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Progetto "Prendi in casa uno studente"

Ultimo aggiornamento il 21 Marzo 2008 – 14:05

Milano, 20 marzo 2008 – La Provincia di Milano prosegue e rilancia, in stretta collaborazione con l’Associazione MeglioMilano, il progetto Prendi in casa uno studente.
Oltre 300mila euro l’impegno assunto dalla Giunta provinciale per sostenere nel triennio 2008/2010 la politica di accoglienza della popolazione studentesca universitaria, anche attraverso l’erogazione di incentivi per migliorie nelle abitazioni dei pensionati ospitanti.

Dal 2004, anno di avvio della sperimentazione, sono state oltre 160 le convivenze attivate da MeglioMilano. Circa 2.300 le chiamate ricevute e le interviste condotte telefonicamente: 652 pensionati e 1678 studenti si sono candidati per partecipare al progetto.
Sono stati incontrati al proprio domicilio 170 pensionati autosufficienti e con camera disponibile per l’ospite e valutati, con l’aiuto dello psicologo, 740 studenti. Per ogni anziano sono stati intervistati circa quattro ragazzi. Accanto a queste attività, l’Assessorato alle Politiche per l’abitabilità della Provincia di Milano, ha contribuito a lavori di miglioria nell’abitazione dei pensionati che ne hanno fatto richiesta (il 20%) e Fastweb ha provveduto all’allacciamento gratuito a Internet per parte degli studenti avviati alla convivenza (il 30%).
«Questo progetto è sostenuto con grande convinzione dalla Provincia – ha sottolineato Daniela Gasparini, Assessore provinciale alle Politiche per l’Abitabilità – in quanto rispecchia perfettamente l’idea contenuta nel Piano strategico di “Città di Città”, di una regione urbana milanese che sa guardare ai nuovi bisogni della società, in grado di fornire risposte percorribili, in altre parole una città vivibile e solidale».

Le coppie di “Prendi in casa uno studente” sono formate prevalentemente da donne: 75 anni l’età media dell’anziana ospitante, che riceve un rimborso spese medio di 236 € dallo studente per far fronte alle spese, animata dal desiderio di non essere sola e di tornare a sentirsi utile.
Ospite, nel 63% dei casi, una ragazza: 23 anni, si ferma a Milano per l’intera settimana per seguire i corsi di laurea al Politecnico (35%), Statale (28%) e Cattolica (12%). La Lombardia è la regione più rappresentata tra gli studenti, con 50 partecipanti al progetto, seguita da Piemonte, Puglia e Sicilia.
Negli anni di sperimentazione sono state oltre 180 le chiamate da parte di lavoratori interessati a un alloggio a prezzo calmierato, prevalentemente ricercatori, dottorandi universitari e infermieri.
Nel rinnovare l’accordo di collaborazione, Provincia di Milano e MeglioMilano hanno condiviso l’opportunità di estendere l’iniziativa di accoglienza a questi profili professionali, ritenuti strategici per alcuni settori dell’economia urbana e per due dei maggiori poli di eccellenza della città, università e sanità.

Sono infatti oltre 1.260 i dottorandi, 1.950* i ricercatori che collaborano con gli Atenei milanesi e circa 20.000* gli infermieri che operano nel settore sanitario dell’area milanese.

“Vogliamo progettare soluzioni concrete sul tema della politica dell’abitabilità – ha sostenuto Daniela Gasparini – e nel contempo offrire occasioni di sostegno e relazioni intergenerazionali. Con l’ampliamento a nuovi soggetti, come gli studenti-lavoratori o la categoria degli infermieri, si estende anche il territorio coinvolto. Non solo i quartieri vicini alle Università ma tutta l’area del milanese può oggi essere attore protagonista del progetto. E’ un segnale importante – ha concluso l’Assessore provinciale – per il pieno coinvolgimento di altri soggetti: operatori del territorio, sindacati, enti locali ed associazioni”.

Come già accaduto per Prendi in casa uno studente, MeglioMilano condurrà per queste professionalità una sperimentazione che permetta di gestire i giusti abbinamenti, monitorare le convivenze e verificare strumenti e metodologia, all’interno di un piano territoriale che prevede, per il personale infermieristico, di operare nei Comuni del Nord Milano e del Sud Milano e delle Aziende Ospedaliere di pertinenza.

“Siamo felici di poter avviare una nuova progettualità a sostegno della qualità della vita e dell’accoglienza nell’area milanese – aggiunge Marco Bono, presidente di MeglioMilano – l’augurio è che la sperimentazione offra buoni risultati e si presti ad essere replicata in nuove edizioni e in altri contesti urbani, come già avvenuto per Prendi in casa uno studente. L’infermiere sarà sicuramente un “ospite gradito” per l’anziano, ma rifuggiamo da ogni intento di tipo assistenzialistico: sarà cura di MeglioMilano – preposta a fare gli abbinamenti “giusti” – garantire l’equilibrio tra le diverse componenti della domanda: studenti, dottorandi, ricercatori universitari e infermieri. Domanda che magari, un giorno, potrà contemplare altri soggetti che esprimono un bisogno temporaneo di abitazione” conclude Bono nel suo intervento.

Redazione

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