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Emergenza casa: un Piano d’area per il sud Milano

Corsico (30 settembre 2008) – Mentre la domanda di alloggi in edilizia residenziale crescerà, nei prossimi anni, in media con le stime dell’intera provincia, il sud Milano si caratterizza per avere una percentuale superiore nelle richieste per l’edilizia residenziale pubblica (3,5% contro una media del 2,1%) e il sostegno all’affitto, “con una forbice ampia tra Comune e Comune: dallo 0,45% di Assago al 3,98% di Cesano Boscone” . È quanto emerge dalla ricerca presentata ieri pomeriggio a Corsico nell’ambito del primo tavolo proposto in zona dall’Amministrazione di palazzo Isimbardi al fine di siglare un “Patto metropolitano per la casa”. Presenti all’incontro: l’assessore provinciale al Piano Casa, Matteo Mauri, il presidente del Cimep, Franco Cazzaniga, il sindaco del Comune di Cesano Boscone, Vincenzo D’Avanzo e alcuni tecnici del Cimep e del Comune di Milano.

A fare gli onori di casa è stato l’assessore all’Edilizia del Comune di Corsico, Giovanni Molisse: “Abbiamo accolto molto volentieri il percorso avviato dalla Provincia di Milano insieme al Cimep perché sentiamo forte il problema della casa, che ha notevoli riflessi sociali. Solo a Corsico abbiamo più di ottocento richieste di alloggi sociali. È quindi indispensabile affrontare una vera e propria emergenza impegnandoci su progetti sovraccomunali. Ogni Ente deve, in base alle proprie capacità e potenzialità, fare la propria parte e noi, anche in futuro, non ci tireremo indietro”.

L’idea della provincia, che ha avviato il tavolo corsichese per il sud Milano, è di “chiamare le Amministrazioni comunali a un percorso di concertazione nel quale definire insieme le politiche e gli interventi comuni per l’edilizia sociale, cogliendo l’opportunità del momento che vede molti Comuni impegnati a rinnovare i propri strumenti di piano (Pgt)”.
Un progetto che parte dalla fotografia fatta dal Centro ricerche economiche e sociali di mercato per l’edilizia e il territorio (Cresme), dalla quale emerge “per il decennio 2006-2016 una domanda di edilizia residenziale di 6.440 alloggi, con un incremento percentuale in media con le stime dell’intera provincia, compresa Milano, localizzati prevalentemente in Assago (1.066 alloggi, pari al 33% di incremento del patrimonio residenziale rilevato al 2006) e Rozzano (2.068 alloggi, pari ad un incremento del 13%). Per Assago e Rozzano la stima nasce dalla previsione di un saldo migratorio crescente, che compensa il saldo naturale negativo, e di una riduzione del numero medio di componenti per famiglia (a Rozzano, a fronte di un incremento della popolazione di sole 575 unità, il numero delle famiglie si prevede che aumenti di 1.400 unità)”.

Come può ogni Comune avere un ruolo attivo nel Patto provinciale per la casa? “Il nostro territorio – precisa il sindaco, Sergio Graffeo – è densamente abitato. Però ritengo fondamentale si cominci ad affrontare il tema nell’ambito del Patto metropolitano per la casa, voluto dalla Giunta Penati e che ogni Ente locale valuti con attenzione il suo ruolo all’interno di un’area che va ben oltre i i rigidi confini del proprio Comune”.

Elemento che emerge anche dallo studio messo a punto dalla Provincia di Milano: “Se ogni Comune dovesse provvedere localmente in proporzione alla propria domanda, sarebbero soprattutto Corsico e Rozzano ad essere in difficoltà. Anche nell’ipotesi di utilizzare le aree residue a standard comunale, Corsico, Rozzano e Cesano Boscone avrebbero i maggiori problemi, a causa delle limitate risorse territoriali disponibili”.

Dove realizzare le case? “Dei circa 3.000 alloggi che risultano ancora realizzabili nei Comuni del sud Milano, la maggior parte (il 70%) è localizzata in Rozzano, Trezzano sul Naviglio, Lacchiarella e Buccinasco. In Pieve Emanuele e in Rozzano è concentrato il 45% delle aree residue a destinazione servizi comunali e sovracomunali. Questi dati – precisa lo studio – dovranno essere verificati (il confronto è necessariamente approssimativo e soggetto a errori di interpretazione) e aggiornati con le nuove previsioni della pianificazione locale”.

Altro dato reso noto nell’incontro di ieri, riguarda le richieste relative al Fondo sociale affitti, che dal 2001 al 2006 è cresciuto dell’85%, con un incremento pari al 112% delle situazioni di grave difficoltà. Anche in questo ambito il sud Milano, con un picco del 3,98% di Cesano Boscone, si discosta dalla media provinciale, dove il rapporto tra le famiglie residenti e coloro che hanno chiesto un sostegno per pagare il canone di locazione è dell’1,5%.

Per quanto riguarda l’edilizia residenziale pubblica, invece, “le famiglie in graduatoria, in tutta la provincia di Milano, che hanno le caratteristiche di reddito per accedere ad un alloggio di ERP, sono 35 mila, di cui 19 mila nei Comuni esterni al capoluogo (rispettivamente in media il 2,02% e il 2,1% del totale delle famiglie residenti). La gamma di valori medi è più ampia di quanto non si verifichi con le domande per il FSA e va dallo 0,6 del Castanese al 3,5 del Sud Milano”.

In sintesi, l’Amministrazione provinciale, con il “Patto metropolitano per la casa”, prevede:
· di garantire il raccordo e la coerenza delle attività avviate nell’ambito del “Patto” con gli indirizzi e le proposte che scaturiscono dai Piani d’area e dall’interlocuzione con i Comuni appartenenti ai Tavoli interistituzionali;
· di raccogliere le manifestazioni di interesse, le istanze, le proposte, i progetti e gli interventi che vengono illustrati dai Comuni nell’ambito degli incontri dei Piani d’area al fine di porli in coerenza ad una scala sovralocale, quali elementi utili alla formazione del Piano di settore casa;
· di restituire una proposta progettuale che favorisca azioni sinergiche tra i diversi componenti e faccia sintesi di tutte le opportunità offerte nell’ambito di interlocuzione con il lavoro dei Piani d’area;
· di definire una proposta in ordine alle modalità di trattazione del tema della casa sociale, ad esempio, entro i Piani dei servizi intercomunali eventualmente attivabili.

Redazione

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