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Merci pericolose, accordo per il trasporto in sicurezza

Milano, 11 maggio 2009 –  E’ stato firmato in Regione Lombardia un Protocollo d’intesa per la "Prevenzione dei rischi tecnologici e del rischio derivante dal trasporto di merci pericolose".

Il documento è stato siglato dall’assessore alla Protezione civile, Prevenzione e Polizia locale, Stefano Maullu, dal presidente di Federchimica, Giorgio Squinzi, e dal vice presidente di Confindustria Lombardia, Walter Galbignani.

Il protocollo prevede, tra l’altro, una serie di esercitazioni con l’intervento di vigili del fuoco, 118 e Arpa per la prevenzione dei rischi che derivano dal trasporto di merci pericolose e un libretto in 27 lingue con termini tecnici e pratici per permettere a tutti, dalla Protezione civile alle Asl, dai lavoratori ai trasportatori, di comunicare con chi abitualmente si occupa del trasporto di queste merci.

Il protocollo prevede anche la creazione di uno sportello telematico sia per semplificare la burocrazia sia per il monitoraggio delle merci pericolose.

"Con la firma di questa intesa – ha detto l’assessore Maullu – si avranno maggiori certezze in ordine alla sicurezza e alla salute dei cittadini lombardi. Il documento è, infatti, rivolto anche ai sindaci che avranno il compito di informare i propri residenti sui comportamenti da tenere in caso di incidenti provocati da aziende cosiddette a rischio e sui piani di emergenza esistenti e quindi sulle esercitazioni da mettere in pratica per migliorare la risposta dei soccorsi".

Più di un quarto delle aziende italiane a rischio di incidente rilevante si trovano, infatti, in Lombardia, soprattutto nelle zone maggiormente abitate come quelle di Milano, Bergamo, Brescia e Varese, e un quinto delle merci pericolose transita per la Regione. In Lombardia le aziende a rischio sono 270, di cui 129 a rischio medio e 141 a rischio maggiore.

"Non vogliamo fare nessun allarmismo – ha concluso l’assessore Stefano Maullu – ma solo un’attenta prevenzione. Il settore chimico, nella classifica degli incidenti e delle malattie professionali, è al secondo posto fra quelli ritenuti più sicuri".

Redazione

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