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Prostituzione: sanzioni fino a 500 euro a Trezzano sul Naviglio

Trezzano sul Naviglio (7 febbraio 2012) – Il meretricio in strada è vietato. Perlomeno a Trezzano. Il sindaco Giorgio Tomasino ha infatti firmato un’ordinanza che mette un freno alla “persistente situazione di degrado sociale e ambientale indotta dalla prostituzione su strada, tale da incidere sulla sicurezza reale e sul senso di insicurezza dei residenti”.
Sanzioni da 50 fino a 500 euro sono previste non solo per chi offre, ma anche per chi chiede la prestazione sessuale. E verranno applicate persino nei confronti di chi si mostra in pubblico “con abiti che offendano il comune senso del pudore”.
In questo modo il primo cittadino di Trezzano sul Naviglio, Comune di poco meno di ventimila abitanti nella periferia sud ovest di Milano, intende dare una risposta concreta ai numerosi cittadini che da anni segnalano una situazione non più sostenibile, che impedisce addirittura di circolare o rincasare in ore serali percorrendo alcune vie senza il rischio di essere importunati.
“Come sindaco – sottolinea Giorgio Tomasino – ho il dovere di attuare politiche che si concretizzino in interventi tali da prevenire e contrastare atti e comportamenti che provocano disagio e allarme tra la popolazione e ledono alcune regole sociali o di
costume, sulle quali si regge un’ordinata e civile convivenza”.
D’altra parte, sia la Polizia locale sia le forze dell’ordine hanno potuto constatare che persistono “comportamenti imprudenti o comunque in violazione al Codice della strada nelle zone in cui è esercitata la prostituzione, da correlare allo svolgersi di trattative per prestazioni sessuali da parte di soggetti alla guida di veicoli”. Tanto che nei mesi scorsi i carabinieri hanno elevato oltre una ventina di sanzioni.
Il principio della nuova ordinanza – che sostituisce quella che, come tante altre in Italia, ha perso effetto in seguito a una sentenza della Corte costituzionale dell’anno scorso – si basa sul principio, sancito dal Codice civile, che le strade sono beni demaniali e quindi di tutti. Il loro uso “deve svolgersi nei limiti consentiti dal dovuto rispetto di cui sono titolari gli altri soggetti”. E l’Amministrazione deve “adottare i provvedimenti che siano necessari alla conservazione e ordinata utilizzazione” di questi beni, “prevenendo violazioni”. Tra queste anche il “degrado ambientale per la presenza di rifiuti” abbandonati sempre dalle persone che si prostituiscono e dai loro accompagnatori.
L’ordinanza non consente “la salita sul proprio veicolo di uno o più soggetti”.
Fino al 31 dicembre non sarà quindi possibile “fermare il proprio veicolo per contrattare sulla pubblica via prestazioni sessuali a pagamento” nelle vie Goldoni, Fermi, Tolstoj, Stoppani, Battisti, Cervi, Scarlatti, Pirandello e nel tratto di via Colombo tra le vie
Goldoni e Fermi. Un’area delimitata, per non contravvenire al principio sancito dalla suprema Corte.
Sanzioni anche per chi si veste in modo succinto. “È fatto divieto di mostrarsi in pubblico con abiti che offendano il comune senso del pudore”, così come “comportamenti e atteggiamenti che inducano la domanda di prestazioni sessuali, con conseguente interferenza con il regolare svolgimento del traffico e con la messa in sicurezza veicolare”.

Redazione

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