22.1 C
Milano
venerdì, Luglio 1, 2022

Proverbio: Luglio poltrone porta la zucca col melone

Array

Incontro con l’autore di "Nell’Acquario", Danilo Coppola

Ultimo aggiornamento il 9 Ottobre 2007 – 11:11

(mi-lorenteggio.com) Corsico 09 ottobre 2007 – Tra i libri più letti Corsico, dal ritorno delle ferie a oggi, ce ne è uno che è molto venduto, ma, in sordina. Il libro non è in vendita in un centro commerciale, non nelle librerie dei grandi dell’editoria, non negli autobar in tangenziale, ma, il suo canale di diffusione è stato semplicemente internet e il passaparola e due piccole librerie di Milano. Per essere di un autore alla sua prima pubblicazione, preannuncia già un successo: ha venduto già 200 copie solo a Corsico in neanche un mese dall’uscita.

Venuto a conoscenza del fatto e dopo aver rintracciato alcuni suoi lettori, sentiti i commenti, ho voluto conoscere l’autore per capire questo suo successo e approfondire il contenuto, che interessa tanto.

A dire il vero l’autore, una volta visto, lo conoscevo già, però come semplice dipendente di un’azienda, non pensavo fosse uno scrittore e poeta. Come spesso accade vedendo una persona in un ruolo, mai immagini, che abbia altre occupazioni, forse più nobili.

Così decidiamo di incontrarci in un bar della via Dante, a Corsico; è un caldo pomeriggio autunnale di ottobre. Il grigio non c’è ancora. Clima ideale per una chiacchierata.

Lui, l’autore, si chiama Danilo Coppola, classe 1965, solare e dinamico, dalla vita intensa. Preciso che è solo omonimo dell’ immobiliarista, noto alle cronache per bieche vicende giudiziarie, quindi, se lo cercate su Google, digitate "Danilo Coppola nell’acquario", non solo il nome e cognome.

Il romanzo si intitola "Nell’acquario" ed è pubblicato dalla casa editrice di Patti, (Messina) Kimerik. Il titolo è la storia del romanzo, il suo succo. Pertanto, non vi svelo il significato, perchè è come raccontare il finale di un film.

Un colloquio interessante il nostro, che nel giro di due ore ha spaziato e toccato tutti i temi della nostra società sia a livello nazionale che locale: il lavoro, la religione, l’immigrazione, la politica, l’amore, l’ambiente, il futuro. Che c’entra tutto questo con il libro? Ora, vi spiego il perchè con un’intervista all’autore, dopo un breve sintetica biografia.

Coppola, originario di Brindisi, si è trasferito dopo la laurea, conseguita all’università di Bari, a Milano nel 1998. Anni lontani dalla Milano da Bere, dagli yuppies, quando dire immigrato, come oggi, si pensa solo alle immigrazioni dal sud del mondo e degli sbarchi di clandestini verso l’Italia, ma, non a quella continua dal sud a nord dell’Italia; oggi ancora molto visibile nei nostri quartieri, dove tanti giovani continuano ad arrivare. E’ laureato in Scienze Politiche, ma, da un punto di vista del mercato del lavoro, ci racconta che il suo titolo è stato considerata "carta straccia" qui al nord, in quanto, secondo lui, durante i colloqui, non essendo stata conseguita in una delle grandi università milanesi, quali la Cattolica e la Bocconi, anzichè essere un valore, era motivo penalizzante.

Quindi, giunto a Milano, ha incominciato a fare lavoretti saltuari, quali il venditore a porta a porta, riuscendo, infine, a trovare un lavoro part-time in un’azienda dell’hinterland milanese. Oggi, vive a Corsico e si è "integrato", a fatica, superando appena oggi la precarietà; ma, ha il cuore ancora giù.

Appena arrivato a Milano, nel 1998, ha scritto un romanzo, che ha deciso di pubblicarlo solo oggi, a distanza di anni. Il romanzo nasce da un forte impulso autobiografico, ma, è stato molto arricchito dalla fantasia dell’autore. Nel suo complesso il libro è brillante, espressivo, grazie al linguaggio parlato, ma, armonioso, che cela un’ironia amara, che nasconde, forse, la sofferenza di chi lascia la propria terra e fa fatica a trovare una propria dimensione nella nuova realtà.

Chi è il protagonista?

Il protagonista è uno dei tanti italiani, che ancora oggi, sono costretti a lasciare il proprio paese di origine, in cerca di fortuna al Nord, che, una volta giunto, si trova da solo, smarrito nella grande metropoli. Il personaggio principale si chiama Nico Cordola, laureato in filosofia a Lecce, che a differenza degli immigrati del primo Novecento, non è migrato con la valigia di cartone, ma ha una sua cultura elevata, possiede computer e telefonino, non ha l’ambizione di avere un lavoro statale al sud, per questo preferisce migrare, ma, trova lavoro solo come precario.

Quali sono i luoghi del tuo romanzo?

I luoghi del romanzo sono Milano con il suo hinterland, il Salento, la città di Ostuni e molto della vicenda è narrato negli spostamenti da sud a nord, il viaggio e la casa, sono altri due luoghi portanti della vicenda.

Quando hai scritto il romanzo e l’ambientazione in che epoca è?

Il libro è stato scritto di getto dieci anni fa, la narrazione si svolge nel 1998. Pur avendolo ripreso dopo anni, non ho alterato la struttura originaria, ho lasciato la stessa freschezza e originalità, conformemente alle sensazioni di allora.

A chi dedichi il tuo romanzo?

Il libro lo dedico ai miei genitori; ma, è rivolto a tutti, perchè pur parlando di temi specifichi, perchè anche chi non è mai stato emigrante, qualche volta, anche con l’immaginazione… Non voglio successo, vorrei solo che fosse didattico.

Leggo sulla copertina che il libro è stato pubblicato da una casa editrice siciliana, come mai se siamo a Milano, capitale dell’editoria?

Ho provato sulla mia pelle cosa significa presentare un libro e quali meccanismi comporta questo. Nella grande Milano, come nella mia Puglia non sono riuscito a pubblicare il libro, difficile farlo presentare. Così grazie a internet ho conosciuto, su un blog questa casa editrice, la quale, non solo ha letto il libro, a differenza di altre, ma, addirittura ha investito su di me. Ossia, ha dato subito valore alla mia capacità espressiva arrischiandosi il successo. Solo grazie internet ho superato l’ostacolo delle lobbies librarie.

L’impulso decisivo da chi è stato dato a pubblicarlo?

L’apporto decisivo finale è stato dato da mia mamma, Germana Quartulli, che è stata lei che ha ripreso dalla Puglia il mio scritto risvegliando in me e accelerando sulla sua pubblicazione, stimolandomi a pubblicarlo.

Ma, il protagonista è un precario; tu sei un precario?

Diciamo di sì, ma, con una differenza. Mentre, prima l’ho subita la precarietà, oggi paradossalmente è una condizione che ho scelto. Non precarietà personale. Oggi sono promosso a italiano, diciamo che ho il permesso di soggiorno.


Quindi, a distanza di 10 anni, torneresti in meridione alle stesse condizioni che hai creato qua?

Oggi, non si migra più con le valigie di cartone, oggi con il cellulare e il computer portatile. L’immigrazione da sud verso nord c’è ancora. Siamo un travaso di energie che riempiono le fila del precariato del nord. Oggi, come oggi non tornerei giù. Valgono ancora le logiche dei grandi numeri. Dimensionalità, opportunità, umana e sociale. Quelle logiche che mi hanno spinto ad andare via, permangono ancora. Tornerei solo a parità di condizioni e opportunità. Per questo guardo con molta attenzione al progetto di Niki Ventola, Presidente della Regione Puglia, per far tornare le intellettualità.

Sei di destra o sinistra?

Ho una formazione di sinistra, poi delusa, ero ingenuo e ho visto i valori traviati. Sono per i movimenti

Credi in Dio?

Si credo in dio, sono credente,di formazione catto-comunista, diffido della Chiesa Cattolica e l’unico leader politico che abbia veramente ammirato è Enrico Berlinguer.

Partecipi alla vita politica del tuo comune?

Ho provato a frequentare un partito di sinistra. Ma, subito mi sono scontrato con la realtà: eravamo in 5 e c’erano 18 linee politiche diverse. Non faceva per me. Oggi sono solo un semplice consigliere della biblioteca di Corsico.

Hai mai partecipato a rassegne?

Ho partecipato sempre a concorsi di poesia e scrittura. Ma, ho al massimo preso riconoscimenti mai premi. Ho conseguito, ad esempio, un diploma di merito, partecipando alla rassegna di poesia contemporanea Artecultura. Ho partecipato alla XIII Edizione di Poesia per la diffusione della “Cultura della Pace”

Il tuo rapporto con internet?

Grazie a internet ho potuto uscire "dall’acquario"; le sue dinamiche sono fantastiche; ho un blog.

Prossimi appuntamenti a cui parteciperai?

Il libro sarà presentato all’interno della rassegna "Un’emozione chiamata libro" nell’ Agosto prossimo ad Ostuni e in dicembre di quest’anno presso il Caffè Letterario Camera Caffè di Brindisi.

Il tuo prossimo lavoro?

Ho già scritto il Nico Cordola 10 anni dopo. Il libro è finito. Questa notizia in esclusiva per voi.

Vittorio Aggio


Informazioni, links correlati e approfondimenti:

–  Il blog dell’autore: http://diariodinico.splinder.com/  

– Il libro è acquistabile a Milano presso "La libreria del Giallo"in via Peschiera, 1.

E’inoltre reperibile sul sito www.kimerik.it  e sul sito www.365bookmark.it , sito sull’editoria indipendente on line

 

ARTICOLI CORRELATI

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui

- Ads -
2,550FansMi piace
161FollowerSegui
0IscrittiIscriviti

Ultime news

- Ads -