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Pavia. Lungo lo Scuropasso un "corridoio ecologico" tra Ticino e Appennino

Ultimo aggiornamento il 20 Novembre 2007 – 0:23

(mi-lorenteggio.com) Pavia, 20 novembre 2007 – Un "corridoio ecologico" tra la valle del Ticino (e quindi la valle Padana) e l’Appennino dell’Oltrepò pavese lungo il torrente Scuropasso. Sarà realizzato in attuazione del Protocollo d’Intesa "per la definizione delle linee di indirizzo e modalità d’intervento per la realizzazione di un corridoio ecologico utilizzando la fascia fluviale del torrente Scuropasso", siglato nella sede territoriale della Regione (Ster) di Pavia dall’assessore alla Famiglia e Solidarietà Sociale, Gian Carlo Abelli, presidente dell’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale (AQST) della provincia di Pavia, dal presidente della Provincia di Pavia, Vittorio Poma, dal direttore dell’Agenzia Interregionale per il Fiume Po (Aipo), Bruno Brunetti, dal direttore del Consorzio del Parco del Ticino, Dario Furlanetto, e dai rappresentanti dei Comuni interessati.

Il "corridoio ecologico" dello Scuropasso è tra i progetti previsti dall’Accordo Quadro di Sviluppo Territoriale, sottoscritto nel 2005. La riqualificazione di questo torrente ha un’importante valenza ecologico – naturalistica ma consentirà anche di raggiungere finalità di carattere paesaggistico e turistico – ricreativo, con interventi compatibili con l’ambiente e con il paesaggio circostanti nonché con interventi di promozione turistica, come le piste ciclo-pedonali.

La Valle del Ticino è di per sé un insostituibile corridoio ecologico, un vero e proprio ponte tra Alpi ed Appennini, tant’è che nel 2002 l’UNESCO ha riconosciuto il sistema dei parchi della Valle del Ticino quale "Riserva della Biosfera".
Inoltre, poiché la Pianura padana lombarda ha conservato meno di altri territori le tracce del paesaggio originario, essendo costituita per lo più sia da terre coltivate sia da piccoli, medi e grandi insediamenti urbani, diventa imprescindibile la creazione di reti ecologiche che colleghino fra loro le aree protette, in modo da garantire la sopravvivenza della comunità biologiche e dei processi riproduttivi sia per la flora sia per la fauna, stanziale e di passo.

E proprio a sostegno di questi obiettivi il Programma Regionale di Sviluppo (PRS) 2006-2010 ed il Documento di Programmazione Economico Finanziaria Regionale (DPEFR) 2006-2008 prevedono azioni di tutela e valorizzazione della fauna e vegetazione.
Gli Enti firmatari designeranno un Gruppo di lavoro, che entro sei mesi dovrà delineare le linee guida d’intervento, e cioè definire priorità, modalità ed ambiti d’intervento anche suddividendo eventualmente il progetto in stralci funzionali per facilitare il reperimento di fondi su specifiche leggi di settore e ricercare i possibili canali di finanziamento.

Redazione

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