazione.
Alla cerimonia hanno partecipato il neo assessore Valter Bertani, in rappresentanza della giunta e del sindaco – impegnato in queste ore in una iniziativa analoga nella sede della Provincia di Milano – i famigliari di padre Bossi, fratelli e nipoti, alcuni cittadini e una delegazione di dipendenti comunali. Una folla numerosa che ha testimoniato ancora una volta la solidarietà e l’affetto verso il missionario e la sua famiglia.
“Pur nell’ansia e nell’incertezza del momento, esprimo la mia soddisfazione per la contemporanea mobilitazione di istituzioni, quali Regione Lombardia, Provincia di Milano e Comune di Abbiategrasso, che lavorano attivamente per tenere vivo l’interesse per padre Giancarlo”. Afferma il Sindaco di Abbiategrasso Roberto Albetti. “Soddisfazione anche per il rinnovato interesse da parte della Farnesina e dei media che auspichiamo si mantenga sempre elevato e costante. Dopo un periodo in cui abbiamo preferito agire con la dovuta discrezione e riservatezza, tornare a parlare del nostro concittadino significa riconoscere l’importanza della sua missione e di chi come lui ogni giorno è disposto a dare la vita al servizio del prossimo. Sono in contatto con Margherita Boniver – deputata di Forza Italia partita per le Filippine – la quale mi ha assicurato di tenermi costantemente informato sulle trattative in atto per ottenere il rilascio di padre Giancarlo. Un pensiero va infine ai famigliari intorno ai quali mi stringo insieme ai colleghi della Giunta, in attesa della lieta notizia della liberazione”.
L’iniziativa, che si è svolta contemporaneamente anche in Regione, è l’ultima, in ordine di tempo, delle numerose dimostrazioni di solidarietà da parte della cittadinanza abbiatense: veglie di preghiera quotidiane, locandine affisse alle vetrine dei negozi, lumini accesi esposti alle finestre e la fiaccolata silenziosa organizzata dall’Amministrazione comunale lo scorso 22 giugno, insieme alle parrocchie della città, il PIME (Pontificio Istituto Missioni Estere) e numerose associazioni locali alla quale hanno aderito più di cinquemila persone tra le quali alcuni rappresentanti della comunità filippina.
Martedì 10 luglio, nella Basilica di S. Maria Nuova ad Abbiategrasso, è inoltre in programma una veglia di preghiera organizzata dalla Curia arcivescovile di Milano.

Domani, invece, venerdì 6 luglio, alle ore 14.00, il Presidente del Consiglio comunale Manfredi Palmeri, i componenti dell’Ufficio di Presidenza e il consigliere Carlo Fidanza dispiegheranno uno striscione sulla facciata di Palazzo Marino per sollecitare la liberazione di padre Giancarlo Bossi, il missionario del Pime rapito il 10 giugno scorso nelle Filippine.

La gigantografia esposta fuori dal Comune di Milano

Redazione

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